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Miserocchi parla da ex

Lunedì, 18 Novembre 2013

1bMiserocchi parla da ex

 

Ormai parla da ex. E’ Fabrizio Miserocchi, fino a sabato coordinatore provinciale del Pdl, che ora non esiste più. Adesso è militante di Forza Italia. Tra Rimini e Riccione sono rimasti lui, il consigliere regionale Marco Lombardi, il coordinatore comunale Antonio Barboni. E infatti descrivendosi nella situazione attuale si definisce ‘la piccola vedetta lombarda’, per ora, “ma poi saranno gli elettori a decidere chi rimane” soprattutto a quattro mesi da europee e amministrative.

 
“Ci sarà bisogno di lavorare per un rinnovamento profondo del personale politico di Forza Italia e le prossime amministrative saranno un’occasione importante. Noi ci adopereremo a sostegno delle liste civiche, come abbiamo sempre fatto (del resto), laddove si presenteranno situazioni interessanti e ci proveremo sinceramente e fino in fondo, per il cambiamento, con una Forza Italia completamente nuova disposta a fare la portatrice d’acqua se necessario”.


Il problema, una volta definito meglio lo scenario del centro destra, sarà il riposizionamento (e quindi la possibilità di essere eletti) dei consiglieri a livello locale. “Sono certo che anche chi aderirà al Nuovo centrodestra sarà al servizio di questo progetto con i suoi uomini e il suo simbolo, l’avevamo già stabilito insieme come Pdl”, dice Miserocchi riferendosi ai casi di Rimini e Riccione dove gli ex Pdl nelle ultime ore sembrano posizionarsi accanto ad Angelino Alfano e Maurizio Lupi.


“Rispetto le scelte personali fino in fondo - racconta l’ex coordinatore - e non ho forzato nessuno. E’ chiaro, sono molto dispiaciuto perché con alcune personeabbiamo parlato e ci siamo chiariti mentre ce ne sono altre con cui non sono neppure riuscito a scambiare due parole e a livello umano, dopo anni di lavoro, questo mi amareggia. Ma vado avanti, oggi le valutazioni devono essere politiche e non in termini di affettività. Rispetto le scelte di ciascuno, faccio l’in bocca al lupo ad ognuno per lo strumento che ha scelto e poi quando ce ne sarà occasione lavoreremo insieme. Ma mi domando: alla fine, se Berlusconi non è il problema, perché arrivare a questa divisione?”. Miserocchi ricorda anche come nel nuovo consiglio dipresidenza ci siano Maurizio Gasparri, Renato Brunetta, Altero Matteoli, Lucio Malan, Gregorio Fontana e Paolo Romani e come fuori siano personalità discusse come Santanché o Verdini.


Comunque allo stato attuale né la nuova Forza Italia, né il Nuovo centrodestra (che ancora non si sa come si chiamerà in realtà) hanno raccolto adesioni formali, ma riunioni tra gruppi di simpatizzanti dell’una o dell’altra parte (come ieri a Riccione quella degli alfaniani, a Rimini ci si incontrerà domani sera). E forse ci vorrà tempo perché si faccia la chiarezza necessaria. Anche in Forza Italia per ora ci si sta riorganizzando solo con i club, senza prevedere alcuna altro forma associativa.
L’idea, comunque, degli ex Pdl è quella di rimanere in coalizione. Sarà per questo che “la linea, almeno a livello locale, qui da noi, è quella di non forzare la mano. Abbiamo tenuto un tono basso, civile, portando ragioni piuttosto che contrapposizioni frontali. Con Sergio Pizzolante ho lavorato per anni insieme senza mai una differenza di analisi a livello locale e oggi dovrei litigare? Per quale motivo? Proprio in questo momento lo scontro non giova a nessuno”.


C’è da dire anche che l’ex Miserocchi perde politicamente l’amico Maurizio Lupi e diversi amici (sempre esclusivamente politicamente) anche a livello locale. “Con lui ci siamo sentiti, sono certo che la diversità di opinione non pregiudicherà la nostra amicizia. Con Mauro, per esempio, siamo ancora amici”.
In pratica si separa dall’area cattolica da cui proviene e su cui la scelta di sabato avrà delle ripercussioni. “Sorrido un po’…Non smetto di essere cattolico, a Dio piacendo, continuo ad esserlo in Forza Italia. Negli ultimi anni l’area cattolica pur essendo minoritaria in questo strumento (il defunto Pdl, ndr) con il suo ruolo di minoranza “qualificata” e la sua cultura ci ha permesso di vedere all’opera una esemplificazione della sussidiarietà clamorosa (un esempio tra tutti il modello lombardo). Oggi abbiamo eroso questa possibilità - parla da cattolico - e ci siamo fatti il partitino (cosa che abbiamo sempre aborrito). E’ sicuramente una sfida che può essere interessante, ma se l’area cattolica ne verrà fuori ghettizzata sarà stato un grande flop”.


Il problema, secondo Miserocchi, è a livello locale. “Soprattutto a Rimini eravamo riusciti a costruire un bel gruppo dirigente(esempio nel 2001- con oltre la metà dei consiglieri di area cattolica su 12, pur in minoranza). “Forse non siamo stati così bravi come in Lombardia, ma non possiamo lamentarci di non aver avuto gli strumenti per operare bene. Adesso per una serie di particolarismi personali, che non riguardano Rimini, ma Roma, si è scelto di tornare nell’angolo, vanificando il lavoro fatto nei territori, dove da dentro il Pdl siamo riusciti a essere rappresentati ovunque. Abbiamo fatto tanta fatica per raccogliere il latte e oggi diamo un calcio al secchio. Dentro al partito riminese nelle scelte importanti siamo stati protagonisti, anche sbagliando, ma mai marginali”. Infine, “Non mi spavento di certo, credo nel progetto politico di Silvio Berlusconi e lo seguirò con rinnovato entusiasmo, anche se dovessi rimanere un semplice iscritto”.


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