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Rimini, il domani si gioca oggi e non solo in campo

Sabato, 07 Dicembre 2013

7bRimini, il domani si gioca oggi e non solo in campo

 

A duecentosettanta minuti dal giro di boa del campionato, il Rimini sul campo è in corsa per la Lega Pro unica della prossima stagione: 24 punti (senza il -1 per i problemi estivi sulla fideiussione sarebbero 25) frutto di sette vittorie, quattro pari e tre sconfitte. I biancorossi sono a -4 dal vertice della classifica e a +4 dalla linea rossa, da quella nona posizione che significa play out con altre tre formazioni per l’ultimo posto tra i professionisti (sei invece retrocederanno direttamente) evitando così il pericolo di un viaggio dal difficile ritorno nell’abisso dei dilettanti. Dopo una prima fase esaltante, nelle ultime gare i biancorossi stanno incontrando qualche difficoltà in più ma la situazione di classifica è ben oltre le aspettative d’inizio stagione, e a tre gare dalla fine del girone d’andata, stringendo i denti in attesa della sosta, i ragazzi di Marco Osio con qualche altro punto potranno chiudere il 2013 consapevoli di aver seminato in modo giusto, di aver creato le condizioni per centrare l’obiettivo di fine stagione. Quello che c’è da capire oggi però, è se anche la società stia percorrendo la strada giusta per arrivare al traguardo della Lega Pro del prossimo anno. Le difficoltà economiche in cui versa la società biancorossa non sono un segreto per nessuno in città e con i paletti economico finanziari che saranno fissati nella prossima stagione, non ci sarà spazio per gli equilibrismi: chi deve rincorrere le scadenze non si potrà più permettere di fare calcio. I ritardi nella presentazione della fideiussione, le difficoltà nel pagare fornitori e dipendenti sono il sintomo di una situazione senza futuro. Restare in piedi, come stanno cercando di fare in casa biancorossa, studiando alchimie per coprire i costi giornalieri, è un tentativo che ha senso solo se esiste una programmazione, se esiste un progetto che abbia lo sguardo volto più in là del quotidiano. La sensazione, spiace dirlo, a oggi non è questa e si comprende per esempio dai tanti matrimoni societari probabili e improbabili di cui si sente parlare da un anno a questa parte, corteggiamenti che sembrano panacee a tempo determinato e che, come tutti gli sposi forzati, porteranno a pentimento quando ormai sarà troppo tardi. Non convincono tante cose che accadono tra le mura biancorosse, gli attriti, i problemi quotidiani, e non può essere la consapevolezza del problema, il parlarne, l’ostacolo alla soluzione. Non convince per esempio la direzione presa con oltre 35 tesserati, perché certo non può essere una scelta legata alle necessità tecniche, tanto più di una società in difficoltà economica. Quella scelta con il passare del tempo (forse lo è già), più che una soluzione temporanea diventerà un fardello da portare sulle spalle e non solo per chi c’è oggi ma anche per chi, “miracolo”, avesse voglia di programmare qualcosa di serio per la maglia a scacchi. Nessuno è distaccato dalla realtà per non comprendere il momento ma è giusto dire che se davvero si tiene duro per dare un futuro alla maglia biancorossa, non si lo può costruire pensando solo a domani. Difficile trovare una persona come Antonio Gozzi che dal 2007 è alla guida dell’Entella e che con un progetto serio, con la programmazione della società, del settore giovanile, delle strutture, partendo dai dilettanti, finirà probabilmente in serie B al temine di questa stagione. Difficile trovare oggi un trasporto apparentemente emotivamente folle come quello di Gozzi, difficile comunque trovare alternative, senza prendere coscienza che vendere oggi costa più che comperare. Quelli che non l’hanno capito stanno e resteranno fuori dal campo. E anche fuori dal tempo.
Francesco Pancari


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