Spiaggia, Sadegholvaad: «Va innovata, non può rimanere indietro»

«La spiaggia va innovata perché negli ultimi 20 anni poco o nulla è stato fatto sul fronte degli investimenti». Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad interviene nel dibattito sul futuro dell’arenile e sulle concessioni balneari, rivendicando per l’amministrazione il compito di arrivare a una scelta che guardi oltre i singoli interessi in campo.

«Posso tranquillizzare tutti coloro i quali, singoli o associazioni, stanno dicendo la propria sul futuro della spiaggia di Rimini: l’amministrazione comunale sceglierà con equilibrio in una prospettiva strategica, e non della conservazione o del giorno per giorno, inseguendo affannosamente questo e quello».

Il punto di partenza è la trasformazione che negli ultimi anni ha interessato il lungomare e il sistema turistico riminese. «La spiaggia, in questo momento, è la “fascia di mezzo” compresa tra le due grandi opere che hanno rivoluzionato la “cartolina” e la sostanza stessa del modello sociale ed economico della città: il PSBO e il Parco del Mare».

Secondo Sadegholvaad, il percorso intrapreso dalla città indica anche la direzione da seguire sull’arenile. «Innovazione e sostenibilità, risultati e vocazioni mantenute, un ponte concreto ad unire passato, presente e futuro: se Rimini è ancora in testa nella classifica delle città balneari più attrattive del Paese, e dunque ha incrociato le esigenze e le attese di un turismo in fortissima evoluzione, lo si deve a questo “work in progress” (ormai molto in progress…), cominciato 20 anni fa con il Piano strategico e quindi tirato su pezzo per pezzo con investimenti unici in Italia».

Ora, sostiene il sindaco, quella trasformazione deve arrivare fino alla spiaggia. «Alla luce di tutto questo, e rispondendo alla medesima richiesta di strategicità nonché dell’integrazione con i due interventi citati, la spiaggia di Rimini muterà anch’essa, favorendo l’innovazione, un più alto livello di sensibilità ambientale, mantenendo le specificità che ne hanno fatto la fortuna».

Sadegholvaad respinge quindi una contrapposizione netta tra il modello esistente e quello futuro. «Inutile contrapporre innovazione a tradizione: la decisione del Comune di Rimini in ordine a piano dell’arenile e alle evidenze per le concessioni balneari disporranno soluzioni e criteri improntati all’interesse comune dove l’obiettivo dichiarato è il presente e il futuro del nostro motore sociale ed economico».

E avverte che non tutte le richieste avanzate nel dibattito possono essere accolte contemporaneamente. «Peraltro, a ben guardare, se la spiaggia che verrà fosse la derivata di quello che si sente e si legge in questi mesi e in queste settimane… beh, non sarebbe neanche possibile giungere al traguardo di una semplice somma di singoli interessi visto che molte delle proposte avanzate sono palesemente in contrasto l’una con l’altra».

Sul nuovo piano dell’arenile il sindaco indica poi alcuni punti fermi. «Avrà un livello superiore di armonizzazione ambientale e di crescita dei servizi; potranno esserci alcune macro aggregazioni, là dove è utile che ci siano; sarà senza dubbio tutelata la caratteristica dello stabilimento balneare riminese e della microaggregazione perché questo è un valore non negoziabile».

La tutela del modello riminese, dunque, non significherà lasciare tutto immutato. «Deve essere chiaro che la spiaggia va innovata perché negli ultimi 20 anni poco o nulla è stato fatto sul fronte degli investimenti, anche a causa delle cicliche incertezze e “stop and go” sul tema dei bandi».

Nel frattempo, ricorda Sadegholvaad, la città ha investito sulle altre componenti del sistema balneare. «Almeno a Rimini, gli investimenti, enormi, sono stati fatti sul fronte della salute del mare e sulla vivibilità del nuovo lungomare, da nord a sud. E la spiaggia non può rimanere indietro perché comunque il mondo, e le esigenze dei turisti, vanno impetuosamente avanti».

La conclusione rivendica infine la responsabilità della scelta politica dopo la fase del confronto. «L’amministrazione ha ascoltato, ascolta, ascolterà e poi avrà l’onore di decidere. Una cosa è certa: non farà spallucce lasciando tutto come prima (cosa impossibile, peraltro, per legge)».