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La mafia è qui, presentato rapporto Osservatorio provinciale

Venerdì, 11 Novembre 2016

(Rimini) La mafia esiste anche nella provincia di Rimini e ne sono consapevoli i giovani studenti delle scuole superiori e i loro genitori. Questo è il dato principale che emerge dal rapporto ‘La percezione delle mafie. Studenti e genitori a confronto’, presentato questa mattina all'Istituto tecnico commerciale Valturio di Rimini da Stefania Crocitti, che ne ha curato la stesura, durante Anticorpi l'evento per promuovere la cultura della legalità e la cittadinanza responsabile dell'Osservatorio sulla criminalità della Provincia di Rimini.
Nei mesi scorsi l'Osservatorio, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e l'Università di Bologna, ha somministrato a studenti frequentanti le scuole secondarie superiori della provincia riminese e ai loro genitori un questionario per testare conoscenze e percezioni della presenza mafiosa nelle nostre città. Il questionario è stato distribuito negli istituti tecnici commerciali Valturio, Gobetti e Molari e nei licei Serpieri, Eistein, Valgimigli e Volta. Il campione di ricerca è composto da 388 studenti che nell'anno scolastico 2015-2016 frequentavano le scuole secondarie di secondo grado del territorio della provincia di Rimini e da 339 genitori (padre o madre) per un totale di 727 persone.
“Dall’indagine - spiega Stefania Crocitti - è emerso un quadro complessivo di presa d'atto della presenza delle mafie nella provincia di Rimini. Questa presenza, peraltro, non è "sporadica" ma è ormai una presenza "stabile". Gli ambiti all'interno dei quali l'infiltrazione mafiosa è maggiore sono, in primo luogo, quelli economici (commercio, edilizia e turismo) e, secondariamente, quelli della politica e della pubblica amministrazione. Gli studenti e i genitori intervistati ritengono, inoltre, che il traffico di droga, il riciclaggio del denaro sporco e lo sfruttamento della prostituzione rappresentino le principali attività criminali a Rimini, mentre altre attività illegali - quali l'usura, le frodi fiscali, lo smaltimento illecito di rifiuti, la corruzione - non vengono percepite come attività delle mafie presenti sul territorio riminese. Così in realtà non è (come dimostrano anche le operazioni di polizia e della magistratura); tuttavia, tali attività sono meno visibili - fanno meno "notizia" - e, pertanto, non sono conosciute come attività mafiose”.
Cosa fare per contrastare la criminalità organizzata? “Dalla ricerca è emerso che mentre gli studenti ripongono molta fiducia nelle Forze dell'ordine e in un "maggior controllo del territorio", i genitori, invece, ritengono che "colpire la mafia negli interessi economici" rappresenti uno strumento più efficace nella lotta alle mafie. E' interessante sottolineare che in entrambi i gruppi - con una percentuale di poco più elevata nel campione dei genitori - si manifesta l'opinione che "educare i giovani alla legalità" sia un'efficace misura per evitare il radicarsi, a livello locale, di un metodo mafioso, così riconoscendo importanza a quell'impegno civico e alla cultura della legalità che, fino ad oggi, hanno rappresentato uno dei principali "anticorpi" per resistere all'infiltrazione delle mafie al Nord”.


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