Un viaggio e una compagnia nuova ogni volta, come quelle carovane (Kārwān) di viaggiatori e mercanti, con le bestie da soma e le mercanzie, che si uniscono per intraprendere assieme una traversata in zone deserte o comunque troppo malsicure e disagevoli per il viaggiatore isolato.
Caravan è il nome della rubrica, ma anche di questa prima tappa del viaggio, e non potevamo iniziare che con musiche dedicate proprio alla carovana…
Duke Ellington è stato forse il personaggio più carismatico del jazz. Un colosso della musica, probabilmente il più importante compositore jazz che sia mai esistito. Era elegante, raffinato, geniale, un leader a tutti gli effetti. Ha inciso centinaia di dischi, arrangiato innumerevoli brani, scoperto talenti, lanciato musicisti, navigato per cinquant’anni nelle acque splendide ma tumultuose del jazz. Nelle file delle sue orchestre si sono alternati musicisti di assoluto livello. Ellington ha cercato attraverso la musica un punto di incontro tra l’improvvisazione e la composizione, dichiarando di voler fare “la Musica del negro americano”. Ha regalato alla storia composizioni come Mood Indigo e Take “A” Train, così come la famosa ed esotica Caravan.

Il brano, diventato uno “standard” e scritto insieme al suo trombonista Juan Tizol nel 1932, pare che sia nato proprio da un’idea di Tizol poi completata da Ellington stesso. Barney Bigard and His Jazzopaters furono I primi a registrare il brano, ma pochi mesi dopo Duke Ellington and His Orchestra la fecero diventare un successo. Manager dell’etichetta discografica che registrò per prima il brano e aggiunse del testo al brano era Irving Mills, che promise a Tizol 25 dollari per i diritti d’autore (che poi li reclamò quando il brano divenne talmente importante da entrare negli standard del jazz).
Al termine dell’articolo proponiamo la versione di Caravan del 1945, parte delle eccezionali registrazioni Victor realizzate da Ellington nei primi anni ’40. È una rilettura allucinata, destrutturata in asimmetrie formali e fusa su piani politonali in timbri inaciditi, molto diversa dalle precedenti versioni.
A proposito di standard musicali, non può non tornare in mente un’altra “Caravan”. Scritta da uno dei musicisti rock più iconici: Van Morrison. Ho imparato ad amarlo proprio con questo brano degli anni ’70 con un’intensità fuori dal comune in cui anima, viscere e poesia si fondevano in un unicum raro e prezioso.
Nel suo libro Songbook, sulle sue 31 canzoni preferite, Nick Hornby cita Caravan di Van Morrison, dall’album live It’s Too Late to Stop Now, come la canzone che vorrebbe fosse suonata al suo funerale. Scrive: “nel lungo passaggio ovattato, subito prima del climax, la band di Morrison sembra isolare un momento a metà tra la vita e le sue conseguenze, un grande ingresso barocco di un luogo dove puoi fermarti e pensare a tutto ciò che è accaduto prima”. E quando Hornby si rende conto che questo è anche il momento in cui Van Morrison presenta la band, si chiede con umorismo come si sentiranno i presenti nel sentire i nomi di tutti gli sconosciuti pronunciati mentre escono dal funerale, ma dice “Non cambierò idea, quindi ecco, è questa la mia preferita”.
Stai rotolando
carovana, ripeti: prendi uno
uno, due, tre, quattro
E la carovana è in arrivo,
sento l’allegra zingara suonare
Mamma, mamma, guarda Emma Rose!
Sta suonando con la radio
La, la, la, la
La, la, la
Aspetta un attimo,
Stai andando su un due
Uno, due, tre, quattro
Aspetta un attimo, possiamo iniziare un po’ più lentamente, solo…
Caravan è stata registrata il 30 luglio 1969 ai Mastertone Studios di New York City. Van Morrison compose la canzone su ricordi reali vissuti mentre abitava a Woodstock, New York, dove la casa più vicina era molto più avanti sulla strada.
“Sentivo la radio come se fosse nella stessa stanza. Non so come spiegarlo. Girava una storia su un passaggio sotterraneo sotto la casa in cui vivevo, voci di bambini e cose del genere e stavo iniziando a pensare che fosse vero. Come puoi sentire la radio di qualcuno a un miglio di distanza, come se fosse accesa in casa tua? Quindi ho dovuto inserirlo nella canzone, era un must.”
Qui la versione live di Caravan tratta da It’s Too Late to Stop Now, doppio album del 1974. Contiene esibizioni registrate in vari concerti in Usa e a Londra in un tour di tre mesi di Morrison con la sua band di undici elementi, la Caledonia Soul Orchestra, da maggio a luglio 1973. Spesso definito uno dei migliori album dal vivo di sempre, It’s Too Late to Stop Now è stato registrato durante quella che è stata spesso definita la fase più importante della carriera del cantante come artista dal vivo.
Infine concludiamo in gloria con la Carovana dell’amore (Caravan of Love).
Non so quanti se li ricordino, nonostante abbiano avuto un discreto successo negli anni ’80. Gli Housemartins sono stati una band inglese di breve durata, formatisi nel lontano 1983 per sciogliersi poi nell’88 con solo due album all’attivo.
I membri della band resteranno in contatto negli anni a venire, vanteranno ancora collaborazioni insieme ma sempre chiarendo che rimettere in piedi la band non sarebbe stato possibile.
Testi impegnati sul socio-politico, vantano più raccolte che LP pubblicati. Belle molte loro canzoni come Flag Day, Sheep, Happy hour, Me and the farmer, ma in assoluto il loro brano più conosciuto è una cover degli Isley Brothers, Caravan of love, riproposta in una versione “a cappella”. Un tuffo nel passato.
“Caravan of Love” esprime un messaggio di fede, speranza, solidarietà e sostegno reciproco, utilizzando la metafora di un viaggio spirituale in cui la presenza di un amico fidato (o di Dio) offre sicurezza e conforto, superando i momenti difficili e invitando alla comunione cristiana, come una carovana che si muove insieme.
Sei pronta per il periodo più bello della tua vita?
E’ tempo di alzarsi e battersi
(va tutto bene, va tutto bene, va tutto bene)
mano nella mano faremo una carovana
verso la madrepatria
Uno ad uno ci alzeremo con l’orgoglio
che non si può rinnegare
(alziamoci, alziamoci, alziamoci)
dalle montagne più alte alle profonde valli
saremo uniti con i nostri cuori d’oro.
I bambini nel mondo vedranno
che per noi c’è un posto migliore
dove stare, il posto dove siamo nati
è trascurato e straziato, così straziato…
Mauro Bianchi
I link ai brani:
Duke Ellington, Caravan (1945)
Van Morrison, Caravan (1970)
The Housemartins, Caravan of Love (1986)

