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Ponte di Tiberio, dalla Regione 1,8 milioni per la riqualificazione

Giovedì, 21 Luglio 2016

(Rimini) Laboratori urbani al lavoro su progetti per rendere i centri storici più attrattivi, attraverso il recupero di ex chiese, chiostri, immobili dismessi o spazi entrati ormai nell’archeologia industriale. Nasceranno in dieci città dell’Emilia-Romagna grazie a interventi finanziati dalla Regione con 16,6 milioni di euro frutto della programmazione relativa all’utilizzo dei fondi europei. A Rimini in particolare sonodestinati 1,8 milioni per la riqualificazione dell’ambito del Ponte di Tiberio che ospiterà contemporaneamente l’ala moderna del Museo della città di Rimini e il “Laboratorio aperto” sui temi del turismo e del wellness attivo e qualità della vita.
Il via libera agli interventi – destinati ai capoluoghi di provincia emiliano-romagnoli e a Cesena, complessivamente movimenteranno una spesa di 22,1 milioni di euro - è arrivato dalla Giunta regionale che ha così attuato quanto previsto dall’Asse 6 del Por Fesr 2014- 2020 ‘Città attrattive e partecipate’.
Già in questa prima fase si avvia il recupero degli spazi destinati a ospitare i “laboratori aperti”, cantieri di idee, contenitori culturali, luoghi attrezzati con soluzioni tecnologiche ICT che rappresentano in modo significativo l’identità urbana del capoluogo, favorendo così la partecipazione dei cittadini per far nascere processi di qualificazione e di rivitalizzazione dei centri storici. I 10 “laboratori” puntano a favorire lo sviluppo digitale delle città e dei servizi offerti, con la partecipazione attiva di cittadini, imprese, pubblica amministrazione, mondo della ricerca e terzo settore sui temi dell’accesso ai servizi, della mobilità e della formazione. In una seconda fase saranno assegnate le risorse per realizzare i progetti messi a punto dai laboratori aperti, altri 14 milioni coi quali si raggiungerà un investimento totale di circa 30 milioni di euro.
“I centri storici, cuore delle nostre comunità, la bellezza degli ambienti urbani e la cultura dell’innovazione rappresentano assi su cui investiamo per avere città sempre più accoglienti e promuovere crescita e sviluppo di qualità- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- puntando al recupero degli spazi attraverso una progettazione partecipata e basata su servizi ad alto tasso di innovazione tecnologica. Luoghi che una volta recuperati potranno creare nuove opportunità di occupazione e inclusione. E’ questo un altro tassello della politica industriale fatta di investimenti pubblici che abbiamo attuato da un anno a questa parte con il Patto per il lavoro- chiude Bonaccini- e che in dodici mesi ci ha visto attivare 1,1 miliardi di fondi europei, programmare l’utilizzo di 13,5 miliardi di fondi comunitari, statali e regionali sui 15 previsti al 2020 e di destinare un miliardo solo a opere pubbliche, rilanciando l’economia regionale e facendo crescere il numero degli occupati”.
“In linea con gli obiettivi dei fondi europei, prende corpo l’idea dei laboratori aperti- aggiunge l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi– spazi attrezzati con soluzioni Ict avanzate in grado di creare una cultura digitale dei cittadini e delle imprese per innescare processi di partecipazione sulle scelte strategiche della città. Con queste risorse si dà concretezza alla realizzazione di uno strumento fondamentale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva dell’Emilia-Romagna e delle sue città”.


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