Gnassi: “Dossier inquietante, immondizia”
Dossier Gnassi, Arlotti: No a politica di intrighi
Ospedale Infermi, in arrivo fondi per ostetricia e pediatria
(Rimini) Qualche giorno fa i comuni della Asl Romagna hanno deciso di destinare oltre 17,5 milioni di euro per migliorare, rinnovare o completare gli ospedali delle tre province romagnole.
A Rimini, spiegano dal Comune, con il finanziamento si allestiranno il quinto e il sesto piano dell’ospedale Infermi: l’ostetricia (con 40 posti letto, 6 sale travaglio, sala operatoria e sala operativa, per affrontare più di 3.000 parti annui) e l’area pediatrica.
Gli interventi saranno completati dall’aggiornamento tecnologico della strumentazione, con l’installazione di sistemi polifunzionali digitali (all’ospedale Infermi di Rimini e all’ospedale Ceccarini di Riccione) e dall’aggiornamento della risonanza magnetica presso l’ospedale Cervesi di Cattolica.
Statale 16, Biagini: convergenza tra Comune e Ministero
Alla preghiera di Nazarat testimonianza di padre Pizzaballa
Il 20 marzo la preghiera in Piazza Tre Martiri per i cristiani perseguitati si concluderà con la testimonianza di Padre Pierbattista Pizzaballa superiore della Custodia francescana in Terra Santa. Padre Pizzabella interverrà per via telefonica dopo la recita del Rosario.
Il comitato Nazarat che alla preghiera di Rimini si uniranno, nei loro territori, monasteri di clausura Italiani del Portogallo, don G. Jhola da Erbil e padre Bahjat da Damasco.
A14, il Ministero approva opere complementari per Riccione
Questura, Arlotti chiede ad Alfano tre commissari e 25 agenti
Titoli di coda per Progetto Rimini
Affitta case fantasma ai turisti, riminese ai domiciliari
(Rimini) E’ stata arrestata ieri dai carabinieri di Rimini una truffatrice riminese di 34 anni. Sulla sua testa 32 denunce da aprte di altrettanti turisti caduti nella sua trappola. La donna offriva in affitto case inesistenti su noti portali internet, appropriandosi delle caparre versate dalle vittime. L’importo variava da 600 a 1.000 euro, gli anticipi venivano versati mediante bonifico bancario o postepay. La donna, ora ai domiciliari, seguiva sempre lo stesso piano. Inviava ai malcapitati copie di contratti per rendersi più credibile e quindi accordarsi per la caparra. Una volta incassata la somma si rendeva irraggiungibile. Per contattare i truffati usava il suo cellulare, attraverso cui è stata identificata.
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