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25.07.2014 | Rimini | Privatizzazione fiera e palas, l'emendamento bocciato

Venerdì, 25 Luglio 2014

2Rimini | Privatizzazione fiera e palas, l'emendamento bocciato 

 

Bocciato ieri sera in consiglio comunale l'emendamento a firma Eraldo Giudici, gruppo misto, "che indica - spiega il consigliere di Ncd - le linee essenziali del bando per la scelta dell’advisor incaricato di procedere, in collaborazione con gli uffici, alla predisposizione del bando di gara con tutti i documenti allegati, alla lettera di invito, all’assistenza al data room per consentire ai potenziali concorrenti l’esame dettagliato della situazione societaria delle controllanti e delle controllate".


La bocciatura da parte della maggioranza di un emendamento che non sarebbe affatto dispiaciuto all'assessore comunale alle partecipate, Gian Luca Brasini, (così riferisce Giudici) ha un significato preciso: il Comune non vuole davvero privatizzare.
"L'emendamento intendeva fissare criteri più precisi e contenuti", spiega Giudici. "Riteniamo infatti che dall’incarico all’advisor, che l'ente pubblico dovrebbe effettuare con un bando, possa discendere da subito un vero percorso di privatizzazione".


Secondo il consigliere di Ncd "la delibera inizia con una errata impostazione, che non corrisponde alla realtà dei fatti, in quanto l’oggetto dichiarato sarebbe perseguito “subordinando l’effettiva futura decisione e l’effettivo tentativo di privatizzazione all’esito del lavoro dell’advisor …”". Si tratterebbe di "una posizione singolare in quanto la proprietà, oltre ad essere soggetta (come pare risulti da recenti articoli di stampa) alla volontà del management (il che è tutto dire) si dovrebbe rimettere alla decisione di un soggetto terzo, quale è l’advisor".
Poco rassicurante, fa notare Giudici, anche il fatto che "la stessa relazione dirigenziale che accompagna la delibera indica tra le “Considerazioni ed elementi utili per la discussione”, che “Con questo atto non si decide ancora di privatizzare……”". Insomma, "la decisione del Consiglio Comunale sarebbe rinviata all’esito del percorso dell’advisor, che dovrà procedere “alla verifica della concreta praticabilità della suddetta privatizzazione e dell’individuazione delle relative modalità e tempistiche”".


Considerando che "l’advisor non può essere un studio professionale operante sul territorio locale, ma una struttura di tipo aziendale, che operi anche a livello internazionale, con dimostrate pregresse esperienze", fa notare Giudici come "avremo pertanto un advisor esploratore e/o promotore che dovrà verificare la disponibilità di eventuali concorrenti. Un procedura che lede il principio fondamentale della parità di trattamento fra i potenziali concorrenti, e che potrebbe dar luogo a segnalazioni alla Corte dei Conti ed all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato".


Della poca decisione in giunta in merito alla privatizzazione non fa mistero lo stesso Brasini. "L’avvio del percorso di privatizzazione non è la soluzione a tutte le difficoltà - dichiara l'assessore - che il mercato ci sta restituendo e non è l’unica soluzione possibile. Non a caso abbiamo sotto gli occhi esperienze di fiere a maggioranza privata, come quelle di Padova e Torino, che sono in evidente crisi e che sono agli ultimi posti in Italia. Rimini, al contrario, in un contesto nazionale che presenta molte criticità e su un mercato molto concorrenziale, resiste ed è al quarto posto in Italia per numero di presenze, oltre ad aver avuto negli anni una redditività che ha consentito un autosostentamento del debito, senza ricapitalizzazioni pubbliche. Ma certo non va sminuita la novità dello sblocco formale del cammino della privatizzazione".
Brasini parla di "cambio culturale" e rispetto all'advisor precisa che "si darà mandato a Rimini Congressi di pubblicare un bando ad evidenza pubblica per la ricerca di un advisor che faccia un’attività di verifica sul mercato nazionale ed internazionale. L’advisor sarà libero di sondare il mercato, ma il bando ovviamente prevederà prescrizioni fondamentali, due su tutte: la massima trasparenza e la precisazione del ruolo dell’advisor, che non avrà il compito di servirci su un vassoio un acquirente, ma capire il valore sul mercato del nostro sistema fieristico congressuale e le possibilità che questo ci offre".


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