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Migranti e accoglienza, una storia riminese

Giovedì, 10 Gennaio 2019

(Rimini) Era il 27 dicembre del 2016 quando L., ragazzino proveniente dal Guinea, viene accolto insieme al fratello maggiore nel progetto Sprar rivolto ai minori non accompagnati. Due anni dopo L., da poco maggiorenne, grazie anche al progetto di inserimento coordinato dal Comune di Rimini prosegue il suo percorso di integrazione vivendo e condividendo tempo e quotidianità in una famiglia riminese. Con una recente determina l’Amministrazione ha stanziato un contributo, sempre nell’ambito del progetto Sprar, per consentire alla famiglia affidataria di proseguire in questa esemplare esperienza di accoglienza.
L., insieme al fratello più grande, come detto è arrivato in Italia poco più di due anni fa e gli è stato riconosciuta la protezione umanitaria. Il ragazzo e il fratello sono stati inseriti in un centro di accoglienza straordinario gestito dalla Onlus “Casa Karibù”, dove sin da subito ha dimostrato una spiccata capacità di intessere relazioni con i coetanei e con gli adulti di riferimento, con grande. Durante l’esperienza scolastica ha stretto amicizia con un giovane di origine rumena, affidato ad una famiglia riminese. Inizia così a vedere spesso il suo coetaneo anche fuori da scuola e spesso lo va a trovare a casa.

Una intensa e positiva frequentazione che ha spinto la famiglia a proporsi per l’affido. L’equipe di progetto, di concerto con il tutore e il servizio delegato di Tutela minori preposto, dopo aver anche sentito il fratello maggiore di L., (oggi inserito nel progetto Sprar adulti) ha valutato positivamente la possibilità di sperimentare un percorso di affido per L. L’affido è iniziato 1° giugno 2018 e si è concluso con il raggiungimento della maggiore età, ‘festeggiata’ lo scorso 12 agosto.
Durante questi due mesi e mezzo il ragazzo è stato attentamente seguito dai responsabili del progetto Sprar del Comune che hanno rilevato l’instaurarsi di relazioni e legami “familiari” sereni e improntati al sostegno nel raggiungimento dell’autonomia. “Inoltre la famiglia affidataria ha supportato e aiutato L. in questo percorso, agevolando gli incontri con il fratello maggiore, una figura importante per il ragazzo – è il commento del vicesindaco con delega protezione sociale Gloria Lisi – che rappresenta un punto di riferimento e un legame con la sua storia e le sue origini. A dimostrazione quindi di quanto stia diventando sempre più fondamentale il contributo e la sensibilità del tessuto civile. Questa esperienza di ‘affido’, seppur breve, si è infatti rivelata fruttuosa per i legami e le relazioni che non solo il giovane L. ma anche il fratello hanno potuto costruire e consolidare con le persone e con il territorio”. Da qui quindi la decisione di proseguire nel percorso, avviando un progetto individualizzato di “accoglienza in famiglia” attraverso i fondi del progetto Sprar almeno fino al 12 febbraio 2019. “Un’esperienza che può servire al giovane per raggiungere un effettivo inserimento nel contesto socio-lavorativo e abitativo – conclude il vicesindaco – e che dimostra ancora una volta quali opportunità si rischiano di perdere compromettendo il progetto Sprar”.



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