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Favoreggiamento delle prostituzione, sequestrato residence da 3,5 milioni

Mercoledì, 15 Giugno 2016

(Rimini) Obbligo di dimora per padre e figlio, di 69 e 22 anni, e il loro collaboratore 62enne. Lo ha stabilito il giudice del tribunale di Rimini Sonia Pasini. L’ipotesi di reato, a conclsione delle indagini affidate dal pm Luca Bertuzzi alla Guardia di finanza di Rimini, è di favoreggiamento della prostituzione aggravata. I tre principali indagati devono rispondere anche, a vario titolo, di reati fiscali. A padre e figlio, titolari del residence, sono contestate anche violazioni amministrative tra cui l'omessa conservazione delle scritture contabili e ricavi non contabilizzati per 30 mila euro. Altre due persone risultano indagate a piede libero. Sequestrato un residence per il valore di 3,5 milioni.
A partire da indagini per la tutela dell’economia e il contrasto del sommerso d’azienda nel settore ricettivo–turistico, gli investigatori della fiamme gialle hanno potuto constatare, soprattutto nelle ore serali e notturne, un traffico di giovani donne in abiti succinti, in entrata e in uscita dal residence, accompagnate da uomini sempre diversi.
I militari hanno quindi continuato a raccogliere elementi investigativi prima attraverso appostamenti e interviste ai clienti, poi con un controllo fiscale. Dagli elementi raccolti, è emerso come il residence in questione, composto da oltre 20 mini appartamenti, dove erano alloggiate 20 ragazze, fosse adibito quasi esclusivamente a luogo di prostituzione e che i soggetti coinvolti a vario titolo nella gestione della struttura fossero non solo pienamente consapevoli del mercimonio ma ne agevolavano la commissione tramite il controllo degli ingressi e degli spazi comuni, di persona o tramite sistema di videosorveglianza. Identificate in totale 55 escort.
La gestione della struttura ricettiva, inoltre, è risultata operare in evasione d’imposta. Sono state, infatti, contestate all’impresa numerose violazioni amministrative, tra cui l’omessa istituzione e conservazione delle scritture contabili, l’omessa documentazione di ricavi per oltre 30 mila euro e l’omessa comunicazione della cessione di fabbricato a cittadini stranieri.
Sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati un centinaio di prodotti contraffatti e denunciati tre responsabili originari del Bangladesh.


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Rimini by @lisaram, foto vincitrice del 15 febbraio

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