
La Cripta del Peccato Originale si apre sul versante meridionale della Gravina di Picciano, profonda gola di origine carsica solcata da un torrente che sfocia nel fiume Bradano, un territorio frequentato dall’uomo già in epoca preistorica. Sul pianoro sovrastante la cripta è stata scoperta una tomba datata tra il VI e il VII sec. d.C. e all’interno sono presenti una tomba ad arcosolio e una sepoltura scavata nel banco roccioso. È possibile, dunque, ipotizzare che in epoca cristiana la grotta sia stata destinata a funzioni di tipo funerario ed in seguito usata per la liturgia eucaristica divenendo il punto di aggregazione di una comunità agropastorale. La chiesa, ricavata da una cavità naturale ampliata da scavi effettuati in momenti diversi, è stata arricchita dalle decorazioni pittoriche nel corso del IX secolo, quando Matera faceva parte del ducato longobardo di Benevento.
I fondatori di questo insediamento erano benedettini provenienti dai presìdi monastici più autorevoli dell’epoca quali quelli di San Vincenzo al Volturno, di Benevento e di Montecassino, al seguito della espansione militare e politica dei Longobardi.
Nell’859 Matera divenne parte integrante dell’Emirato di Bari, per cui l’occupazione saracena spazzò ogni presenza di comunità monastica cristiana ed anche quella insediata nella Gravina di Picciano fu annientata o fuggì verso territori non governati dall’Emiro di Bari. E’ pensabile, quindi, che il cenobio rupestre benedettino cessò la sua esistenza e la sua funzione a partire dalla seconda metà del sec. IX d.C.

La cripta era il luogo di culto di un insediamento rurale altomedievale raccolto intorno una piccola comunità monastica. La chiesa è povera di elementi architettonici ma ricca di splendidi affreschi, tanto da essere ricordata nella memoria popolare come la “Grotta dei Cento Santi”.
Per il valore estetico e teologico dei suoi dipinti è stata definita la “Cappella Sistina della pittura rupestre” e secondo le più recenti interpretazioni l’arte del Mezzogiorno d’Italia trova in questo eccezionale sito una delle sue tappe iniziali, poiché la datazione del ciclo pittorico è da collocarsi all’inizio del IX sec. d.C., cioè cinquecento anni prima di Giotto. Lo stile degli affreschi, di scuola benedettina-beneventana, è riconducibile alla tradizione figurativa longobarda ma con influssi provenienti anche dal mondo bizantino.
La parete di fondo è interamente dedicata ad episodi tratti dal Libro della Genesi: la Creazione della Luce e delle Tenebre, la Creazione di Adamo ed Eva, il Peccato Originale. Le varie scene sono contenute in ideali riquadri incorniciati dalle raffigurazioni di una rigogliosa palma (l’Albero della Vita) e di un fico su cui è attorcigliato il serpente (l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male). Siamo di fronte ad una sorta di “Bibbia dei poveri” ovvero la Bibbia raccontata ad una comunità di fedeli alla quale era accessibile più l’immagine che non la scrittura.
Il lato sinistro è movimentato da tre grandi nicchie affrescate, scolpite nella parete di roccia. Le due nicchie laterali contengono le Triarchie degli Apostoli (S. Pietro tra S. Giovanni e S. Andrea) e degli Arcangeli (Michele, Gabriele e Raffaele), la nicchia centrale racchiude la bellissima Madonna Regina. La Vergine, affiancata da due sante inginocchiate, sostiene con la mano sinistra il Bambino ed è raffigurata in abbigliamento imperiale con una sontuosa veste decorata con gemme e ricami.
Tutte le immagini sono impreziosite da un caratteristico motivo ornamentale a fiori rossi e per la predominante presenza di questo straordinario sfondo floreale l’autore è stato denominato “Il Pittore dei Fiori di Matera”.
Cura e gestione del luogo:
Fondazione Zetema, Matera
Cooperativa Synchronos
Prenotazione obbligatoria
https://www.criptadelpeccatooriginale.it/home
La biglietteria della Cripta è ubicata in:
Azienda Agricola F.lli Dragone
Contrada Petrapenta
Strada Provinciale Fondo Valle del Bradano sulla SS7 Appia.
Coordinate GPS: latitudine 40.618611 longitudine 16.557006


