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Il pallone sgonfio

Venerdì, 23 Novembre 2012

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Il pallone sgonfio


Il pallone è sgonfio. E non si capisce molto in questo calcio. Cinquanta società fallite negli ultimi tre anni di Lega Pro, centinaia di punti di penalizzazione per le varie inadempienze finanziarie che hanno falsato i campionati, il pallone è disastrato come nient’altro ma continua a rotolare.
E’ arrivato sull’orlo del baratro però, sul ciglio di un precipizio tra cause giudiziarie, ricorsi, bilanci truccati, società che spariscono con i dipendenti che somigliano tanto ai manager in doppiopetto o in maniche di camicia della Lehman Brothers che escono dalla banca con gli scatoloni in mano. La Lega Pro è la punta di un fenomeno, di un’anomalia, di una degenerazione progressiva, perché la serie B è prossima al tracollo e la serie A ha vinto qualche partita ma ha perso la gara contro le altre nazioni europee che pure non sono immuni dalla crisi.
E’ una questione di strutture intanto, con gli stadi italiani che oltre ad essere tra i più vecchi d’Europa, segnano la decadenza di un paese abituato a vivacchiare dentro il sistema, a insinuarsi nei vuoti lasciati dalle norme, non ad affrontare il problema in modo diretto, preciso, frontale.


E’ di questa settimana il rimedio pensato dai vertici del calcio, almeno per quanto riguarda la Lega Pro, con la nuova riorganizzazione dei campionati a partire dalla stagione 2014/15. In pratica la serie C divisa oggi in Prima e Seconda Divisione, sarà riunita in un’unica Lega composta di tre gironi per complessive 60 squadre. Erano novanta sino a qualche stagione fa, oggi sono sessantanove e lo saranno anche nella prossima a prescindere dalle iscrizioni di giugno. In teoria con i fallimenti fisiologici che ci saranno anche in questa estate, la quota fissata potrebbe essere a tiro anche alla fine di questo campionato ma faranno dei ripescaggi, ossia se le squadre inscritte saranno per esempio solo sessantadue, ne ripescheranno sette tra le retrocesse e la serie D. Perché? Perché questa è stata probabilmente una concessione all’associazione calciatori che per il prossimo anno manterrà così nove squadre in più, con relativi posti di lavoro per i pedatori che poi dovranno però fare i conti con società in difficoltà, stipendi non pagati e situazioni grottesche come quella accaduta a Milazzo poco tempo fa, con il presidente atteso dalla squadra e da un gruppo tifosi per un colloquio chiarificatore sui problemi societari programmato dallo stesso patron: il presidente non si è fatto vedere, e quando tutti stavano andando via un tifoso ha aperto per caso il bagagliaio di un’auto in sosta trovando nascosto il presidente che si è poi dato alla fuga.


L’effetto di questa bella pensata dei ripescaggi avrà però ricadute nella stagione successiva. Se da sessantanove squadre si dovrà arrivare a sessanta nella stagione 2014/15, significa che il prossimo anno, oltre alle nove formazioni retrocesse che dovranno lasciare il posto alle nove in salita dalla serie D (come accade oggi), si dovranno eliminare altre nove formazioni. In pratica accadrà questo: dalla Seconda Divisione dovranno retrocedere 18 squadre. A conti fatti dai due gironi a diciotto squadre di Seconda Divisione ne retrocederanno nove per campionato, in pratica il 50%. La promozione dalla Seconda alla Prima non ci sarà, perché si andrà verso il girone unico, quindi sono allo studio altre “pensate” per non rendere inutile la lotta per la parte alta della classifica. Non è finita, dalla Prima Divisione chiaramente non retrocederà nessuno perché non esisterà più la Seconda Divisione quindi, tolte le prime sei, sette, squadre in lotta per la promozione in serie B, tutte le altre giocheranno per nulla…anche in questo caso sono però allo studio altre “pensate”. Il risultato? Un caos, un futuro fatto d’incertezza e male, che ancora una volta non affronta il problema ma si adatta al problema cercando di accontentare un po’ tutti. Il pallone continuerà a rotolare questa è la certezza ma ci si divertirà di meno, gli stadi saranno ancora più deserti, e il pallone diventerà sempre più spettacolo televisivo globale…sino al rigetto, si spera.


Francesco Pancari

Ultima modifica il Venerdì, 23 Novembre 2012 11:45


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