Opinioni | Aeroporto: la sfida reale sono i collegamenti con Bologna

Venerdì, 20 Aprile 2018

Tra un anno verrà inaugurato il "People Mover" di Bologna, la navetta che collegherà in 7 minuti l'aeroporto con la stazione centrale del capoluogo emiliano-romagnolo.

Io mi auguro il contrario, ma obiettivamente credo che siano scarse le reali possibilità per l'aeroporto di Rimini di tornare 'competitivo' come un tempo. Lo dimostra il fatto che amministrazioni pubbliche e operatori privati stanno supportando operazioni che riguardano il trasferimento da e per l'aeroporto 'Marconi' di Bologna tramite navette-shuttle.

E allora forse sarebbe il caso di superare il dibattito molto provinciale sul TRC ed iniziare a pensare al futuro, ad una vera infrastruttura che ci permetta di collegare la riviera a Bologna, come del resto succede in molti luoghi d'Europa. Certo, non siamo una metropoli, ma nel periodo estivo possiamo considerarci come un'unica grande città, che va da Bellaria a Cattolica e che assomma in un anno oltre 15 milioni di presenze turistiche. Se si va a Londra con un vettore come Ryanar, si impiegano 50 minuti di treno per arrivare da Stansted alla capitale. Se si va a Parigi, con la RER ci si impiega lo stesso tempo per trasferirsi dal 'Charles de Gaulle' al centro città.

Quelli appena fatti sono solo due esempi, non per paragonare la riviera alle due capitali europee, ma per rendere l’idea circa la distanza tra l’approdo del vettore e la mèta finale di destinazione, ed anche per dimostrare che il turista sa di poter mettere in conto del tempo per trasferirsi dall'aeroporto di arrivo alla località di vacanza. La sfida vera è farglielo trascorrere in modo agevole e possibilmente rapido, e non su improbabili treni regionali o su quelli ad alta velocità, comunque non frequenti ed in ogni caso molto costosi.

Penso quindi ad un collegamento Bologna-Rimini diretto, e dal capoluogo di provincia il TRC diventerebbe a quel punto il mezzo per arrivare al resto delle località della riviera. Se si vogliono 'aggredire' seriamente i mercati turistici esteri questa a mio modesto parere è l'unica strada da percorrere. Possiamo promuovere il miglior prodotto turistico del mondo, ma senza gli strumenti per arrivare a 'consumarlo' dovremo continuare a leggere nelle statistiche relative alle presenze turistiche annuali il dato del 75% di italiani sul totale dei pernottamenti trascorsi in riviera.

E a quel punto porci alcuni interrogativi. Ci accontentiamo? Reggiamo in questo modo le sfide del futuro? Riusciranno le nostre imprese ad avere una redditività tale che consenta loro di fare quegli investimenti necessari per riqualificarsi? Temo che la risposta a tutti i quesiti sia un preoccupante no.

Fabio Galli