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Arriva il Meeting: il direttore Forlani aiuta a entrare nel programma

Venerdì, 16 Agosto 2019

Districarsi nel programma del Meeting (apre domenica in Fiera sul tema “Nacque il tuo none da ciò che fissavi”) è diventato sempre di più un'impresa. Basta un dato per capirlo: 180 incontri in sette giorni. Ed anche con le mostre non si scherza: una ventina. Come orientarsi in questa vastità? Giriamo la domanda ad Emanuele Forlani, 45 anni, dal dicembre scorso direttore del Meeting.

“Il criterio per orientarsi è semplice. Seguendo i propri interessi e i propri gusti. D'altra parte il programma del Meeting nasce proprio così: alcune persone che propongono incontri e temi partendo dai loro interessi e dal loro rapporto con la realtà. Ci sono comunque alcune parole chiave attorno cui è costruito il programma: intelligenza artificiale e cervello umano, lavoro e sussidiarietà. vita nelle città, cooperazione internazionale, salute, dialogo con l'Islam, sport, arte. Ci sono poi tre grandi temi attorno a cui sono costruiti molti incontri: libertà, diritti, democrazia”.

Le parole chiave citate corrispondono in larga parte con le aree Meeting allestite nei padiglioni della Fiera. Cosa succede in queste aree?

“A molte delle parole chiave prima citate abbiamo dedicato un intero padiglione. All'interno si possono trovare mostre che documentano il tema, si svolgono incontri, si allestiscono spettacoli. Per esempio nell'area salute, oltre a convegni di approfondimento, ci saranno alcune mostre: su un medico giapponese a Nagasaki prima e dopo la bomba atomica, Takashi Paolo Nagai, sull'Istituto degli Innocenti di Firenze nei 600 anni dalla fondazione, sullo Ior, l'Istituto oncologico romagnolo che celebra i propri 40 anni, ed anche la mostra fotografica di su Tony Vaccaro. Nell'area Internazionale, come vuole il nome, lo sguardo è rivolto al mondo. Qui trova posto la mostra Francesco e il Sultano che ricorda lo straordinario incontro di 800 anni fa fra il santo e Malek el-Kamel, la mostra su Vaclav Havel, leader del dissenso e poi presidente della Repubblica Ceca, la mostra dello IORWD, una sorta di Ong musulmana che si occupa di aiuti umanitari e che illustra i progetti su cui sta lavorando. Il dialogo con il mondo musulmano continua in questo Meeting con la presenza di Muhammad Bin Abdul Karim Al-Issa, Segretario Generale della Lega Musulmana Mondiale, che ritorna per la seconda volta. Il Meeting si inserisce nella scia di dialogo avviata dal cardinal Tauran, recentemente scomparso, e dallo stesso papa Francesco, che pure hanno incontrato Al-Issa”.

I grandi temi della libertà, dei diritti e della democrazia come saranno trattati?

“Ci sarà almeno un incontro al giorno con personaggi sia delle istituzioni che studiosi come Luciano Violante, Marta Cartabia, Joseph Weiler. Mi piace ricordare l'incontro con Pavel Fischer, Presidente della Commissione Esteri del Senato della Repubblica Ceca, che è stato uno stretto collaboratore di Havel, che interverrà insieme allo scrittore di Civiltà Cattolica, Francesco Occhetta. In questo ciclo saranno affrontati tutti i temi di estrema attualità, compreso quello delle autonomia regionali, con la partecipazione di numerosi presidenti di regione”.

Se dovessimo invece fare un percorso per nomi, quai sono le persone che vale la pena venire ad ascoltare al Meeting?

“Innanzitutto una figura straordinaria, poco conosciuta in Italia, ovvero il critico letterario spagnolo Guadalupe Arbona Abascal, che il 19 agosto alle 15 proporrà un importante approfondimento sul tema del Meeting. Ci sono inoltre importanti personalità della Chiesa: dal cardinale Bassetti, presidente della Cei, a monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, dal nunzio apostolico in Giordania e Iraq al vicario apostolico di Aleppo. Sono persone che porteranno al Meeting il loro sguardo sulle situazioni in cui sono immersi e nello stesso tempo daranno un contributo al tema, cioè come si costruisce l'identità. In generale possono suggerire di tenere d'occhio gli incontri delle ore 15 che sono quelli che più direttamente svolgono il tema del Meeting. Il 20 agosto insieme ad Al.Issa, ci sarà un importante studioso come Olivier Roy. Mercoledì 21 agosto ci sarà il già citato monsignor Gallagher a parlare di Europa insieme all'ex presidente del Consiglio Enrico Letta. Venerdì è previsto l'incontro con George Abou Khazen, Vicario Apostolico di Aleppo. Venerdì l'incontro su “liberi di credere” con Thomas Georgeon, Postulatore dei martiri d’Algeria, e Javier Prades Lopez, Rettore Università San Damaso di Madrid. Ed infine sabato l'incontro con il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Chi è appassionato di sport potrà incontrare molti volti dello sport, fra cui Zanetti e Sacchi, ed anche personaggi come l'astronauta italiano Paolo Nespoli, nell'incontro che ricorda i 50 anni dallo sbarco sulla Luna.”

E fra le mostre cosa scegliere?

“Qui esprimo le mie personali preferenze. Certamente quella su Francesco e il Sultano. Non perderei quella su Etty Hillesum, la giovane ebrea olandese morta ad Auschwitz, dove si documenta il suo straordinario itinerario alla scoperta di Dio. Ed infine la mostra “Bolle, pionieri e la ragazza di Hong Kong”, proposta da alcuni americani che racconta il rischio di fuggire dalla realtà rifugiandosi in una bolla sicura”.

Anche quest'anno al Meeting non manca la politica, ma forse è la prima volta che la manifestazione si svolge jn presenza di crisi di governo, anche se ancora non ufficializzata.

“In Italia si è votato in autunno solo nel 1919, quindi è escluso che ci sia stata un'edizione del Meeting in presenza di una crisi di governo. Come tutti, aspettiamo di capire, anche perché la situazione evolve di ora in ora. Noi non abbiamo mai avuto problemi di schieramenti, abbiamo invitato i rappresentati istituzionali in carica nel momento in cui si fa il Meeting. Poiché giudizio e schieramento non sono la stessa cosa, ciò non ci ha mai impedito di esprimere un giudizio sulle cose che accadono. Credo comunque che le persone invitate possano dare il loro valido contributo, a prescindere se in quel momento siano esponenti di un governo in carica o di un governo dimissionario. Abbiamo invitato Moavero e Tria, che sono persone esperte e competenti a prescindere dal fatto che facciano o meno parte del governo pro-tempore”.