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A scuola per imparare "l'intraprendenza nella realtà"

Lunedì, 19 Gennaio 2015

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A scuola per imparare "l'intraprendenza nella realtà"

“Un senso di generale smarrimento”. Così Rosario Mazzeo, preside e autore di diversi libri di testo per la scuola, definisce il momento attuale prendendo la parola all’incontro organizzato in occasione dell’Open Day delle scuole della Fondazione Karis e intitolato “Guardare oltre. L’orizzonte dell’educazione”.
Dentro l’aula magna della colonia Comasca l’”oltre” è il mare di fronte, ma anche i fatti di Parigi, la più vicina tragedia di Misano, fatti che secondo Mazzeo “non sono altro che la conferma di quello che già nel 1988 il cardinale Ratzinger aveva definito un collasso del senso di umanità tout court”.
E quindi cosa vuol dire educare oggi, in un tempo del genere? E’ evidente secondo Mazzeo che il problema oggi non sono le nozioni “avere informazioni oggi è facile, il problema è saperle giudicare, guardare oltre la superficie delle cose. La scuola oggi ha questo grande compito”.
Come è possibile? Se l’educazione “è un invito alla persona a iniziare un cammino alla scoperta della verità delle cose e di se stessi, la prima mossa sono le domande che ci ritroviamo addosso, noi adulti come i ragazzi. Uno dei pedagogisti più famosi al mondo Gardner le pone come essenziali: «Ci sono domande a cui ogni essere umano è interessato fin dalla tenera età. Sono domande che i bambini fanno continuamente.
Chi sono, da dove vengo, di che cosa è fatto questo, che cosa mi capiterà, perché la gente fa la guerra, perché c'è l'odio? Esiste un potere superiore? Domande di questo tipo, anche se i bambini di solito non le fanno con queste parole, sono presenti nei loro giochi, nelle loro storie, nelle favole che amano farsi raccontare»”.
La scuola può e deve partire da questa domande perchè le discipline fin dalla loro origine sono il tentativo di rispondere ad esse. “Nei tempi odierni c’è bisogno di una scuola che educhi istruendo, passando attraverso le discipline, le materie e rapportandosi con i ragazzi a partire da queste domande, per aiutarli a scoprirsi, come direbbe Camus, degni eredi del mondo”.
Una scuola quindi che non è mero strumento di trasmissione di competenze, “nemmeno un parcheggio o una clinica come qualcuno vorrebbe - ha concluso Mazzeo - ma una comunità di apprendimento, una realtà in cui ognuno è aiutato, allenato e accompagnato nel dare un giudizio su ogni cosa”. Per uscire dallo smarrimento e dalla paura, per guardare oltre l’apparenza delle cose, dando ai ragazzi “quella che è la vera competenza dei giorni nostri: l’intraprendenza nella realtà”.

 


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