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21 01 2016 | Il vescovo di Rimini interviene sulla famiglia. Aperte le iscrizioni al Family Day di Roma

Giovedì, 21 Gennaio 2016

tortora-chiaroIl vescovo di Rimini interviene sulla famiglia. Aperte le iscrizioni al Family Day di Roma

 

 

Un bambino è un dono, non un prodotto. "E perciò ritengo che non si possa parlare di un diritto al o sul bambino, ma del bambino: di essere riconosciuto, accolto, compreso dalla madre e dal padre; di godere di una sicurezza e stabilità affettiva per scoprire la propria identità; di venire educato in una scuola che rispetti gli orientamenti religiosi e morali delle rispettive famiglie e sia aperta a un costruttivo pluralismo".

 

Così il vescovo di Rimini monsignor Francesco Lambiasi in un intervento sulla famiglia, titolato "Dalla parte dei bambini e delle famiglie", pubblicato sul sito della diocesi. Non c'è nessun riferimento esplicito alle unioni civili, alla stepchild adoption, alla manifestazione contro il disegno di legge Cirinnà che si terrà il prossimo 30 gennaio a Roma, ma è evidente che tempi e contenuti dell'intervento del vescovo sono direttamente collegati al dibattito in corso.

 

Il linguaggio scelto per ibadire l'importanza di una famiglia composta da padre e madre è quello della testimonianza personale. "Non sono sposato e non ho generato figli, . scrive monsignor Lambiasi - ma vengo da una famiglia economicamente modesta, eppure affettivamente e spiritualmente molto ricca, anche culturalmente, nel senso di comportamenti e di valori. Comunque non la cambierei con nessun’altra al mondo. E’ da questa che ho imparato a diventare uomo e cristiano. Ho imparato che l’egoismo è il male più grande e che la fortuna più favolosa nella vita è l’amore. Non era, la nostra, una famiglia perfetta, né al “Mulino bianco”, ma bella sì. Bella perché normale, con inevitabili limiti e carenze. Ma ho imparato a distinguere la luce dalle ombre. Ho imparato a “non gettare l’acqua sporca con tutto il bambino”. Ho imparato che “l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re”. Che una cosa non è buona perché la voglio, ma la voglio perché è buona.
Ho imparato che amare in famiglia è puntare su una vetta alta ed esigente, ma affascinante. E’ la vetta dell’ideale di arrivare a dire da parte della sposa allo sposo e viceversa, come da parte di entrambi, mamma e papà, verso il figlio o la figlia, non: “Ti amo perché ho bisogno di te”, ma “Ho bisogno di te perché ti amo”. Ho imparato da papà e mamma – da ciascuno di loro in modo diverso, perché diversi tra di loro ma complementari – che l’amore deve essere forte e tenero. Perché la fortezza senza tenerezza si raffredda e si tramuta in durezza. E la tenerezza senza fortezza scade a tenerume.
Ho scelto la strada della verginità nel celibato non per disistima del matrimonio e della famiglia, ma, al contrario, per condividere in una famiglia più grande una fraternità e una paternità spirituale aperta a tutti. San Paolo raccomandava al giovane Timoteo di amare “gli anziani come padri, le donne anziane come madri, le più giovani come sorelle e i più giovani come fratelli”. Da prete e da vescovo, parlando con fidanzati e genitori, mi viene spesso da dire che ho rinunciato a formarmi una famiglia per aiutare tutti loro a fare famiglia".

 

Così conclude il vescovo di Rimini: "Mi fa male vedere che l’Italia è il secondo paese al mondo con il più basso indice di crescita demografica. Come pure mi rattrista constatare che lo Stato fa poco, pochissimo per onorare l’impegno costituzionale di sostenere le famiglie, soprattutto le più povere, che spesso sono anche le più numerose di figli. Anche come Chiesa possiamo e dobbiamo fare di più, molto di più. Perché la famiglia è la più esperta “coltivatrice diretta” dell’albero del futuro".

 

Il suo intervento è sulla linea del no ai "vescovi-pilota" per lasciare interamente ai laici il compito di combattere leggi che non rispettano una determinata visione della famiglia e del dono della paternità e maternità. Ed i laici anche a Rimini si stanno organizzando per organizzare pullman che portino le famiglie a Roma il prossimo 30 gennaio.Il comitato locale sta organizzando il viaggio in collaborazione con l'agenzia Istoria Viaggi, costo € 39 con partenza alle 3,30 dal piazzale Caduti di Marzabotto. Le iscrizioni vengono effettuate online a questo link Iscrizioni

 

lambiasi

 


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