Aeroporto, questione sicurezza e "guerra" con Ancona

Venerdì, 16 Febbraio 2018

In una recente dichiarazione, l’ex sindaco di Rimini Giuseppe Chicchi, candidato al Senato per Liberi e Uguali, ha affrontato alcuni temi relativi all’attuale gestione dell’aeroporto ed ha osservato: “Le carte prevedono che siano mantenuti al massimo dell’efficienza i sistemi di sicurezza (recinzione, sistemi di controllo imbarco, ecc.). Ma il team ispettivo ENAC sulla security il 19/9/2016 verbalizza l’esistenza di molti problemi in materia. E per favore nessuno dica che bisogna tacere queste cose per carità di patria. È per carità di patria che vanno dette”.

Nessuno è intervenuto per contraddire o smentire Chicchi. Esiste veramente un rapporto del team ispettivo dell’Enac datato 19 settembre 2016 che mette in evidenza molti problemi di sicurezza dell’aeroporto?

Si esiste, buongiornoRimini ha avuto occasione di leggerlo. Si riferisce ad una ispezione svolta dal 16 al 19 settembre 2016 sui maggiori elementi della sicurezza dell’aeroporto, dalla recinzione del perimetro esterno ai controlli sui bagagli e i passeggeri. La lettura del documento suscita un comprensibile moto di preoccupazione, anche perché per alcuni capitoli si parla di non conformità con carenza grave.

Da allora è quasi trascorso un anno e mezzo. Non è affatto detto che la situazione di oggi sia la stessa del settembre 2016. Certamente – tutti almeno se lo augurano - saranno stati presi provvedimenti. Chi meglio del gestore dell’aeroporto e dell’Enac, organismo di controllo, può dare una risposta tranquillizzante per i cittadini e gli utenti dello scalo? Abbiamo chiesto delucidazioni, per iscritto, ad Airiminum 2014, e la risposta, orale, tramite l’addetta stampa, è stata che su quelle e altre questioni risponderanno in una prossima conferenza stampa, probabilmente dopo le elezioni. Probabile che in quell’occasione la società voglia anche comunicare il suo piano di investimenti, visto che finalmente è arrivata la stabilità della concessione trentennale.

Gli stessi quesiti sula sicurezza abbiamo inviato alla direzione Enac di Bologna. “Quando c’è un’ispezione – risponde la dottoressa Maria Rosario Gallo, direttrice per l’Emilia Romagna – i risultati vengono comunicati al gestore che ha un determinato periodo di tempo per adeguarsi”. Ma avete controllato che a Rimini ciò sia avvenuto? “Ogni aeroporto italiano è sottoposto a periodiche ispezioni nazionali, e anche da parte dell’Unione europea”.

Facciamo presente alla direttrice Gallo di aver visto foto recenti che documentano “buchi” nella recinzione a monte dell’aeroporto. “La ringrazio della segnalazione, manderò un ispettore a verificare. Probabilmente questa carenza era sfuggita ai precedenti ispettori”. E sugli altri punti del rapporto del 2016 non ci può dire se adesso la situazione è a posto oppure no? “Ogni cittadino che vede qualcosa che non funziona può fare un esposto all’Enac. Lei vada in aeroporto, osservi se c’è qualcosa che non va e ce lo segnali, lo può fare anche in modo anonimo”. Rispondiamo che noi non abbiamo la competenza per valutare se le apparecchiature in dotazione e le procedure sono corrette, ci pare che l’Enac sia l’organo deputato a farlo. “Noi teniamo sempre un costante monitoraggio”, risponde la dottoressa Gallo.

L’altro argomento aeroportuale entrato in campagna elettorale è il ricorso presentato da Airiminum all’Unione europea perché non conceda il via libera al finanziamento di venti milioni deliberato dalla Regione Marche in favore di Aerdorica, di cui è il principale azionista. Alcuni candidati (per esempio Pizzolante e Barboni) sono intervenuti per appoggiare l’iniziativa di Airiminum secondo cui il finanziamento regionale contravviene alla libera concorrenza. È indubbio che il destino dell’aeroporto di Ancona ha ripercussioni sul futuro di quello di Rimini. Tuttavia, per il momento, il rischio di fallimento immediato di Aerdorica si allontana. La società, per prendere tempo in attesa delle decisioni della Ue, ha presentato in Tribunale la richiesta di concordato preventivo. Ciò ha l’effetto di congelare l’istanza di fallimento; inoltre concede agli amministratori 60 giorni di tempo, ai quali se ne possono aggiungere altri 60, per trovare una soluzione ai debiti della società. Gli amministratori sperano che dalla Ue arrivi il sì al finanziamento di 20 milioni. Un’udienza, per ascoltare le ragioni contrarie di Airiminum, è prevista il 23 febbraio. Il percorso di Aerdorica a questo punto è lo stesso di Aeradria. Si cominciò con la richiesta di concordato e si finì con il fallimento. Ad Ancona ovviamente sperano che per loro il finale sarà diverso.