
(…) Ogni immagine nasce da qualcosa che è stato e che continua a essere: uno scatto è già, in sé, un atto di resistenza al tempo che lo cancellerebbe. Fotografare significa opporsi alla scomparsa, dare presenza a ciò che rischia di non essere visto e trattenerne una traccia prima che si dissolva. In questo senso, chi fotografa e chi è fotografato condividono lo stesso gesto: entrambi scelgono di restare, di lasciare un segno del proprio passaggio nel mondo.

Le mostre della trentacinquesima edizione del SI FEST raccontano diverse forme di tenacia e resistenza. Tenace è chi continua a vivere nei territori segnati dalla guerra, dalla repressione e dalla perdita; chi resta nella propria terra e chi cerca una strada per tornare a casa. Lo sono le comunità che affrontano il declino e la trasformazione dei luoghi, ma anche gli individui che attraversano l’isolamento, custodiscono la memoria familiare o cercano una verità nascosta nel proprio passato.
Restare in piedi significa anche ritrovare sé stessi dopo che la maternità ha ridisegnato il corpo e l’identità; riconoscersi nei legami, negli affetti e nei frammenti della vita quotidiana; restituire l’attesa, l’isolamento e la malinconia dell’inverno nordico; conservare storie e leggende che rischiano di dissolversi. Sono forme diverse di presenza, intime o collettive, visibili o silenziose, ma tutte accomunate dallo stesso bisogno: dare forma e voce a ciò che, senza uno sguardo che lo raccolga, rischierebbe di andare perduto.

Still Standing è una dichiarazione di presenza: perché restare in piedi non significa rimanere immobili, ma trovare ogni volta un nuovo modo di abitare il mondo. È un gesto che si rinnova a ogni scatto, a ogni sguardo che si posa su ciò che resiste, e che il festival raccoglie come testimonianza collettiva di quella tenacia silenziosa che attraversa le vite di chi fotografa e di chi viene fotografato.
Manila Camarini
Direttrice artistica
(estratto dal catalogo del festival)
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SI Fest 2026
35a edizione
Still Standing
Restare in piedi per continuare a guardare
Savignano sul Rubicone
11-12-13, 19-20, 26-27 settembre 2026
Info: www.sifest.it
Le mostre
1. Olga Sokal — Black Stone Burns
2. Jack Califano, Pietro Masturzo, Alfredo Bosco — Still Here. Resistenza Contemporanea: Minneapolis, Ucraina, Palestina
3. Robbie Lawrence — Long Walk Home
4. Lars Tunbjork — Vinter
5. Christopher Anderson — Index
6. Alba Zari — Occult
7. Robin de Puy — American
8. Andi Gàldi Vinko — Sorry I Gave Birth I Disappeared But Now I’m Back
9. Carlos Folgoso Sueiro — Beyond the Lake
10. Camilla Pedretti —Lucinete
11. Fabio Domenicali — Nowhere
12. Mario Cresci — In Studio. La scena del contemporaneo: quattro artisti per l’obiettivo di Mario Cresci
13. Zvanì. Scene di un poeta. Backstage fotografico del film di Giuseppe Piccioni su Giovanni Pascoli
14. Lab. Istituto Comprensivo Giulio Cesare — Fotografia Come In Un Film.
15. Lab. Scuola Superiore Marie Curie — Derive sul Rubicone: tracce di un passaggio
Dall’alto:
Camilla Pedretti, A thousand times the fate of a cage
Robbie Lawrence, Long Walk Home
Robin de Puy, American redux

