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Ecco come sarà speso il gruzzolo delle azioni Hera

Martedì, 18 Aprile 2017

È un’operazione che complessivamente porterà nelle casse del Comune di Rimini 11 milioni di denaro fresco. Parliamo della vendita parziale delle azioni di Hera detenute da Rimini Holding, la società del Comune che gestisce le partecipazioni societarie. La vendita ha ottenuto questa mattina il via libera dalla V commissione consigliare, con il voto favorevole della maggioranza e con la minoranza in ordine sparso. Forza Italia, Renzi e “sovranisti” si sono astenuti, mentre Camporesi e Zilli, di Obiettivo Civico, e Zoccarato, della Lega, hanno votato contro.

A essere messe sul mercato sono 3 milioni e 700 mila azioni, solo una piccola quota delle oltre 24 milioni di azioni, pari all’1,6% del capitale sociale, detenute dalla Holding. È una partecipazione che frutta poco più di due milioni all’anno di dividendi. Ma la scelta strategica del Comune è questa di rinunciare a parte dei dividendi per poter incassare subito una somma più corposa da destinare agli investimenti.

La vendita è solo parziale perché esiste un patto di sindacato che obbliga i soci a non vendere, entro il 30 giugno 2018, che una piccola parte di azioni, e a chiedere il via libera all’operazione al “comitato di sindacato”. Un limite posto a garanzia del controllo pubblico sulla società, anche se in realtà i comportamenti societari di Hera corrispondono pienamente a criteri privati. Le azioni “libere” in mano di Rimini Holding sono più di 5 milioni e mezzo, quindi entro i primi sei mesi del prossimo anno c’è ancora, volendo, la possibilità di vendere.

Dalle azioni che saranno messe in vendita, Rimini Holding ricaverà, detratte le spese, poco più di 9 milioni di euro. Poiché in cassa ha una liquidità che ammonta a 4 milioni, ne deriva un gruzzolo di 13 milioni. Due milioni saranno utilizzati per pagare parte del muto che la Holding ha con il Monte dei Paschi di Siena, il resto, 11 milioni appunto, saranno girati al Comune di Rimini.

Per farne cosa? In commissione l’assessore al bilancio Gian Luca Brasini non è entrato nei dettagli. Ha solo detto che saranno impiegati per il completamento delle stazioni del Trc, per le scuole, per la manutenzione delle strade, per il Teatro Galli, per il trasporto pubblico. Nessun esplicito accenno all’ipotesi che una quota, circa cinque milioni, sarebbe impiegata per rientrare in possesso dell’ex colonia Novarese. L’assessore Brasini ha, al contrario, elencato una serie di difficoltà amministrative a procedere in tale direzione.

“Era da tempo che noi del centrodestra sollecitavamo l’amministrazione a dismettere le azioni Hera. – spiega Gennaro Mauro, del Movimento per la sovranità nazionale – Quindi la delibera della giunta va in una giusta direzione, anche se quando si tratta di dismettere le azioni Hera, l'atteggiamento dell'amministrazione Gnassi è sempre molto timido. Ci siamo astenuti perché riteniamo che si potesse fare di più. Per esempio, potevano essere messe in vendita tutte le azioni libere detenute dal Comune. Avremmo ricavato altri 4 milioni e mezzo da destinare agli investimenti. Le condizioni per dismettere la nostra quota di azioni in Hera sono in questo moento ottimali, l'attuale quotazione  è pari ad euro 2,70 ad azione. Basta pensare che il valore attuale del flusso dei futuri dividendi per azione attesi eguaglierebbe il valore atteso di vendita di ogni azione solamente in un arco temporale di oltre 25 anni. Ciò significa che pur percependo dividendi costanti per i prossimi 25 anni, questi non raggiungerebbero le risorse economiche che otterremo oggi dalla vendita delle azioni. Oltretutto, questa che avevamo era per quest’anno l’unica finestra aperta per poter vendere le azioni”. Per il futuro, Mauro auspica che il Comune di Rimini esca dal patto di sindacato, in modo da poter dismettere l’intera partecipazione in Hera. “Non è sostenibile questa situazioni in qui rispetto al servizio rifiuti controllati e controllori coincidono”.

Obiettivo Civico, che pure aveva nel suo programma la dismissione totale di Hera e delle altre partecipate, ha votato contro. “Noi proponevamo le dismissioni per poter investire il ricavato nel nuovo lungomare. – spiega il capogruppo Luigi Camporesi – Invece in commissione l’assessore è stato molto vago sulle destinazioni. Sì, qualche opera pubblica, ma il resto? Quindi per prudenza abbiamo votato contro”.


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