Bravo con la spada e con la parlantina, nel 2021 la creatura di Edmond Rostand, il celeberrimo Cyrano de Bergerac non riuscì a sconfiggere la variante Omicron e né usci con un modestissimo risultato al botteghino dovuto alle continue chiusure delle sale e ai rinvii delle programmazioni dei film per via della pandemia. Parliamo dello sfortunato “Cyrano”, la versione cinematografica realizzata da Joe Wright, noto ai più per i suoi adattamenti di “Orgoglio e Pregiudizio” (il suo debutto nel lungometraggio nel 2005), “Espiazione” del 2007 dal romanzo di Ian McEwan, “Anna Karenina” di Tolstoj del 2012 (tutti e tre interpretati da Keira Knightley) ma anche “L’ora più buia” dedicato alla figura di Winston Churchill (2017) e la miniserie televisiva “M – il figlio del secolo” realizzata nel 2025.
Cosa rende differente questo film dedicato al celebre spadaccino dal naso prominente rispetto ad altri titoli come “Cirano de Bergerac” di Michael Gordon con José Ferrer (che vinse l’Oscar per la sua interpretazione) del 1950, il “Cyrano de Bergerac” di Jean-Paul Rappenau con Gérard Depardieu del 1990 (premio Oscar per i costumi a Franca Squarciapino) e la versione moderna di Fred Schepisi con Steve Martin e Daryl Hannah intitolata “Roxanne” (1987) dove il famigerato “nasone” è sul volto del capo dei pompieri con il film che mantiene praticamente intatto lo spirito dell’opera, oltre a “Cyrano, mon amour” del 2018 diretto da Alexis Michalik dedicato alla figura dello scrittore nel momento della composizione del suo grande successo?
Prima di tutto questo “Cyrano” è un musical, scritto da Erica Schmidt, ed interpretato a teatro da Peter Dinklage e Haley Bennett che ritornano nei rispettivi ruoli di Cyrano e Rossana nella versione cinematografica. La presenza di Peter Dinklage, attore affetto da nanismo, assai popolare per la sua partecipazione alla serie televisiva “Il trono di spade”, dimostra un’altra differenza sostanziale rispetto alle altre edizioni: niente naso enorme ma è la ridotta altezza del protagonista ad essere oggetto di scherno, con i detrattori che vengono puniti dalla pungente lingua e dalla tagliente spada di Cyrano (il celebre brano del duello si tramuta in un vivace rap condotto da Dinklage con maestria dove gioca con il termine “freak” ovvero “scherzo della natura”) ma anche di rispetto da parte di Rossana, sua grande amica del cuore, amata da Cyrano ma non corrisposto visto che la ragazza si è invaghita del bel Cristiano. C’è tutto ciò che serve: le lettere, la passione amorosa, il romanticismo, l’arguzia, il finale drammatico, pur non osservando scrupolosamente la metrica della composizione di Rostand, restando fedele comunque allo spirito dell’opera.
Per chi conosce “Cyrano” e magari lo ha anche incrociato a teatro, può essere una bella sorpresa, vista l’eleganza della messa in scena con riprese in Sicilia (effettuate proprio durante la prima fase della pandemia, il che ha creato non pochi problemi) in particolare nella città di Noto e la curiosità di una versione musical del dramma (le musiche e le canzoni sono farina del sacco della band americana “The National”), anche se non è la prima, visto che esistono dei precedenti come il “Cyrano” con canzoni di Michael J.Lewis e testi e libretto di Anthony Burgess del 1973 e le due versioni italiane, quella del 1978 firmata da Domenico Modugno (anche interprete a teatro assieme a Catherine Spaak nella prima stagione dello spettacolo, poi sostituita da Alida Chelli) e Riccardo Pazzaglia e quella più recente, del 2022, di e con Arturo Cirillo.
Tornando al musical di Joe Wright ci sono alcuni coinvolgimenti familiari nel cast visto che Peter Dinklage è sposato con Erica Schmidt, l’autrice, dal 2005 e hanno due figli, mentre Haley Bennett (che qualcuno ricorderà interprete di “Madame Clicquot” del 2023) è l’attuale compagna del regista Joe Wright. Oltre ai due attori protagonisti, come già scritto, confermati dalla messa in scena teatrale, nel cast compaiono Ben Mendelsohn nel ruolo del viscido ed autoritario conte de Guiche, pronto a tutto pur di sposare Rossana, Kelvin Harrison jr nei panni di Cristiano, incapace di scrivere lettere amorose e di proferire parole romantiche alla sua amata, e per questo aiutato da Cyrano che ha l’occasione, in modo anonimo, di esprimere al meglio tutti i suoi sentimenti per la bella Rossana e Monica Dolan per Marie, la domestica di Rossana. Inoltre, nel cast, nella struggente scena al fronte quando i soldati scrivono la loro ultima lettera ai propri cari, sapendo di non poter tornare a casa, vista la terribile battaglia che li attende (uno dei brani più suggestivi del musical), uno dei commilitoni è Glen Hansard, il cantautore irlandese interprete di “Once” di John Carney (per il quale ha vinto l’Oscar per la miglior canzone), scomparso a fine luglio in seguito ad un incidente stradale. Da recuperare, sempre che vi piacciano i musical, perché colpisce nel segno o, per dirla alla Cyrano, “a fin della licenza, ho tocco”.
Paolo Pagliarani

