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‘Prova’ di Pascal Rambert domenica al Novelli

Venerdì, 04 Marzo 2016

(Rimini) “Ho cercato di mostrare come, all’interno di uno sguardo, potessi costruire un mondo, un mondo che poi ho voluto far implodere”. Parola del drammaturgo francese Pascal Rambert che dopo Clôture de l’amour, spettacolo di rara intensità sul tema dell’amore e della separazione, pone la propria attenzione sulla scrittura e sull’atto creativo in “Prova”, spettacolo prodotto da Emilia Romagna Fondazione, che ha debuttato poco meno di un mese fa all’Arena del Sole di Bologna e che arriva domenica 6 marzo al Teatro Novelli (sipario alle 21).


Al centro, l’essere umano, l’artista, confusi, messi a nudo. Uno spettacolo che assume la forma di equazione priva di incognite: in una sala prove, Laura (attrice), Anna (attrice), Luca (scrittore) e Giovanni (regista) assistono all’implosione della loro unione artistica. Si assiste a un breve momento di una prova nel corso della quale Anna coglie nello sguardo di Luca che tra lui e Laura sta accadendo qualcosa.


Prova (che vede in scena Anna Della Rosa, Laura Marinoni, Luca Lazzareschi, Giovanni Franzoni) è la versione italiana di Répétition, lavoro che ha debuttato nel 2014 al Festival d’Automne di Parigi e che a Modena è stato presentato in esclusiva italiana lo scorso mese di ottobre a VIE Festival. Répétition è valso a Rambert il premio Émile-Augier dell'Académie Française (2015) oltre a una nomination come autore francofono contemporaneo al Premio Molière.


La struttura, dietro al suo apparente ribollire, è molto semplice. Si assiste a un breve momento di una prova nel corso della quale Anna coglie nello sguardo di Luca che tra lui e Laura sta accadendo qualcosa. “Ho spesso l’impressione – spiega Rambert - che ciò che chiamiamo verità non risieda necessariamente in ciò che chiamiamo realtà, ma molto più di frequente nelle finzioni. E ho visto più verità in alcuni momenti di teatro, danza e letteratura che nella vita stessa. Ho cercato di mostrare questo passaggio costante che caratterizza il mestiere dell’artista tra ciò che attingiamo dalla vita, la sua trasformazione in materia immaginaria e questo flusso continuo che è l’oggetto del nostro parlare. Per me la vita e la finzione sono sempre legate l’una all’altra. Non si interrompono mai. Questo flusso ininterrotto è uno dei possibili argomenti dello spettacolo”.


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