Turismo, si punta sul nome Romagna. Ma all'estero non sanno cosa sia e dove sia

Lunedì, 26 Novembre 2018

Nessuna sorpresa, tutte conferme. Qualcuno potrebbe obiettare che allora non c’era bisogna di spendere qualche decina di migliaia di euro per conoscere ciò che già si sapeva. Diciamo allora che adesso è certificato. E che si comprende perché il sindaco di Rimini Andrea Gnassi abbia annunciato l’intenzione di costituire nel 2019 una Dmc (Destination Management Company) per promuovere la città e i suoi nuovi prodotti turistici. Romagna è una bella parola, evoca generalmente esperienze positive ma non ci si può affidare solo ad essa per imporre l’eccellenza Rimini sul mercato turistico.

Perchè? Sabato a Cervia è stato presentato il marchio che userà Destinazione Romagna, il nuovo organismo di promozione turistica presieduto da Gnassi, creato per promuovere in Italia e all’estero il territorio delle province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Il marchio è costituito dal nome Romagna scritto in corsivo, con ogni lettera di colore diverso e con una grande R di colore blu che con il suo “baffo” contiene in un abbraccio tutte le altre. “Le forme dolci delle onde del mare e delle colline dell'entroterra insieme alla linea continua di un territorio accogliente e inclusivo e ai colori solari di una terra dove chiunque riconosce che si vive bene”, ha chiosato l’assessore regionale Andrea Corsini. Il marchio contiene anche un lettering che recita Lo dici e sorridi. Questa non è una novità, perché lo slogan era stato lanciato già nella primavera scorsa. La novità è invece il nome che l’ente giuridico Destinazione Turistica Romagna si è voluto dare, Visit Romagna, secondo uno schema ormai consolidato in tutto il mondo, il verbo Visit unito alla parola della città o della regione.

Prima di arrivare a definire logo e marchio la Destinazione aveva affidato l’incarico sulla percezione del brand Romagna a Trademark Italia che ha lavorato di concerto con Sociometrica.

Non è stato molto confortante l’esito, specialmente per ciò che riguarda i mercati esteri, che pure costituiscono il punto debole della Riviera, la frontiera da riconquistare. Nelle slide presentate a Cervia si poteva leggere: “I turisti stranieri non configurano mentalmente la Romagna nella loro geografia: è un nome poco noto, e anche di difficile pronuncia in molte lingue. A influire anche la notorietà superiore di alcune singole destinazioni, come Rimini, Riccione e Ravenna: per avere successo fuori dai confini nazionali, la Romagna dovrà conservare, valorizzare e sviluppare le caratteristiche della singole località che nel corso degli anni si sono affermate”.

Bisogna riconoscere che i report di indagini commissionati da enti pubblici non sempre brillano di cristallina chiarezza; in questo caso, invece, tutto è stato detto senza cercare di edulcorare la pillola. Che in termini brutali la si può descrivere così: per la promozione all’estero, Romagna non serve a niente, meglio puntare sui nomi delle singole località che invece sono conosciuti. Non c’è male per un ente che si chiama Destinazione Romagna e che doveva costituire la riscossa del marketing di destinazione rispetto al marketing di prodotto dominante con la legge 7 di Vasco Errani. Peraltro viene spontaneamente da pensare quale sia stato il successo quando fino a due anni fa ci si presentava con “Riviera adriatica dell’Emilia Romagna”. Quasi uno scioglilingua.

In Italia le cose vanno per fortuna meglio, anche se pure non manca qualche sorpresa. La ricerca per intero al momento non è divulgata, ma nella sintesi per il pubblico si spiega che “a chi la guarda da fuori la Romagna appare come un insieme distinto ma non distante di brand e destinazioni dalla fisionomia riconoscibile, ciascuna con una propria notorietà, ciascuna con una propria personalità e una propria identità, che tutte insieme contribuiscono a creare la Romagna”. Tradotto: chiedi della Romagna e ti rispondono “sì, Rimini”, oppure “sì, Riccione”. “Rimini – si legge nella sintesi - è certamente la destinazione più rinomata, celebrata, frequentata e popolare, citata spontaneamente da tre italiani su quattro. Al secondo posto si colloca Riccione, citata da un italiano su due, e poi seguono Cattolica, Ravenna e Cesenatico.

Secondo l’indagine, la percezione della Romagna cambia se a rispondere sono i figli del baby boom (i nati fra il 1945 e il 1964) o se invece sono i millenials (cioè i nati fra la metà degli anni Ottanta e il 1994). Fra i primi prevale un’immagine pop e folk: dall’Orchestra Casadei a Laura Pasini, da Marco Pantani a Valentino Rossi (teoricamente marchigiano), passando per sangiovese, piada e film come “Rimini Rimini” ma toccando, per fortuna, anche punti più “alti” come Federico Fellini. Sono questi gli intervistati che, parlando della Romagna, usano il mantra ”quando ci venivo da piccolo”. Per i millenials la Romagna è invece “alla moda”: per loro questo è addirittura il quarto tratto identitario, dopo “popolare”, “divertente” e “genuina”.

Secondo la percezione del pubblico i punti di forza della Romagna sono il divertimento, inteso come musica, eventi e locali; il mare e le spiagge, per la storica vocazione balneare; il cibo buono, generoso e semplice, che ha come suo simbolo la piadina; e infine l’ospitalità, la capacità di essere spontaneamente accoglienti.

Analizzando la web reputation, per i turisti digitali i tre elementi emergenti sono il cibo nel senso più ampio del termine, gli hotel, luoghi di esperienze emozionali emozionali, e le attrazioni, sia di divertimento che culturali.

In sintesi, la Romagna è in Italia per eccellenza il posto nel quale ci si diverte, dove il turismo viene identificato con il sorriso: una terra dove si sta bene, dove la gente è simpatica e accogliente.

A partire da queste “scoperte”, l’agenzia Expansion Group ha elaborato il logo prima descritto che fornisce un’immagine certamente allegra e simpatica di Romagna, probabilmente il massimo che si potesse ottenere dopo i risultati della ricerca. Ora il punto è vedere come sarà declinata l’individuata esigenza di combinare insieme l’ombrello Romagna con l’identità e i punti di forza delle singole località. Rimini, lo sappiamo, ha già messo le mani avanti immaginando dopo la chiusura di Rimini Reservation, la creazione di una Dmc sull’esempio della efficiente e produttiva Bologna Welcome.

Ma Destinazione Romagna ha all’orizzonte un altro problema. Nel 2019 sarà finalmente realizzato il portale sull’indirizzo web www.visitromagna.it dove attualmente c’è solo una pagina con un video sulla Romagna ricco di immagini di Rimini. Il punto è che esiste già un visitromagna.net, portale privato di promozione di hotel, al primo posto su Google. La strada della visibilità si presenta dunque in salita e con il rischio per gli utenti di non poter distinguere fra portale ufficiale del territorio e portale privato.

Valerio Lessi