Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce

Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce
A cura di Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli

26 giugno – 4 ottobre 2026
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Project Room
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna

Promossa da
Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Con la partnership culturale di
Fondazione Luigi Ghirri

Orari di apertura
Martedì e mercoledì ore 14.00 – 19.00
Giovedì ore 14.00 – 20.00
Venerdì, sabato, domenica e festivi ore 10.00 – 19.00

L’esposizione documenta il sodalizio intellettuale e creativo nato dalla collaborazione tra Luigi Ghirri (Scandiano, 5 gennaio 1943 – Roncocesi, 14 febbraio 1992), fotografo tra i protagonisti della scena contemporanea internazionale, e Gianni Celati (Sondrio, 10 gennaio 1937 – Brighton, 3 gennaio 2022), critico, traduttore, scrittore e cineasta.

 

Qui a fianco:
Luigi Ghirri, dalla serie Blu infinito, 1991
Stampa coeva Arrigo Ghi
Collezioni private in deposito presso MARV | Museo d’Arte Rubini Vesin, Gradara / Rete Museale Marche Nord

Sotto:
Luigi Ghirri, dalla serie Blu infinito, 1991
Stampa coeva Arrigo Ghi
Collezioni private in deposito presso MARV | Museo d’Arte Rubini Vesin, Gradara / Rete Museale Marche Nord

(…) ad esempio ricordo una serie fotografica che mostra persone nell’atto di scattare fotografie durante una gita o una visita a un luogo turistico. Qui è proprio l’usanza del fotografare che viene messa in luce, l’attenzione non è portata sull’ambiente o sulla circostanza ma soltanto su quel gesto che potremmo dire automatico o stereotipato. Oppure in altri casi sono fotografati repertori fotografici, che mostrano gli usi più comuni della fotografia, come cartolina, foto-ricordo, oleografia. C’è poi una serie molto bella, tra il 1972 e il 1974, in cui Ghirri riprende le vetrine di negozi fotografici di provincia, dove sono esposte foto-ricordo di cresime, battesimi, matrimoni. Tutti questi sono esempi di comuni abitudini nell’uso delle immagini (come quella di mettersi in casa delle oleografie o di disporre sui mobili delle foto-ricordo) , che di solito vengono visti soltanto come segni di cattivo gusto, in quanto sarebbero l’opposto delle cosiddette opere d’arte.

Ma simili giudizi appartengono a un’abitudine altrettanto coatta e stereotipata, che rende tutto il vedere pregiudicato da ciò che Ghirri chiamava “la mania estetica” – mi viene in mente Cézanne che diceva: “Non riescono più a vedere le cose, vedono dappertutto solo i quadri dei musei”. La distinzione tra arte e uso oleografico delle immagini è sempre stata fatta in base al criterio che i prodotti d’arte sono “unici e originali”, mentre le altre cose sono riproduzioni o imitazioni del già visto. La fotografia poi è sempre stata pensata come semplice “riproduzione del reale”, dunque impossibilitata ad avere una propria “originalità artistica”. Celebrando il ruolo della fotografia come riproduzione del già visto, Ghirri solleva la cappa di piombo di tutte quelle valutazioni, e fa di questo limite la forza e il carattere rivelatorio dell’atto di fotografare.

(…) Ed è anche un modo caratteristico di Ghirri per disfarsi dell’idea che il vedere conduca a qualche svelamento, a qualcosa che l’occhio scopre e cattura come una preda, facendone una sua scoperta. Ciò che l’occhio scopre è sempre un uso rappresentativo del mondo osservato; ma proprio per questo il gioco della lettura è insostituibile. Nella lettura il vedere non è soltanto un fenomeno ottico, è un altro vedere dove ogni segno e immagine porta con sé cortei di altri segni e immagini, e in cui tutto il mondo si anima grazie alla nostra attenzione. Dietro ogni immagine, diceva Ghirri, ce ne sono tante altre, e tutte si richiamano, formando il reticolo delle usanze del visibile, le “visioni di altri uomini dalle quali non posso prescindere”. Essere dentro il libro, dentro la cosa letta, è essere dentro “la storia delle immagini”

Estratto da
Soglia per Luigi Ghirri: come pensare per immagini
Gianni Celati, agosto 1992
in
Luigi Ghirri, Vista con camera, Federico Motta Editore