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Zattini: "Gnassi è il nemico". Sull'università botte da orbi fra i sindaci di Rimini e Forlì

Martedì, 17 Settembre 2019

(Rimini) La battaglia si sta facendo dura e come in ogni guerra si divide il mondo in amici e nemici. Per il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini (centrodestra) il nemico ha il volto e il nome del sindaco di Rimini Andrea Gnassi. Rispondendo aduna interrogazione in consiglio comunale Zattini ha fatto il punto sul progetto dei corsi di laurea in medicina a Forlì e a Ravenna. "Abbiamo avuto più incontri col rettore Francesco Ubertini dell'Università di Bologna e stiamo definendo alcuni aspetti relativi alle tempestive per arrivare ad un risultato positivo, che è nell'interesse della comunità. E' un percorso che ha un costo nei primi 15 anni di 30 milioni di euro. Con Ravenna è stato raggiunto un accordo per creare due corsi di laurea indipendenti. Il rettore sta portando avanti gli adempimenti accademici". Anche la Regione, annuncia il sindaco, sta dando il via libera.

Ma, ecco il passaggio fondamentale, "il nemico rimasto è il sindaco Pd di Rimini, che non manca giorno per manifestare tutta la sua contrarietà al fatto che Forlì e Ravenna possono raggiungere questo risultato. Ma all'interno della Conferenza Sanitaria non è determinante nel raggiungimento del nostro obiettivo".

A stretto giro la risposta di Gnassi, affidata al proprio profilo Facebook. Il sindaco di Rimini pone una serie di frasi che cominciano con il “Se”. Fra cui: “Se non si riconosce che i passi in avanti sulla sanità, sul servizio idrico, sulla fiere, sul turismo sono frutto del lavoro sinergico nel nome e per conto della Romagna Unita…

Se si definisce ‘nemico’ chi solleva dubbi legittimi sul fare da soli e comunque senza gli altri, se vedendo negli sviluppi recenti una evidente involuzione del processo unitario e partecipato dalla metà dello scorso decennio, che ha consentito di superare antiche ruggini e errori (uno su tutti, il sistema degli aeroporti)”.

Posti tutti questi “se” la conclusione è “Non rivolgetevi al nemico del fai da te, al nemico di una Romagna più forte e più unita, anziché fatta di soli campanili del proprio orto”.

Conclusione: “I sindaci, ancor più della Romagna, non sono nemici, mai. Non so se il contenuto e il significato di quella parola sia così chiaro per chi l'ha usata. Lo stile invece è evidente e in sintonia con gli insulti di chi in questo paese aizza e fomenta divisioni rancori e individua nemici da abbattere. Una Romagna unita e con visione strategica sarà molto più forte”.