Galli ricostruito, Fillea applaude gli operai

Venerdì, 14 Settembre 2018

(Rimini) Se il 28 ottobre con la Sagra musicale malatestiana si potrà tagliare il nastro al nuovo teatro Galli, dopo 75 anni di quasi abbandono, sarà grazie “a tutti i lavoratori edili che vi hanno lavorato in questi quattro anni di durata del cantiere e purtroppo dimenticati da tutti ma non da noi”, non hanno dubbi dal sindacato Fillea di Rimini. “Un cantiere - spiegano - che ha visto impegnati nel suo complesso, a più riprese, oltre 200 lavoratori edili, con punte di compresenza contemporanea di oltre 100 lavoratori alle dipendenze di più di 5 imprese edili coinvolte. Lavoratori che con competenza, professionalità, spirito di abnegazione hanno contribuito in modo encomiabile a restituire, alla nostra Città, questo gioiello di aggregazione culturale. Lavoratori per oltre il 40% migranti, di diversa provenienza, cultura, religione e che avevano, come sempre succede in edilizia, capaci di ridare alla nostra comunità quanto di più caro aveva nel ricordo del tempo passato”.
Si tratta, fanno notare dal sindacato, “nel giro di poco tempo, del secondo lavoro di ricostruzione/ristrutturazione che i lavoratori edili restituiscono alla Città (l’altro è stato il Cinema Fulgor, tanto caro al nostro amato e compianto Maestro Federico Fellini)”. Si tratta anche di “un cantiere che non ha mai avuto problemi, né dal punto di vista della sicurezza, né dal punto di vista del rispetto delle normative contrattuali, segno di grande rispetto nei confronti dei lavoratori e della nostra Città. Ma soprattutto segno, in un periodo così socialmente travagliato, che gli edili, nel rispetto delle loro singole tradizioni, sociali, culturali e religiose, sono in grado di costruire, non solo fisicamente ponti e di abbattere muri, ma anche, metaforicamente, sono in grado di costruire punti di congiunzione fra le diverse sensibilità e di abbattere i muri del razzismo e dell’indifferenza”.