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Minori non accompagnati, vertice in prefettura

Venerdì, 14 Ottobre 2016

(Rimini) “Spesso sono proprio i genitori ad accompagnare i figli minori in Italia, salvo poi abbandonarli nei pressi degli uffici di polizia o delle strutture sanitarie ovvero del Comune, nella consapevolezza che le istituzioni si prenderanno cura dei minori, garantendo loro un percorso formativo e d’istruzione, cui non avrebbero accesso in Albania”. E’ la prefettura di Rimini a farlo notare e ad avere incontrato per ciò ieri i rapresentanti delle istituzioni e delle ofrze dell’ordine locali.
“Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, diffuso soprattutto nella città di Rimini, ma talvolta manifestatosi anche in altri centri della provincia, ha riguardato finora soprattutto ragazzi provenienti dall’Albania, anche se con l’intensificarsi degli sbarchi sulle coste siciliane non si esclude che a breve possa riguardare anche minori provenienti dall’Africa e dalle altre aree di origine dei migranti”, spiegano dalla prefettura.
“Questo, ovviamente comporta un consistente impegno finanziario per gli Enti locali, che così sono costretti a sottrarre risorse destinate ai minori che si trovano in stato di reale abbandono e si risolve in un espediente per conseguire aiuti non dovuti”.
Ragion per cui ieri si è deciso di affrontare la questione, anche “considerato che tali comportamenti spesso configurano veri e propri reati, quali la truffa ai danni dello Stato”. E infatti “sono state iniziate accurate indagini da parte delle Forze dell’Ordine per il perseguimento degli stessi, per cui si auspica che al più presto possano essere adottate le opportune misure di rigore”.
La la gestione dei minori stranieri non accompagnati sottolineano dalla prefettura, è “particolarmente delicata e complessa. A volte si tratta di dover attribuire un’età anagrafica a ragazzi che pur avendo dichiarato di essere minorenni, danno adito a dubbi, in quanto la maturità si raggiunge in maniera diversa secondo le etnie”.
La problematica “è poi aggravata dal fatto che alcuni esami, che vengono ritenuti “invasivi”, per la nostra legislazione non possono essere effettuati su presunti minori senza l’intervento del Tutore, che dev’essere nominato dal Giudice Tutelare”.


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