Dialogo estivo fra la Rocca e il Teatro (in una giornata particolarmente calda)
– – Come va?
– – E me lo chiedi anche?
– – Uhm, sempre di cattivo umore…
– – Ma non vedi niente?
– – Vedo che sei sempre sventrato e che ancora non ti hanno ricucito.
– – Oltre che cieca, sei anche invornita. Ne stanno discutendo da Miramare a Torre Pedrera e te non capisci perché ho il garbino di traverso?
– – Invece di farla troppo lunga, dimmelo che così ci capiamo.
– – Ma la fotografia di quello a cui hanno attaccato un sasso proprio lì, in quel posto, non l’hai vista?
– – Affari suoi se gli hanno attaccato un sasso propr…
– – No, signora, affari miei. Perché già che sono sventrato da 70 anni, adesso mi attaccano anche un manifesto che il povero Poletti si starà rivoltando nella tomba e maledicendo il giorno in cui accettò di venire a lavorare a Rimini.
– – Ah, adesso ho capito! Ti riferisci all’arte! Ma anche se sei più giovane di me di qualche secolo, sei proprio ottocentesco, all’antica a non capire queste cose.
– – Ma stai un po’ zitta! Tanto a te è andata bene che non ti hanno messo niente.
– – E ti sbagli, amico mio. A me il manifesto l’hanno messo dall’altra parte, quella che tu non vedi.
– – Ah sì? E cosa ti hanno messo sul lato B?
– – Niente, niente, due salsicce, due mani…
– – Due salsicce, due mani?
– – Sì. Ma forse le salamelle sono anche quattro, non lo so, non sono stata lì a contarle. Dice che è arte, che esprimono me stessa che mi sto liberando dalle bancarelle degli ambulanti…
– – Questa c’ha i campanelli! Ma chi l’ha detta questa boiata, e scusa il linguaggio poco rinascimentale.
– – Sempre lui.
– – Sempre lui, chi?
– – Lui, il signore, il podestà, il sindaco, o come cavolo si chiama adesso. Quello che abita nella piazza dove te hai l’ingresso principale. E ne ha detta anche un’altra…
– – E cioè?
– – Ha scoperto che io e te dialoghiamo. Non chiedermi come ha fatto che non lo so. Sono più di cent’anni che lo facciamo, nessuno se n’era mai accorto, ma lui sì. Ed è per questo che ha cacciato via le bancarelle, per farci dialogare meglio.
– – Tutto qui?
– – Ha aggiunto che se noi dialoghiamo meglio, porteranno nella piazza tanti spettacoli di opera da fare concorrenza all’Arena di Verona. Insomma, ci sarà la fila a vedere gli spettacoli lirici, come all’Arena. Più che all’Arena. Con uno come te che al massimo c’avrà cento sedie. Se ce le ha.
– – Non offendere. Ma un cerusico non l’hanno ancora chiamato?
– – Sarà il caldo, il garbino, l’afa, l’umidità, o che ne so.
– – Sai che ti dico? Per qualche decennio non dialoghiamo più. Chissà che così l’inquilino di turno di Palazzo Garampi non faccia altri danni.



