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7,5 mln per innovare hotel: chi raccoglie la sfida?

Giovedì, 15 Dicembre 2016

Sarà un bel test per verificare se fra gli operatori della Riviera c’è ancora la voglia di rischiare, di innovare, di dare un volto nuovo alle proprie imprese ricettive. La Regione Emilia Romagna su tavolo ci ha messo 7 milioni e mezzo di euro, che non è una cifra enorme. Se saranno pochi o molti, lo dirà la risposta degli operatori che avranno tempo dal 10 gennaio al 28 febbraio per presentare le loro proposte.

Certo di interventi di riqualificazione a Rimini e nelle altre località della Riviera ce n’è più che bisogno. Per rendere l’idea dello stato di obsolescenza della nostra offerta alberghiera Mauro Santinato, titolare di Teamwork e consulente turistico, mostra il video di un signore un po’ obeso che cerca a fatica di entrare nel box doccia di un hotel. Ilarità generale nella sala. E mostra anche una serie di tristi foto, tratte dai siti internet dei nostri hotel, che mostrano, per usare un eufemismo, la non eccelsa qualità di molte, troppe, strutture ricettive della Riviera.

Le provocazioni di Santinato arrivano nel corso di un seminario della Compagnia delle Opere di Rimini volto a presentare le opportunità offerte dal bando regionale. Ad illustrarne i contenuti c’era Marina Marani, dello Studio Maco di Bologna, specializzato nella consulenza per i finanziamenti alle imprese.

Il bando della Regione premia non un qualsiasi intervento di ristrutturazione e riqualificazione ma solo quelli che presentano marcati aspetti di innovazione, con particolare riferimento alla sostenibilità ambientale, alle tecnologie, alla domotica, all’accessibilità. Dal punto di vista dei contenuti la priorità è al wellness, nei suoi vari aspetti di turismo balneare, sportivo, emozionale, relax, salute e corretti stili di vita. Chiaro l’invito agli albergatori: pensate bene a ciò che proponete.

I progetti presentati dovranno comportare una spesa minima di 250 mila euro, di 400 mila se in forma associata. La Regione interviene con un contributo a fondo perduto che può arrivare fino al 40 per cento della spesa sostenuta, e comunque entro i 200 mila euro. Sulla carta ci sono almeno 375 alberghi, in tutto il territorio regionale, che potranno beneficiare del finanziamento. Le graduatorie saranno pronte non prima di giugno, quindi chi decide di investire, prima di quella data non ha alcuna certezza. Ragione in più per presentare un progetto che abbia tutte le caratteristiche per superare l’esame.

La Regione ha parlato di un pacchetto di 15 milioni, ma in realtà per gli alberghi ce ne sono solo la metà, i restanti sono destinati a progetti nell’ambito del commercio e della promozione delle attività culturali.

Ma torniamo alle provocazioni di Santinato, sempre molto efficaci quando si tratta di stigmatizzare l’immobilismo di taluni albergatori della Riviera che si ostinano a voler vendere un prodotto che ormai è fuori mercato (“come se la Fita avesse insistito nel volere vendere la Duna”). La tesi che ripete in continuazione è che per certe nostre strutture non serve a niente qualche intervento parziale di abbellimento (e magari non coerente con il resto); in molti casi l’albergo va rifatto da cima a fondo. E porta l’esempio di un hotel di Riccione, destinato all’inevitabile scomparsa, che è rinato, ha ritrovato mercato triplicato il fatturato dopo un intervento radicale. Gli hotel di Rimini hanno bisogno di innovazione come il pane, specialmente per la qualità delle camere e dei bagni. Per non vivacchiare, per non inseguire la logica del prezzo sempre più basso per trovare clienti, occorre un cambiamento di mentalità. Per un attimo Santinato ha lasciato le sue provocazioni per dire che c’è bisogno di albergatori che abbiano il desiderio di fare il proprio mestiere, che lo vivano come una vocazione. Se manca questa spinta, non c’è bando regionale che tenga.


Le vostre foto

Rimini by @lisaram, foto vincitrice del 15 febbraio

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