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26 06 2015 | Rimini | Prefettura, Palomba saluta : A Rimini un triennio intenso

Venerdì, 26 Giugno 2015

mattoneRimini | Prefettura, Palomba saluta : A Rimini un triennio intenso

 

“Un triennio intenso”, così il prefetto uscente di Rimini Claudio Palomba sintetizza i suoi tre anni e quattro mesi in rivera romagnola, che definisce “un luogo in cui io e la mia famiglia ci siamo sentiti come a casa nostra”, a partire dall’aprile del 2012. Il 6 luglio prossimo Palomba passerà le consegne a Giuseppa Strano, in arrivo da Pavia.
“Tre anni - ricorda Palomba - che ci hanno visti lavorare su vari campi, speriamo con risultati positivi per la comunità riminese, che saluto calorosamente. Tre anni importantissimi in un territorio che mi ha dato personalmente e professionalmente un grosso arricchimento”.
Tre anni in cui il prefetto ha scelto di far prevalere il suo metodo. “Sin dal primo momento abbiamo cercato di lavorare in sinergia con tutte le istituzioni locali partendo da un contesto economico che già dal 2012 era difficile per il territorio. Credo molto nel lavoro di squadra, nella collaborazione non solo tra istituzioni, ma anche tra pubblico e privato. Penso che anche gli ultimi interventi nascono dalla piena collaborazione tra Stato, istituzioni locali e associazionismo. In un momento di difficoltà delle amministrazioni pubbliche questo è l’unico metodo per arrivare a risultati positivi per il territorio”.
Tra le esperienze positive, Palomba parte citando quella del tavolo anticrisi. “Qui abbiamo tenuto tantissime riunioni per evitare crisi e fallimenti da parte di aziende del territorio. Il 31 dicembre 2013 eravamo qui per la Valleverde e lo ribadisco: pur di salvare anche un solo posto di lavoro avrei lavorato anche il 2, l’Epifania e Natale. In un momento come questo va garantita la solidarietà alle famiglie. Per questo la cabina di prevenzione è un fiore all’occhiello di questi tre anni”.
Punti forti della strategia di Palomba sono stati “sicurezza, legalità e lotta alle infiltrazioni. Abbiamo cercato di capire il fenomeno, per come poteva inserirsi nelle nostre attività economiche, che sono diverse da quelle del sud e sono anche diverse da quelle di Reggio Emilia o Modena”.
Il prefetto sottolinea come in questo triennio non si sia rilevata traccia di “infiltrazioni nell’ambito delle amministrazioni locali”. Rispetto alle infiltrazioni nelle attività economiche, invece, Palomba ricorda come il tessuto locale sia molto appetibile. “Il protocollo con l’associazione degli albergatori ci ha consentito di verificare nel dettalgio tutti i cambi di gestione dal 2012 ad oggi. Si sta concludendo la mappatura delle presenze criminali sul territorio”. Un buon passo in tal senso è stato, per Palomba, la chiusura degli accordi con San Marino per la collaborazione tra le autorità investigative”.
Tuttavia, importante è stato anche il percorso messo in atto contro la microcriminalità, tale da garantire un miglioramento della percezione della sicurezza da parte dei cittadini. “Stiamo completando
il sistema di videosorveglianza delle attività commerciali collegato a centrali di polizia e carabinieri. Consentirà un controllo soprattutto in tabaccherie e farmacie, tra le attività più colpite dai furti. Così potremo ottimizzare l’utilizzo delle forze di polizia anche nel contrasto a settori rilevanti, come traffico di stupefacenti”.
Palomba sottolinea come sia stato decisivo lavorare sia sul piano dell’ordine e della sicurezza pubblica sia su quello della sicurezza sociale. Al proposito cita il “distretto turistico che sta ripartendo dopo periodo di congelamento dovuto alla situazione in Regione. E’ il più grande in Italia, comprende quattro province, la più estesa zona a burocrazia zero in tutta la penisola, con il consenso di tutte le associazioni di categoria, perché vi si potranno attuare provvedimenti che agevoleranno le imprese”. Palomba spiega di aver “inteso” il suo ruolo “anche nell’ambito della sicurezza civile, che parte dall’assicurare la ripresa economica”.
Secondo Palomba, “il ruolo del prefetto va interpretato in modo diverso dai tempi addietro. Ho cercato di portare la prefettura e i suoi organismi sui territori. Sono stato spesso a Riccione, Cattolica e Bellaria. La sicurezza deve essere un concetto che si fa vicino ai territori. Cosa che ho sostenuto anche in qualità di presidente del sindacato”.
A questo punto Palomba rasserena Rimini “che non perderà i suoi presidi. La sicurezza a differenza di altre funzioni non si può fare a 200 chilometri di distanza dal territorio: io le problematiche di Rimini le posso conoscere se opero su Rimini e a distanza. Al momento - sottolinea Palomba - non ci sono segnali che Rimini possa essere assorbita in eventuali tagli. La particolarità estiva, con i milioni di turisti ospitati, non consente lo svolgimento di attività tanto delicate da fuori. Ritengo necessario il mantenimento dei presìdi. Ci credo fermamente, essendo stato tre anni qui posso confermare che sarebbe impossibile gestire la sicurezza a Rimini senza la prefettura”.
Ovviamente, anche per il prefetto il vero fiore all’occhiello del suo mandato è stato la gestione della risi dell’aeroporto. “Non solo per opera mia, ma per il protagonismo manifestato dal territorio col suo sforzo economico corale che ha permesso l’esercizio provvisorio in attesa del bando per la riassegnazione della gestione”.
Rispetto alla situazione attuale Palomba sottolinea come l’attività del Fellini stia lentamente riprendendo. “Siamo vicini ai numeri delle scorse estati e si stanno aprendo nuove fette di mercato oltre quella russa”.
Un rammarico Palomba lo ha. E’ quello di non aver risolto la questione della nuova questura, pur sottolineando come si sia ogni giorno più vicini a una soluzione. “Anche la scorsa settimana sono stato a Roma”, sottolinea. Nessuna strada è allo stato attuale esclusa, da quella di ripristinare la soluzione di via Bassi a quella di guardarsi attorno per cercare nuove possibilità per riunire le quattro sedi della polizia in una unica.
“Cinquanta milioni di debiti sono tanti - dice Palomba rispetto alla situazione della società Dama, proprietaria dell’immobile di via Bassi, in liquidazione - anche qui abbiamo avuto un tavolo con tutti i creditori. Se c’è, e mi sembra che ci sia, qualcuno interessato all’acquisto spero che si faccia avanti al più presto”. In questo senso, forse, per sciogliere velocemente il nodo della nuova questura potrebbe essere utile arrivare alla fine del procedimento di fallimento della società.
Il prefetto ricorda l’accordo con la diocesi per la ristrutturazione a spese del Ministero di vecchie canoniche per ospitare profughi, ma anche cittadini italiani in situazione di disagio abitativo. “Recupereremo circa 150 posti letto”, conferma Palomba ricordando come i richiedenti asilo ospitati in provincia siano allo stato attuale 355.
“Speriamo in soluzioni diverse con l’aiuto di tutti i sindaci - sottlinea Palomba - perché la solidarietà non deve avere colori. E’ in quest’ottica che il nostro progetto non è rivolto solo agli stranieri e proporrà soluzioni anche per il disagio lavorativo”.
Palomba conclude indicando nella volontà di “non nascondere, ma risolvere i problemi” il punto di froza dei riminesi e delle istituzioni locali. I nodi da sciogliere riguardano, invece, “il traffico di stupefacenti e l’abuso di alcol che aumenta nelle fasce più giovani, il contrasto al gioco d’azzardo. Terrei alta l’attenzione sulle infiltrazioni vista la vicinanza con San Marino. Noi non abbiamo grossi appalti, ma questa forma di attrazione economica di riciclaggio, contro cui essere spietati con controlli a tappeto. Queste sono le maggiori preoccupazioni, che se si sommano alla disoccupazione si incuneano nel pericolo delle infiltrazioni. Per questo occorre lavorare sia sulla sicurezza sia sul sociale”.

 

palomba


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