Lunedì si torna a scuola, Morolli: Approccio deciso sui vaccini, ma non chiameremo i carabinieri

Giovedì, 13 Settembre 2018

(Rimini) “Io i carabinieri fuori dalle scuole non li metto, preferiamo un approccio nel segno del confronto con queste famiglie. Soprattutto, faremo di tutto per evitare traumi ai bambini”, così l’assessore ai servizi educativi del comune di Rimini, Mattia Morolli, in ogni caso “fermo” e “deciso” nel voler fare rispettare l’unica legge in vigore in fatto di vaccini, la Lorenzin del 2016. Sono 41 i bimbi di asili ed elementari comunali di Rimini che ad oggi risultano non ancora in regola con le vaccinazioni e che lunedì potranno entrare in classe solo o con la certificazione dell’avvenuta vaccinazione (nel frattempo) o con la prenotazione, timbrata e firmata dalla Asl, della vaccinazione mancante. Altrimenti dovranno rimanere a casa, fino a quando non saranno in regola, per mantenre il posto a scuola, i genitori dovranno comunque versare le rette. Tutto questo è scritto nella lettera che le famiglie hanno già inviato alle famiglia, contenente il diniego all’accesso. “Violarlo comporta reato”, sottolinea il dirigente Massimo Stefanini.
“I numeri che ci arrivano dalla Asl sono incoraggianti e lunedì i casi da controllare saranno sicuramente meno di 41. Siamo risaliti nonostante a Rimini il dibattito sia stato maggiormente sensibile che altrove”, rassicura l’assessore. “C’è una maggioranza silenziosa di genitori pro vaccini che ci ha dato lo stimolo per andare avanti nel nostro percorso”.
Nei confronti delle famiglie non in regola, “useremo - spiega Stefanini- strumenti progressivi: il primo giorno non ci saranno carabinieri col mitra all’ingresso delle scuole. I genitori saranno nuovamente avvisati, con fermezza, e proseguiremo nel monitoraggio dei casi da sistemare. Abbiamo a che fare con dei minori”, ripete Stefanini lasciando intendere che a Rimini non si vedranno scene eclatanti come sta avvenendo in altre città italiane, dove si è già tornati tra i banchi, o si sta tornando in questi giorni. “Non dobbiamo dimenticare che la scula è comunità ed educa alla comunità”, sottlinea Morolli. Resta solo da vedere cosa accadrà nei fatti lunedì.