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Processo Carim, Pecci: ‘Sistema’ fa quadrato attorno a banca

Martedì, 12 Luglio 2016

(Rimini) “Il ‘Sistema Rimini’ fa quadrato attorno alla Cassa di risparmio mentre i vertici vengono rinviati a giudizio per falso in bilancio ed alcuni anche per associazione per delinquere. Prima è stata Unindustria, per voce del presidente, ad esprimere un ‘sentimento ottimista. Pensando che saranno confermati tutti i segnali positivi registrati negli ultimi mesi’, poi il sindaco di Rimini per ‘ribadire il positivo auspicio affinché l‘aggiornamento ispettivo’ confermi nei tempi più adeguati la solidità del percorso di rafforzamento patrimoniale, varato nei mesi scorsi dall’istituto’”, commenta il consigliere comunale della Lega nord Marzio Pecci.
“Certo si fa fatica a comprendere l’ottimismo di queste personaggi quando i vertici dell’istituto bancario vengono imputati e rinviati a giudizio ed i numeri di bilancio esprimono ‘la crisi’ che ha individuato Banca d’Italia. La vicenda della Cassa di risparmio appare non diversa da quella tristemente nota di Aeradria. I riminesi hanno pagato e pagano per queste due istituzioni un prezzo troppo alto e guarda caso i ‘protagonisti’ e difensori sono sempre gli stessi”.


Per Pecci, “la triste realtà è che la Cassa di risparmio di Rimini, nel cui capitale sociale vi è anche la Nuova banca Etruria con il 2,64%, non gode ottima salute ed è ‘sorvegliato speciale’ da parte di Visco di Banca d’Italia. La Cassa di risparmio di Rimini ha un grossissimo problema che sembra irrisolto: quello dei 30 milioni di costi ed i 73 milioni di rettifiche su crediti che hanno portato a chiudere il 2015 con 38 milioni di perdite”.
Infine, “gli altri numeri dicono che le sofferenze nel 2012, dopo il commissariamento erano 250 milioni coperte dal fondo rischi per il 45,6%. Quelle sofferenze oggi sono diventate 590 milioni coperti per il 57,7%. Mentre i crediti deteriorati che erano 640 milioni coperti dal 28,2% oggi sono diventati 920 milioni coperti per il 44,6%. Con questi numeri per risanare la Cassa, forse, e dico forse, potrebbero bastare 100 milioni. Adesso le chiacchiere contano poco: il ‘Sistema’ Rimini che ha rinunciato a cambiare la città, e la Cassa di risparmio appare evidente non è estranea a questo ‘sistema’, ora deve avere il coraggio di mettere mano al proprio portafoglio, non a quello delle associazioni e stacchi l’assegno per metterlo sul tavolo del risanamento”.
La città “ha bisogno di comportamenti trasparenti e corretti, non di chiacchiere: i cittadini ed i risparmiatori hanno già dato ora tocca ai beneficiari del ‘Sistema Rimini’ intervenire. Da ciò capiremo fino a che punto sono disponibili a sacrificarsi per la città di Rimini”.


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Rimini by @lisaram, foto vincitrice del 15 febbraio

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