
BALNEAZIONE. INNOCENTI: “SENZA INTERLOCUTORI ISTITUZIONALI CI RIVOLGEREMO ALLA GIUSTIZIA”Eluse sarebbero le indicazioni della legge 116 del 2008 in materia di balneazione e partecipazione che prevedono l’istituzione di un luogo di confronto stabile “Mentre le indagini sugli esposti di cittadini ammalatisi dopo bagni in mare continuano, la politica riminese resta a guardare e non attua le indicazioni della legge 116/2008 in materia di balneazione e partecipazione”. La denuncia della mancata attuazione di un tavolo ad hoc che coinvolga tutte le istituzioni del caso, arriva da Ivan Innocenti , dell’associazione Luca Coscioni, promotore dell’appello alle istituzioni riminesi “Acque di balneazione, salute, informazione, azioni”. “L’appello – spiega Innocenti – ha ricevuto la disponibilità dall’Usl nelle vesti del dottor Toni e da Arpa nelle vesti del dottor Stambazzi che hanno risposto con lettera congiunta e controfirmata. Abbiamo incontrato l’assessore provinciale Sabba e gli assessori comunali Visintin e Sadegholvaad. Tutti ci hanno dichiarato disponibilità e urgenza sulla questione e sulla istituzione del tavolo. Abbiamo poi continuato a stimolare successivamente le istituzioni con continue richieste di incontri e azioni. Ma da parte della provincia e del comune non vi è stata azione che abbia dato seguito alla istituzione di questo tavolo partecipato più volte sollecitato e da più parti richiesto”. Rinnovando la richiesta di dare vita al tavolo con le istituzioni comunali, sanitarie, di controllo e con le associazioni e cittadini promotori dell’appello Salute e Balneazione del febbraio 2011, Innocenti va oltre. “Mancando questa possibilità di interlocuzione ci dovremmo rassegnare – scrive – ad avere come unico strumento quello giudiziario, supplente alla politica, a cui forzatamente dovremo rivolgere le nostre istanze per ottenere quanto di diritto spetta alla cittadinanza”. |

