Apre Augusta, il ristorante in centro dei fratelli Raschi

Mercoledì, 10 Giugno 2020

(Rimini) Dal bagnasciuga al cuore della città: la Guido srl sbarca in centro storico a Rimini e mercoledì 10 giugno inaugura Augusta, il terzo ristorante del gruppo dopo lo storico stellato Guido di Miramare e Il Mare di Guido a Fico Eataly World a Bologna. “Era un sogno che coltivavamo da tempo, una chiusura ideale del cerchio con una sfida fra passato e futuro che affonda le radici nelle tradizioni di famiglia e si proietta in una dimensione che vuole andare oltre l’idea di ristorante, come evidenzia già il payoff Cucina e cicchetto dell’insegna” rivelano i fratelli Gianluca e Gianpaolo Raschi, oramai agli ultimi ritocchi della creatura all’angolo fra via D’Azeglio e via Di Duccio modellata sotto la guida dell’architetto Barbara Vannucchi e insieme alla new entry Paolo Bissaro.

Il legame forte con il cibo e la storia è già nella location. Come rivela Oreste Delucca, autore qualche mese fa di ‘Toponomastica Riminese’ per Luisè Editore, prima dell’intitolazione a D’Azeglio la strada si chiamava ‘Via delle ghiacciaie’ perché quella intorno alla Cattedrale di Santa Colomba era la zona delle grandi vasche rotonde dotate di sistema di scolo che venivano riempite di neve ghiacciata ed erano utilizzate per conservare per mesi gli alimenti deperibili. Pesce, carne, verdure, prima che nascesse il frigorifero.  Una mappa napoleonica ne contiene quattro poi riportate in un cabreo del ‘700 che raffigura la Cattedrale di Santa Colomba e la parete curva dell’esterno di Augusta ne era un perimetro.

Se Guido è il mare che ti rapisce con la sua brezza e ti coccola con il suo pescato, Augusta è il respiro della storia di famiglia che si interseca a filo doppio con la storia della città. E’ il tributo ad Augusta Biotti, la moglie di Guido e la prima cuoca di quello che nacque come chiosco in riva all’Adriatico. A Miramare faceva la pizza nelle balere, nei bar e nelle case private con una stufetta a gas e in una fiaschetteria oggi diventata albergo vendeva il vino che la famiglia produceva alle pendici del castello di Mulazzano. Ennesimo romantico parallelo con lo sbarco della Guido srl accanto a Castelsismondo. Da qui l’idea di andare oltre il classico ristorante e ricreare le atmosfere di una sorta di casa degli anni ’50 con continui rimandi nel pavimento, nel camino che profuma di focolare, negli arredi: sarà un po’ come andare a trovare la nonna che ti accoglie con un bicchiere di vino e un cicchetto, ti abbraccia aprendo la credenza della sua bottega di qualità e ti fa sentire a casa spalancandoti le porte di un giardino – il Giardino di Sandra – che è luogo dell’anima, oasi sospesa che profuma d’Europa nel cuore di Rimini. E come ogni casa, Augusta vivrà tutto il giorno, non ti metterà fretta, sarà a tua disposizione con le “chicche” del Guido Lab e la sua cucina da metà mattina a notte inoltrata. Potrai pranzarvi a ogni ora, farvi un aperitivo, un meeting di lavoro, una merenda, leggervi un libro in giardino con uno stuzzichino e un buon calice e cenarvi sotto le stelle. Augusta è Rimini con la sua storia che si srotola davanti ai tuoi occhi fra il Teatro Galli, le tracce delle antiche ghiacciaie e i reperti romani fra i gelsomini, ma anche Parigi, Londra, New York: è uno spazio senza tempo e confini, quello dell’immaginazione felliniana che risorge fra il restaurato limitrofo Cinema Fulgor e il nascituro museo permanente tributo al grande maestro.

 “Augusta sarà aperto già al mattino con la Bottega e i cicchetti sulla scorta di un Baccaro veneziano. Cicchetti che per nonno Guido erano un bicchiere di vino ma oggi sono lo stuzzichino rompi digiuno, uno sfizio, una voglia di qualcosa di sano senza orari da mangiare o portare via: un assaggio di pesce o salumi, di prodotti del territorio e di stagione (un sardoncino, una seppiolina coi piselli...) magari accompagnato da un cicchetto di vino , uno “shot”, un calice di Sangiovese, una bollicine francese o una birra fresca di spina” ancora i fratelli Raschi e Bissaro, che spiegano: “L’obiettivo non è portare Guido in città ma proporre una cucina più di pancia che di testa, “popolare” in quanto figlia della fruibilità giornaliera e alla costante ricerca del buono. L’intenzione è riuscire a lavorare con il Giardino di Sandra almeno otto mesi all’anno e di avere la cucina aperta senza sosta da mattina a sera sei giorni a settimana con giorno di chiusura il martedì. Enrico Palazzi, Francesco Zambardino, Alberto Bugli ed Elena Bazzoccbi saranno i perni della sala e dell’enoteca”.