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Rimini, la sfida grillina a Gnassi: subito le nostre delibere sulla ripresa edilizia

Giovedì, 08 Gennaio 2015

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La sfida grillina a Gnassi: subito le nostre delibere sulla ripresa edilizia

 

 

Nel giro di un mese le tre delibere approvate dovevano tornare in consiglio comunale con le norme di attuazione. Erano l’ottobre 2013, è ormai passato più di un anno e ancora non si è visto nulla. I grillini di Rimini adesso colgono la palla al balzo della polemica fra il sindaco Andrea Gnassi e gli imprenditori sul blocco dell’attività edilizia di Rimini per chiedere a gran voce che quelle deliberazioni siano presto riportate in consiglio.

 

“Ci eravamo avvalsi – spiega il consigliere Carla Franchini – della possibilità offerta ai consiglieri di proporre delibere di indirizzo. Le nostre, proposte dall’allora capogruppo Camporesi, erano tutte rivolte a rimettere in moto il sistema edilizio senza incidere sul consumo del territorio. Ne avevamo proposte cinque e ne sono state approvate tre, la n.81, la n.82 e la n.83. Il regolamento prevede che dopo un mese, compiuti tutti i passaggi burocratici, tornino in consiglio per l’approvazione definitiva. Invece tutto è bloccato, in questa città tutto è fermo, tranne le feste del sindaco”.

 

L’aspetto curioso della vicenda – come spiega l’architetto Fausto Battistel, che per conto del Movimento 5 Stelle aveva curato la preparazione delle delibere – è che tutte sono espressione del programma di mandato del sindaco. Siamo di fronte al caso raro dell’opposizione che, per una volta, non mette i bastoni fra le ruote ma chiede che venga attuato quanto previsto nei documenti. Tutti i provvedimenti presentati avevano un’unica direzione di marcia: favorire la ripresa dell’attività edilizia per tutta la filiera: professionisti, piccole e medie imprese, immobiliaristi, artigiani di ogni settore. “Sono delibere – aggiunge Battistel – mirano alla riqualificazione, dentro e fuori del centro storico, dicono stop al consumo di territorio, non propongono nuovi indici e non prevedono lo sblocco di nuovi terreni edificabili”. Una sorta di quadratura del cerchio che però fino a questo momento si è arenata nei meandri della burocrazia comunale.

 

Vediamo nel dettaglio i contenuti delle tre delibere grilline approvate solo in prima lettura. Il primo provvedimento riguarda la possibilità di frazionare i grandi edifici. Ho un appartamento di 300 metri quadri? Posso ricavarne 3 appartamenti. Non c’è consumo di territorio ma ci sono piccole e medie imprese che si possono mettere al lavoro.

Il secondo provvedimento riguarda i terrazzi di grandi dimensioni, di almeno 30 metri quadrati. Ai proprietari è consentito di andare a ricavare una stanza andando a ricoprire il 20 per cento della superficie del terrazzo.   La nuova stanza deve essere insomma di almeno sei metri quadri. La delibera prevedeva inoltre che fosse predisposto un libro di modelli, di tipologie di questi interventi, in modo che fossero fra loro omogenei e non ci fosse troppo spazio per le soluzioni fantasiose di questo o quel professionista.

La terza delibera grillina prevede alcune facilitazioni per la ricucitura del tessuto urbano fuori dal centro storico. Detto in maniera semplice: se c’è un buco fra due edifici, possiamo eliminarlo con un piccolo edificio di congiunzione. Come nel centro storico: edifici legati uno all’altro che hanno cortili sull’altro versante.

 

Tutti gli interventi sono resi possibili a patto che contemporaneamente venga presentato anche un piano di risanamento sismico ed energetico degli edifici.

 

C’erano altre due delibere, che però non sono state approvate: una prevedeva il recepimento della legge regionale 11/98 sul recupero dei sottotetti, anche in questo caso accompagnata da un libro di modelli; l’altra la chiusura dei tetti piani nel centro storico.

 

A suo tempo, quando Gnassi aveva proposto il blocco di alcuni varianti che comportavano nuove colate di cemento, i grillini si erano chiamati fuori, uscendo dall’aula al momento della votazione. “Era un’operazione ad alto rischio, staremo a vedere come va a finire. – afferma il consigliere Franchini – D’altra parte Gnassi era segretario del Pd quando quelle varianti erano state approvate. Non mi si dica che non ne sapeva niente! Comunque a noi interessa che la città si possa rimettere in moto. Il sindaco si compiace di far vedere tanti rendering poi uno gira per la città e rivede la Murri, rivede la Novarese, rivede insomma tutti i simboli della paralisi. La città che racconta il sindaco è una città virtuale, crediamo invece ci voglia una buona dose di realismo. Presto arriverà il momento del bilancio consolidato e penso se ne vedranno delle belle. Comunque con tutte le opposizioni abbiamo deciso un calendario di commissioni in cui affrontare i temi reali della città che vengono tenuti in secondo piano dalla giunta e dalla maggioranza”.


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