Madonna Diotallevi, Gnassi: cultura e identità nella traiettoria di Rimini

Venerdì, 16 Ottobre 2020

(Rimini) Da oggi è esposta a Rimini la Madonna Diotallevi, di Raffaello Sanzio. Dopo 178 anni l'opera giovanile dell'Urbinate che porta il nome del suo ultimo proprietario privato, il marchese riminese Audiface Diotallevi, torna a Rimini, in prestito dai Musei Statali di Berlino fino al 10 gennaio 2021.

“Finalmente ci siamo”. Ha commentato questa mattina commosso l’assessore Giampiero Piscaglia, al museo Toni, dove si è tenuta un’anteprima per la stampa (l’esposizione sarà aperta ufficialmente al pubblico questo pomeriggio. “E’ stata un’impresa: l’opera doveva arrivare lo scorso anno, ma ci sono state varie vicissitudini. Ora, finalmente è qua grazie a un lavoro molto impegnativo. La presenza della Madonna Diotallevi ci riporta alla Rimini dell’Ottocento, un periodo molto importante per la città, che ha visto nascere i primi stabilimenti balneari e la costruzione del teatro Galli, quello di Rimini ostenda d’Italia”.

Spiega il curatore della mostra e del catalogo, Giulio Zavatta, che si tratta di “un prestito molto particolare”, forse anche un po’ inusuale. “Nel 2020, anno delle celebrazioni, chi ha un Raffaello se lo è tenuto, oppure lo ha dato per iniziative ufficiali e istituzionali. Questo è l’unico Raffaello che una grande istituzione internazionale ha prestato a un museo, seppur bellissimo, comunale”. Alla base della relazione tra Rimini e Berlino c’è un precedente, vale a dire il prestito della Pietà di Giovanni Bellini, uno dei pezzi forti del museo Tonini. “Ma non è bastato, i presti delle opere d’arte non sono come scambi di figurine”, ha spiegato Zavatta. “Nella trattativa ha avuto peso il fatto che l’esposizione qui a Rimini avrebbe portato ad una valorizzazione anche in termini di studi sull’opera”.

L’arrivo della Madonna Diotallevi a Rimini “è frutto di fatica e volontà”, ha sottolineato il sindaco Andrea Gnassi. L’esito di un lavoro che arriva in “un anno straordinario da tutti i punti di vista. Il volto imperfetto della Madonna non è solo un canone di bellezza ma un segno d’affetto nell’anno del covid”. Gnassi approfitta dell’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. “Ho iniziato come sindaco di Rimini nel 2011 con la crisi economica, un decennio che finisce con una crisi sanitaria. Rimini come arriva al 3030? Con una traiettoria (giusta o sbagliata) che ha messo al centro l’ambiente e al posto dei motori immobiliari i motori culturali. Una città che è cambiata seguendo un equilibrio tra tradizione e innovazione e con un’esigenza identitaria e un bisogno di appartenenza reso più forte dalla pandemia. Nella cultura recuperiamo le nostre radici”. A chi definisce le sue politiche “eventismo”, Gnassi risponde: “Non vanno nella profondità di quello che stiamo facendo e in ogni caso, se anche fosse, gli eventi in Italia muovono miliardi. In fondo grazie al museo Fellini, noi riceviamo fondi per riqualificare una piazza o un parcheggio. A suo tempo, anche la realizzazione dei primi stabilimenti balneari fu molto contestata: ciò che oggi è tradizione è stata innovazione. Quello che è importante è scegliere di essere eredi e non discendenti”.

Il taglio del nastro della mostra dal titolo "Raffaello a Rimini. Il ritorno della Madonna Diotallevi", è previsto nel pomeriggio di oggi venerdì 16 ottobre nell'ambito della XXII edizione del Festival del Mondo Antico, a conclusione degli interventi del curatore, Giulio Zavatta e dello storico dell'arte Costantino D'Orazio sulla figura del grande artista. (Museo della Città dalle ore 16).

La splendida tavola del giovane Raffaello, infatti, oltre a consentire di ammirare un frutto ancora acerbo ma già carico di promesse della sua arte, si rivela un mezzo straordinario tramite il quale raccontare la Rimini dell'Ottocento, i suoi più eminenti personaggi, le collezioni che svelano una ricchezza artistica finora insospettata che apre idealmente all'Europa e poi al mondo. La storia del prezioso quadro, infatti, porta a Berlino a seguito dell'acquisto di Gustav Friedrich Waagen nel 1842, che lo ha proclamato come opera raffaellesca. Da allora dinnanzi alla Madonna Diotallevi si sono avvicendati i più grandi critici, da Passavant a Bode, da Cavalcaselle a Morelli, da Fischel a Venturi, da Berenson a Longhi, restituendo una serie di suggestioni e affascinanti letture. Altri dipinti della collezione, ammirata e ricordata da illustri viaggiatori, già attribuiti a Leonardo da Vinci, a Bellini, al Correggio, a Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo, sono oggi in prestigiosi musei internazionali.

A questi si aggiungono il Crocifisso di Giovanni da Rimini, donato da Adauto Diotallevi al museo cittadino nel 1936, e l'Incoronazione della Vergine di Giuliano da Rimini (meglio nota come polittico del duca di Norfolk) appartenuta allo stesso Audiface, che è stata restituita alla città nel 1998 grazie all'intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Tavole che, oggi al Museo della Città, rifletteranno i loro bagliori d'oro accanto alla Madonna di Raffaello nel percorso espositivo.

L’allestimento è stato determinato dalla “contingenza covid”, ha spiegato l’architetto Alessandro Mori. “Permette la fruizione opera in sicurezza a piccoli gruppi accompagnati da una guida. Abbiamo garantito sicurezza e rispettato le regole, senza subirle”. La mostra ospitata al Museo della Città "Luigi Tonini" (Rimini, via L. Tonini, 1) sarà aperta al pubblico dal 17 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 e osserverà gli orari di apertura del Museo (da martedì a sabato 9.30-13.00 / 16.00-19.00; sabato domenica e festivi 10.00-19.00; lunedì non festivi chiuso).

La visita può avvenire esclusivamente previa prenotazione, collegandosi al sito del Festival del Mondo Antico http://antico.comune.rimini.it/ oppure al sito http://www.museicomunalirimini.it/. E' richiesto il pagamento di un biglietto (intero euro 8; ridotto euro 6; biglietto speciale famiglia euro 20; gratuito fino a 6 anni) che dà diritto all'ingresso e alla visita, della durata di ca 30 minuti, con l'accompagnamento di un operatore museale. È possibile concordare visite riservate, condotte da una guida, telefonando allo 0541.704421-26 al costo di euro 50 per l'intero gruppo + biglietto di ingresso ridotto per ogni partecipante. L'ingresso è consentito a gruppi di massimo 14 persone.