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Università, medicina: l'ira di Gnassi contro le altre città romagnole

Venerdì, 13 Settembre 2019

Alla vigilia dell'inizio della campagna elettorale per le regionali (si voterà fra novembre e gennaio), il sindaco di Rimini Andrea Gnassi lancia una questione Romagna. Il detonatore della polemica, lo si capisce leggendo la nota diffusa, è la questione della Facoltà di Medicina del campus romagnolo, che a a quanto pare è stata aggiudicata a Forlì e Ravenna.

“Sull’Università e sul campus romagnolo – scrive Gnassi - non possiamo accettare, ad esempio, che una volta trovati gli equilibri tra Ravenna e Forlì la questione sia chiusa, e sia ben digerita, dagli altri territori, a partire da Rimini. Trattare disuniti, uno a uno con, ad esempio, l’Università indebolisce la Romagna. E proprio all’Università, sulla facoltà di Medicina, mi permetto di dire: non andare dove ti conduce il portafoglio delle Fondazioni bancarie ma va dove cresce un progetto per tutta la Romagna. Così anche sulla sanità”.

Il sindaco Gnassi sostiene che “Rimini non ha alcuna intenzione di rinunziare alla visione strategica per rafforzare non questa o quella provincia ma l’intera Romagna”. Rinfaccia alle altre località romagnole il sostegno riminese alle istituzioni sanitarie di eccellenza delle altre città. “Abbiamo sostenuto tra i primi (lo ricorderà Lucchi e lo sa bene Lattuca) l’investimento straordinario per il nuovo ospedale di Cesena. Così come il riconoscimento come IRST della Romagna per cardiochirurgia di Villa Maria di Cotignola. Villa Maria e l’Ospedale di Cesena, l’IRST di Meldola, sono patrimonio della Romagna, non di Cesena, Ravenna o Forlì. Valgono per tutti”.

Gnassi se la prende anche con i privati di Villa Maria che hanno investito sul rilancio dell'aeroporto di Forlì, in un'operazione che al momento è tutta privata. “Se i privati di Villa Maria chiedono un sostegno anche a Rimini (che è sicuro) perché Villa Maria sia riconosciuta come IRST dela Romagna intera, poi non si capisce perché gli stessi privati investono solo sull’aeroporto di Forlì e non su tutta la Romagna. Si rivendica un IRST di Cardiochirurgia tra Ravenna e Forlì in nome di tutta la Romagna, ma per l’Aeroporto ognuno si fa il suo”. Un ragionamento non proprio logico e chiaro: quando i privati di Airiminum hanno riaperto l'aeroporto Fellini, non risulta che Rimini abbia chiesto il permesso delle altre città della Romagna.

Il sindaco di Rimini è comunque convinto che “così si indebolisce la Romagna e se questa è una nuova direzione, nessuno, noi per primi, ci stiamo a fare la parte dei più fessi”.

“In sostanza – conclude Gnassi - se non hai un pensiero romagnolo e nel frattempo tenti di avanzare come campanile a discapito di altri, la Romagna sarà più debole. Anche nei confronti di Bologna, che magari non vede l’ora di affermare: ‘Finché vi dividete tra voi…….’. Bologna è un hub centrale del’Italia, non solo della regione. Il passante di Bologna porta benefici anche alla Romagna, a Rimini. L’alta velocità lo stesso. Ma se la Romagna non tratta unita con il capoluogo e l’Università sarà più fragile nel suo insieme. E la naturale posizione baricentrica di Bologna porterà a tentazioni: fare la Fiera con Milano o guardare alle Olimpiadi con Firenze. Su Università, sanità, strade, trasporti, alta velocità è giunto il momento di parlare con una voce sola. Tre o 4 investimenti strategici, dalla E45 all’Asse Adriatico, dal Porto di Ravenna a un multi campus romagnolo più forte”.