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Rimini, la crisi continua a generare nuovi poveri. Il rapporto della Caritas

Sabato, 11 Aprile 2015

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Rimini, la crisi continua a generare nuovi poveri. Il rapporto della Caritas

 

È finita la crisi? Si vedono segnali di ripresa? Anche l’annuale rapporto della Caritas di Rimini sulle povertà non ha voluto sfuggire alla domanda che è al centro del dibattito politico ed economico del momento. La risposta è che sono diminuite le persone che si rivolgono ai servizi Caritas o delle altre persone di volontariato, però sono aumentate le prestazioni. Quindi il morso della crisi si fa ancora sentire e forse è ancora più doloroso per chi lo subisce.

 

Nel 2014 si sono rivolte alla Caritas 7.071 persone, 400 in meno rispetto al 2013. Anche alla Capanne di Betlemme (la struttura di accoglienza dell’Associazione Papa Giovanni XXIII per chi non ha un letto) 90 persone in meno (il totale è 986) rispetto all’anno precedente. Anche i Centri di aiuto alla vita hanno visto meno richieste (158 contro 240) rispetto al 2013.

Tuttavia la Caritas ha erogato 13 mila pasti in più ed anche la Mensa dei frati ha sfornato circa 4 mila pasti in più. Ad accedere si servizi sono sempre di più gli italiani che peraltro sono in maggioranza residenti nella provincia: Caritas + 16%, Mensa dei Frati + 6%, Capanna di Betlemme + 4%. Tra gli italiani prevalgono gli uomini soli e adulti, ma sono in crescita anche famiglie con minori, i separati, gli anziani e i giovani disoccupati.

 

Il rapporto presenta un Focus sulle famiglie, sui senza dimora e sul tema del lavoro. La Caritas ha erogato 100 mila euro alle famiglie bisognose mentre ammontano a 444 mila euro i prestiti erogati dall’Associazione Famiglie Insieme a 595 nuclei, soprattutto per il pagamento degli affitti, ma sono in aumento anche le richieste per spese mediche (è stato annunciato che il Rapporto 2015 sarà tutto dedicato a questo tema) e per i rimpatri dei famigliari. Comunque il 60 per cento delle famiglie che ha chiesto un prestito è di nazionalità italiana. Gli sportelli dei Centri di aiuto alla vita hanno aiutato 435 mamme in stato di gravidanza o con bimbi molto piccoli.

 

Il problema dei senza dimora appare più grave di quel che si possa immaginare. Fra quelli che si sono rivolti alla Caritas sono in 2500 che hanno dichiarato di essere senza casa. I volontari della papa Giovanni hanno intercettato circa 200 persone che stabilmente vivono sulla strada. Dalle intervista effettuate ad un campione di senza dimora emerge che la perdita del lavoro è quasi sempre per tutti l’inizio dello stato di povertà.

 

E così arriviamo al problema dei problemi, l’assenza e la ricerca di un lavoro. Nel 2014 sono oltre 5 mila i disoccupati che si sono rivolti alle strutture della Caritas. Molte parrocchie sono intervenute creando piccole opportunità occupazionali. Ma l’iniziativa su cui il mondo cattolico riminese ha scommesso è il Fonde per il lavoro voluto dal vescovo Francesco Lambiasi. Questo Fondo, che nel 2014 ha raccolto 327 mila euro, concede alle imprese incentivi fino al 30% del costo dell’assunzione di un dipendente per la durata massima di 12 mesi. I lavoratori sono scelti da una lista gestita dal Fondo. Nell’anno scorso hanno presentato domanda 318 persone e 35 di queste sono riuscite a trovare un impiego. Le aziende che hanno assunto sono 7 cooperative sociali, 3 strutture alberghiere o di ristorazione, 9 aziende artigiane, 3 esercizi commerciali, 2 studi commerciali e 1 parrucchiere.

Il 73% di coloro che hanno fatto domanda al fondo rappresentano le nuove povertà, cioè non si erano mai rivolti prima ad una struttura Caritas; il 67% sono italiani fra i 46 e i 54 anni, in maggior parte coniugati con minori a carico.


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