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Riforma demanio marittimo, sviluppi entro due settimane

Mercoledì, 06 Aprile 2016

(Rimini) Il ministro Enrico Costa, ieri a Rimini per un convegno sulla riforma del demanio marittimo, si è impegnato a compiere un ulteriore step con gli altri ministeri interessati nel giro di due settimane. Accolto dai bagnini toscani in agitazione per via della sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato la proroga delle concessioni al 2020, il ministro ha visitato Rimini in occasione del convegno promosso all’Hote Savoia dal deputato di Area popolare Sergio Pizzolante in vista delle prossime elezioni amministrative. Tra i relatori anche il deputato del Pd Tiziano Arlotti e il sindaco di Rimini Andrea Gnassi. L’obiettivo della verifica tra ministeri promessa da Costa sarà quello di approfondire aspetti come la stima del valore delle imprese balneari e gli altri temi sottoposti alla sua attenzione, per arrivare a scrivere le nuove norme e risolvere in maniera strutturale anche la questione dei canoni.


“Bisogna lavorare tenendo conto anche della recente sentenza del Consiglio di Stato dei primi di marzo, che ha detto che nei casi di rinnovo delle concessioni bisogna andare a gara. Non c'è solo il giudizio della Corte di Giustizia europea a pendere sulla materia”, ha affermato al Savoia Arlotti.
“In attesa delle valutazioni dei giudici europei, occorre procedere in tempi celeri per predisporre la proposta di legge di riordino della materia e incardinarla, in modo da non farci trovare impreparati. Si deve aprire un confronto politico con la Ue sulla base della proposta da me elaborata. Non possiamo parlare di proroga bensì di periodo di transizione, è una questione da cui non si può prescindere. Ho ribadito al ministro la necessità di costituire un gruppo di lavoro che coinvolga attivamente tutti i livelli istituzionali (Conferenza delle Regioni ed Anci) e le associazioni di categoria interessate per definire i punti principali su cui intervenire. Il compito della politica è ascoltare e decidere”.


Il deputato ha quindi ribadito i punti della propria proposta sul demanio marittimo. “Le imprese balneari italiane (oltre 30mila, spesso familiari, con oltre 300mila dipendenti) dovranno vedere riconosciuti gli investimenti effettuati o in fase di ammortamento, nonché il valore commerciale e di avviamento. I criteri di stima delle imprese saranno accertati con perizie giurate. La legge dovrà definire canoni demaniali secondo criteri che tengano conto della valenza turistica, dei luoghi e della tipologia delle strutture presenti, prevedendo la distinzione dei canoni demaniali per impedire disparità di trattamenti, eliminando la valutazione dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi). Dovrà chiarire la definizione di ‘difficile e facile rimozione’ per evitare pareri discordanti della Magistratura e prevedere che i bandi degli enti locali ad “evidenza pubblica” siano effettuati solo in presenza della pianificazione urbanistica territoriale dei Comuni interessati”.



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