GIORNALAIO12.11.2013

Martedì, 12 Novembre 2013

giornalaioAeradria, Carim e Asset chiedono aiuto alle altre banche. Lotta all’abusivismo commerciale e tassa di soggiorno. Asl unica, le richieste del Pdl 

 

Aeradria, Carim e Asset cercano i 3 milioni per il concordato. “Ma la strategia messa in campo ora dalle due banche e dai vertici della società di gestione dell’aeroporto è quella di coinvolgere tutti gli istituti di credito del Riminese. Presentarsi di fronte ai giudici all’udienza decisiva del 21 novembre, quando il tribunale dovrà decidere se accogliere o no il concordato, con il sostegno di tutte le banche riminesi avrebbe tutto un altro peso, anche politico. DA QUI il tentativo di avere ora i finanziamenti dai vari istituti di credito presenti in provincia, anche da quelli che non hanno lavorato mai con Aeradria in questi anni e non vantano crediti. A parole, ieri pomeriggio, nessuno si è tirato indietro di fronte alla proposta illustrata da Carim, Asset e dai vertici di Aeradria, anche se non tutte le banche erano presenti (anche per colpa del maltempo)”, ilRestodelCarlino (p.9).

 
Confcommercio contro l’illegalità e l’abusivismo dà i suoi dati. “Sconfortante - ha detto Indino - vedere come nei primi nove mesi del 2013, rispetto all’intero 2012, i sequestri amministrativi siano scesi da 341 a 205, i sequestri penali da 59 a 42 e le merci sequestrate siano passate da 22.680 pezzi a 18.130 pezzi. Vero, stiamo confrontando 9 mesi con un intero anno, tuttavia considerando che i mesi caldi sono comunque parte dell’indagine e che il fenomeno è in costante aumento, i dati fanno riflettere”, LaVocediRomagna (p.14). La soluzione potrebbe essere quella della devoluzione della tassa di soggiorno alle forze dell’ordine affinché pongano fine a questa piaga. “l'ha lanciata direttamente all'assessore comunale al Bilancio Gian Luca Brasini, presente al dibattito. “Si tratta complessivamente di 5-6 milioni di euro -spiega - non pochi soldi quindi, una porzione dei quali potrebbero essere investiti proprio nella formazione e nell'equipaggiamento dei nostri corpi di polizia, troppo spesso –ma certo non per colpa loro – non adeguatamente preparati, per fronteggiare le centinaia di venditori abusivi che ogni estate, e quest'anno ancora di più del passato, prendono d'assalto Rimini. Secondo noi potrebbe essere una strada percorribile. Perché l'amministrazione non ci pensa?””, NuovoQuotidiano (p.7).


Sanità. “E’ risaputo che buona parte del centro destra romagnolo si è opposto alla fusione delle Ausl. Non l’ha fatto sempre per nobili ragioni. Semmai ha inseguito il campanile, ha ascoltato le corporazioni che ancora un po’ parlano con la politica (sempre meno, in verità). Qualcuno del forse-ex-Pdl ha provocatoriamente rilanciato che, se si fa l’Auslona in Romagna, allora anche l’Emilia deve “beccarsi” la fusione. Par condicio tra emiliani e romagnoli. Naturalmente han subito replicato, dai banchi della sinistra governativa, che era una contraddizione, visto il no reiterato alla fusione romagnola. Per una volta la minoranza – ammesso e non concesso che sapesse quel che scriveva – non ha fatto del tutto una mera mossa propagandistica. Nell’intelaiatura sanitaria regionale, lo sanno anche i sassi, ci sono alcune macroscopiche contraddizioni. Le due più plateali sono l’esistenza dell’Ausl di Imola e delle due Ausl a Reggio Emilia. Teorizzare un’unica Ausl emiliana è oggi eccessivo, se non altro per questioni demografiche. La Romagna si aggira sul milione di abitanti. Anche l’intera provincia di Bologna si avvicina al milione. Tutta l’Emilia viaggia verso i due milioni. Difficile pensare ad un’intera Ausl emiliana oggi. E’ però ben possibile fare un’unica Azienda reggiana ed un’unica bolognese”, LaVoce (p.3)