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La nuova destra ecologica, la vision di Gnassi sull'eolico e le sue frecciatine a Melucci

Mercoledì, 15 Luglio 2020

Nella serata del centrodestra riminese tutto proteso verso inedite posizioni ambientaliste, il sindaco Andrea Gnassi registra compiaciuto la conversione ecologica degli avversari e li invita, maliziosamente, ad essere fino in fondo coerenti. “Siete pronti a seguirmi anche nel propugnare i cambiamenti degli stili di vita personali o vi attarderete a difendere il diritto all’automobile sempre e dovunque, anche sul lungomare?”. 

In discussione c’era l’ordine del giorno proposto da Gennaro Mauro che proponeva una bocciatura secca, senza appello, dell’impianto eolico che la società Energia Wind 2020 vuole realizzare al largo di Rimini.  L’iniziativa, per stessa ammissione del proponente, aveva lo scopo di dividere la maggioranza, di far emergere le contraddizioni interne al Pd. Alla fine è stato respinto con 15 voti contro dieci, compreso quello del sindaco che pure è contrario al progetto eolico così come è stato formulato e che più volte ha definito l’odg Mauro come “fragile”. L’unico a seguire il centrodestra è stato Davide Frisoni, di Patto Civico, mentre Mario Erbetta si è dissociato dal centrodestra “perché non si può ridurre un investimento di tale portata a una questione di mi piace/non mi piace”. 

Il dibattito era nato già ingabbiato nella contrapposizione centrodestra/centrosinistra e con questa premessa non ha offerto spunti nuovi. Sono state ribadite con dovizia di particolari le criticità già evidenziate dal confronto di queste settimane. Ha fatto comunque impressione vedere i consiglieri della Lega Grotti e Zoccarato presentarsi come gli alfieri della battaglia “contro l’ecomostro”, si è fatta notare l’invettiva di Gioenzo Renzi contro l’ambientalismo di sinistra “che non mette in discussione il modello di sviluppo e lo stile di vita consumista”. Sono state avanzate anche proposte alternative, come un fotovoltaico diffuso su tutti i tetti della Provincia, anche se in apertura l’assessore Anna Maria Montini aveva spiegato che, per realizzare l’energia del progettato impianto eolico, occorrerebbero 60 impianti come quello della Fiera e 145 come quello di Fiabilandia. 

Nonostante ciò, sono comunque emerse le linee di fondo con cui si andrà a trattare con la società promotrice del progetto. Sia da destra che da sinistra è stato citato il progetto del Canale di Sicilia che si trova a 35 miglia dalla costa e che è realizzato su piattaforme galleggianti. Quando si arriverà al dunque, a Energia Wind 2020 si chiederà quindi di allontanare ulteriormente le pale eoliche dalla costa e di passare ad un sistema galleggiante. Peraltro, parlando con Buongiorno Rimini, l’amministratore Ducoli ha già paventato l’idea (“In sede di progettazione definitiva valuteremo anche se realizzare il parco eolico flottante (galleggiante) piuttosto che fisso nel fondale”). Inoltre si chiederanno provvedimenti compensativi per il territorio provinciale, quali sconti per le bollette o simili, e maggiori assicurazioni sullo smaltimento dell’impianto a fine vita. 

Da parte sua, il sindaco ha rifiutato di iscriversi al partito del pro o contro l’eolico, propendendo invece per il partito della pianificazione strategica per il territorio, dove dentro ci sta l’eolico e dove ci dovrebbero stare esperienze da realizzare come quelle di Friburgo (tornando così al primo amore) o di Ammarby, il quartiere tutto ecologico di Stoccolma.

“Un discorso da inizio piuttosto che da fine mandato”, ha chiosato giustamente il consigliere Mauro.

Che il sindaco avesse in mente il dibattito interno al suo partito rispetto alla sua successione e a un terzo mandato (una volta ammesso dalla legge), lo si è visto anche da alcune battute che non gli sono sfuggite ma su cui ha calcato i toni. Come quando ha ricordato i grattacieli sul lungomare delle archistar, da lui liquidati, o come quando ha fatto riferimenti “al motore immobiliare del progetto nuovo stadio i cui fautori adesso si sono riciclati con il parco eolico”

Il consigliere Camporesi ha osservato che il riferimento a Maurizio Melucci era del tutto evidente. Ed in effetti è stato un segnale di quanto sia bruciante lo scontro in atto all’interno del Pd.