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Terzo Pierani, l'ultimo sindaco Pci di Riccione, vota Conti

Martedì, 06 Giugno 2017

Terzo Pierani, l’ultimo sindaco del Pci (poi il partito ha cominciato a chiamarsi in vari modi diversi) vota Carlo Conti. Anzi, tiene a presentarsi come una sorta di garante, ci mette la faccia per convincere i riccionesi che l’ex assessore della giunta Tosi è la persona giusta al momento giusto.

“Sono e resto un uomo di sinistra. Ho creduto in Renzi ma adesso non lo sopporto più. Guardo con interesse al tentativo di Pisapia di creare un’aggregazione fra diverse forze”. Pierani, 77 anni, è stato sindaco dal 1975 al 1991 (“Spodestato poi da un colpo di stato”, sottolinea), ha fatto due anni da senatore dal 1992 al 1994, poi è stato presidente di Aeradria per sei anni (“Senza farla fallire”, aggiunge).

Ma questo è il passato. Il presente lo vede come uno dei più autorevoli supporter del candidato di Patto Civico. “A Riccione - spiega - appoggio Conti perché ritengo che alle elezioni amministrative i protagonisti debbano essere i cittadini. Va tolta la cappa politica dei partiti che è sempre più asfissiante. Ci può essere un bravo sindaco di qualsiasi colore politico. Gli amministratori non devono rispondere alle segreterie provinciali o regionali dei partiti, ma ai cittadini. È quello che a modo mio ho cercato di fare quando sono stato sindaco. Credo ci possa essere un amore trasversale alla città che riunisce al di là delle etichette politiche. Conti inoltre è un ragazzo saggio, preparato, capace di indicare una soluzione ai problemi della città. È una risorsa umana importante ed io voglio aiutarlo nell’impresa”.

Pierani è un fiume in piena nel tessere l’elogio di Carlo Conti. “Oltretutto – aggiunge – ha un programma molto valido che invito a leggere prima di decidere il proprio voto. È un programma che guarda avanti, che dice cose interessanti su turismo, giovani, impresa, economia, ambiente. Mi sento di appoggiarlo e raccomandarlo nell’interesse della città”.

Se poi a Pierani si chiede quali siano i problemi attuali di Riccione, anche in questo caso diventa un fiume in piena. “Veniamo da anni in cui sono stati commessi numerosi e gravi errori che ancora non riesco a digerire. Quando esco di casa e percorro la zona parallela alla ferrovia mi incazzo ancora di più. È stata realizzata un’opera incomprensibile, fuori da ogni logica. Restano dei danni irreparabili, un diaframma insuperabile da fra due parti della città”.

È evidente che Pierani ce l’ha con il Trc. “Certo, quell’opera ha aperto problemi ai quali ancora non sono state date risposte. I danni per la viabilità sono purtroppo irrimediabili. Gnassi a Rimini con il Fila diritto ha allungato via Roma, ma quando il Fila diritto arriva a Riccione tutto rimane come prima. Non si è nemmeno cambiata la segnaletica per prendere atto della nuova situazione. Avevamo una strada parallela alla ferrovia che poteva diventare un’ampia arteria di scorrimento a quattro corsie. Invece adesso in certi tratti è difficile anche il senso unico. Per l’attraversamento della città ci restano solo viale D’Annunzio e la Statale 16. Sarà possibile? Riccione è allo sbando”.

La requisitoria di Pierani contro il Trc non è finita. “Hanno detto che a regie trasporterà cinque milioni di passeggeri. Impossibile. I costi di gestione in passivo comprometteranno seriamente il bilancio comunale. È poi, almeno a Riccione nel periodo estivo, il servizio del filobus sarà ineliminabile. E allora?”. Scusi, allora aveva ragione Renata Tosi a fare la battaglia contro il Trc? “Aveva ragione, è stata eletta sull’onda di questa battaglia; ma poi ha avuto torto nel non aver mantenuto le promesse e non aver tirato le conseguenze necessarie. Una volta preso anno che il Trc non era stato fermato, lei doveva dimettersi e poi ripresentarsi agli elettori con un programma di governo. Invece ha seguito la logica del tanto peggio tanto meglio. E inoltre ha avuto il torto di non aver saputo governare la sua giunta. Se una parte di giunta e maggioranza va da un’altra parte, le colpe e le responsabilità non sono solo degli altri”.

Torniamo ai problemi di Riccione. “Siamo in ritardo enorme sulla politica turistica. Che tipo di turismo vogliamo per Riccione? Quello della Notte Rosa dove c’è tutto e il suo contrario? O volgiamo aprire una nuova fase di sviluppo? Vogliamo coinvolgere i cittadini? Io mi farò promotore di una consulta permanente dei cittadini che dialoghi costantemente con la giunta e il consiglio comunale. Penso che con Carlo Conti questa sia una novità possibile”. E perché non con Sabrina Vescovi? “Perché il nuovo è Conti. Lei sono ormai vent’anni che è in giro, gli incarichi li ha passati tutti. C’è invece bisogno di un personaggio nuovo e questo è Carlo Conti”.


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