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Quando le foto nascondono gli assembramenti della Notte Rosa

Martedì, 11 Agosto 2020

A certificare cosa sia stata (o non sia stata) la Notte Rosa, o Pink Week che dir si voglia, sono le fotografie. Intendiamo quelle ufficiali, spedite alle redazioni dei giornali dall’ufficio stampa di Apt Servizi. Qui sotto ne proponiamo un’ampia selezione. 

Chi ha buona memoria ricorderà le foto delle passate edizioni della Notte Rosa. Trionfavano i grandangoli perché entrassero nell’inquadratura le folle oceaniche che si radunavano per questo o quell’evento musicale. Del resto bisognava dare prova fotografica delle dichiarazioni di sindaci e assessori che parlavano di due milioni di presenze, di una partecipazione sempre maggiore rispetto all’anno precedente. Un aspetto positivo della Notte Rosa post Covid è ci ha almeno risparmiato le roboanti dichiarazioni del giorno dopo.  Adesso ci si limita a sottolineare un “bilancio positivo”. 

Nelle foto delle precedenti edizioni, inoltre trionfava il colore, nel senso di rosa e di diffuso clima festaiolo: gli addobbi a negozi, alberghi, bar e ristoranti; i gadget rosa (cappellini, magliette, antenne, ecc.) festosamente esibiti da festanti gruppi di amici davanti agli obiettivi dei fotoreporter. Tutto sparito. 

Quest’anno gli assembramenti erano giustamente banditi. Se c’erano (perché, ammettiamolo, si fa fatica a fare festa senza stare vicini), non andavano fotografati. L’impressione è di una Notte Rosa senza partecipazione di popolo. Vediamo Castel Sismondo, l’Arco d’Augiusto, il Ponte di Tiberio illuminati in rosa, vediamo Alex Britti e Francesco Gabbani che cantano sul palco, vediamo singoli, al massimo coppie, guardare estasiati i fuochi di artificio che sono stati lanciati in un unico punto e non su tutta la costa. Non vediamo gruppi, pubblico, assembramenti, piccoli o grandi che siano. Una Notte Rosa non in presenza, evidentemente tutti l’hanno seguita online!

L’unica eccezione, quasi la ricerca di una foto simbolo del 2020, è il concerto all’alba di Giovanni Allevi sulla spiaggia di fronte al Talassoterapico. L’immagine ci restituisce infatti pochi spettatori, seduti, attenti, alcuni dei quali indossavano anche la mascherina, in un contesto particolarmente suggestivo. A prova di qualsiasi polemica.

La Pink Week 2020 va in archivio, e per i sindaci che l’hanno voluta è stata comunque un successo. Senza una analisi approfondita, si fa dipendere dall’evento il buon andamento delle presenze in agosto. Si costruisce la narrazione per rendere inevitabile, nel 2021, una nuova Notte Rosa fotocopia delle precedenti. Se in luglio o in agosto non importa. L’importante che tutto resti uguale, niente venga modificato, nulla di nuovo sia pensato. Immaginando che il mondo che cambia a ritmo vertiginoso debba per forza di cose colorarsi di rosa perché così lo abbiamo deciso a Rimini.