C’era un tempo in estate in cui le bacheche cinematografiche delle sale al chiuso indicavano la stessa identica e triste programmazione: “chiuso per ferie”. L’unica possibilità erano le arene, a Rimini ne trovavi diverse con programmazioni che spaziavano dai maggiori successi della stagione appena conclusa, ai cartoni animati per la famiglia, fino agli immancabili film in lingua tedesca per i turisti, una o due volte alla settimana, con i titoli interpretati da Bud Spencer e Terence Hill in doppiaggio teutonico a farla da padrone. Ad agosto spuntava fuori qualche anteprima, anzi “avamprima” come recitavano i flani pubblicitari dell’epoca, generalmente sempre di tipo “spettacolare”, con titoli che poi avrebbero fatto cassa nella stagione (ricordo una proiezione di “Pretty Woman” all’arena estiva a Marina Centro, qualche giorno prima della sua uscita ufficiale avvenuta il 14 agosto 1990). Si proiettava con qualsiasi tempo, se pioveva, la tettoia sotto la cabina di proiezione permetteva di ripararsi per la visione del film, anche se i rumori della Riviera, tra intrattenimenti danzanti, i suoni del Luna Park e quelli dei vari ristoranti, hotel e pensioni, non erano certo l’ottimale per la fruizione migliore dello spettacolo. Tutto questo mentre negli altri paesi, Stati Uniti ed Inghilterra in primis, l’estate era momento di grandi uscite, una “follia” per distributori, esercenti e spettatori italiani che reputavano la bella stagione occasione per godersi il sole piuttosto che chiudersi tra le mura di una sala cinematografica.
Ma da diversi anni l’estate filmica con l’arrivo di novità e “pezzi da novanta” in Italia, complici anche adeguati sistemi di condizionamento, è una realtà ormai consolidata e questa stagione 2026 distributori ed esercenti se la ricorderanno per un bel pezzo, con due titoli, “Odissea” di Christopher Nolan e “Spider-Man Brand New Day” di Destin Daniel Cretton, di grande impatto economico in un sistema cinematografico esangue ed in difficoltà da un po’ di tempo. Al momento di scrivere il box office stagionale gira sopra i 108 milioni di euro proprio grazie ai film citati, superando il 2023 e il 2024 che avevano segnato la ripresa dopo il terribile periodo del Covid. Ma con Ulisse e l’Uomo Ragno andiamo oltre ogni rosea aspettativa ed era un bel pezzo che i cinematografi non registravano presenze così ampie, con molti spettatori costretti ad adeguarsi di fronte alle piantine delle sale spesso riempite in ogni ordine di posti. Anche chi non ama i “filmoni” spettacolari ed ha sentimenti negativi nei confronti delle cosiddette “americanate” (termine per chi scrive inopportuno, senza Hollywood il cinema non sarebbe del tutto quel grande spettacolo che sa unire arte e intrattenimento, magari a volte puntando solo sulla dimensione artistica, a volte solo sul piano del divertimento, senza togliere nulla al fertilissimo cinema che proviene dalle altre parti del mondo), deve comunque constatare un momento proficuo per l’industria cinematografica, grazie a questi numeri il cinema in sala vive e può assicurarsi motivi di solidità maggiore, in barba a tutte le Cassandre, in primis Netflix con i suoi apocalittici proclami della fine dello spettacolo cinematografico collettivo. Quanto abbiamo bisogno invece della condivisione di un “rito” come quello della proiezione, in una sala piena, certo con tutti i pro e i contro, dai pop-corn e patatine, al vicino di posto che proprio non riesce a spegnere il cellulare, fino alle signore ciarliere che parlano di tutti gli argomenti tranne del film in corso (tanto “hanno già capito come va a finire”), dove alla fine scatta pure l’applauso e dove le emozioni sono palpabili in ogni momento della proiezione.
Di “Odissea” ne abbiamo già parlato, è tutto un gran discutere su Omero e il best-seller del momento è proprio il libro dedicato al viaggio di Ulisse, il che rende bene l’idea di un progetto, quello di Nolan, che va oltre il semplice spettacolo e rende viva l’attenzione su storie classiche senza tempo, aldilà delle proprie idee sull’adattamento cinematografico.
“Spider-Man Brand New Day” invece è uno spettacolare e funzionalissimo “cinecomic” targato Marvel che dimostra che la “factory” creata dal compianto Stan Lee, casa di innumerevoli supereroi con superpoteri (e superproblemi) non ha perso la smalto, nonostante alcune uscite non felici, ed ha ritrovato quel pubblico di massa che aveva fatto la fortuna di saghe come quella degli Avengers, attesi per un nuovo episodio a dicembre e vedremo come andrà. Questo dell’arrampicamuri è il quarto film con protagonista Tom Holland, da poco fresco sposo di Zendaya che è al suo fianco nel ruolo di MJ e, giusto per completare la vicinanza al cast di “Odissea” che condivide i due attori appena menzionati, c’è anche Jon Bernthal nei panni del Punitore. Un’occhiata al resto del ciclo non fa male altrimenti rischiate di perdere i riferimenti dettati dal fatto che tutti hanno dimenticato l’identità segreta di Spider-Man, compresa MJ che non ricorda nulla dell’amato Peter Parker. E Peter/Spidey deve vedersela con mutazioni del suo corpo e dei suoi poteri, con l’amarezza di non poter frequentare la ragazza del cuore, con il dolore per la morte di zia May e, soprattutto, affrontare un temibile nemico, dotato di eccezionali poteri telepatici, “villain” più tormentato dello stesso Uomo Ragno. Non facciamo “spoiler”, godetevi lo spettacolo e se questo tipo di film non fa per voi nessun problema, il cinema è pronto ad esaudire i vostri desideri cinefili a fine mese con l’arrivo di titoli provenienti dai Festival.
Paolo Pagliarani

