giornalaio, 13 febbraio 2015

Venerdì, 13 Febbraio 2015

giornalaioCrac Aeradria: 5 anni di bilanci manipolati, e i politici sapevano | Airiminum: basso, ma si vola

 

Cinque anni di bilanci manipolati. Secondo i pm, tra il 2008 e il 2013, grazie a società colllegate e create con l'unico scopo di poter avere l'autorizzazione Enac per il volo, la pratica più in voga tra gli indagati, perlomeno quelli eccellenti, era quella di alterare i bilanci. In quello del 2008 il patrimonio netto prospettato da Aeradria sfiorava i 7,9 milioni, mentre gli inquirenti hanno riscontrato un ammontare effettivo di poco più di 4,4 milioni. Andò così avanti fino al 2013, quando per la prima volta si parlò di un passivo di oltre 17milioni mentre era di 23 milioni e 321mila euro (Nuovo Quotidiano, ilCarlino).

 

Associazione a delinquere. Il procuratore Giovagnoli: Sono state aggirate delle regole, commettendo dei reati pur di tenere in vita l'aeroporto e facendo accumulare sempre più debiti ad Aeradria. Associazione a delinquere significa che più persone attraverso un accordo hanno commesso una serie di reati protratti nel tempo e non è necessariamente sempre di stampo mafioso, non bisogna confondere, aggiunge Giovagnoli in merito alle perplessità di alcuni indagati sull’accusa (ilCarlino). E ancora: Gli indagati avrebbero potuto inviarci una memoria difensiva. Le regole dei processi sono chiare: fino a quando non vengono formalmente contestati i reati, chi indaga non può interrogare, spiega anche Giovagnoli (Corriere, LaVoce, NQ).

 

Il ‘regista’ e il ‘complice’. Secondo i magistrati a guidare il meccanismo era l’ex presidente Nando Fabbri, ma lui rigetta le accuse: Hanno preso una cantonata, dice.
L’ex sindaco Ravaioli: Accusa non aderente alla realtà dei fatti. L’Europa ha riconosciuto in passato e recentemente che le società aereoportuali, con meno di un milione di passeggeri, non possono sostenersi con introiti autonomi e possono necessitare di aiuti di Stato per il loro esercizio, ricorda (ilCarlino, Corriere, LaVoce, NQ).

 

Gli eredi. Secondo gli investigatori, il sindaco di Rimini Gnassi e l’ex presidente della Provincia Vitali sapevano che certi contributi pubblici messi periodicamente a bilancio di Aeradria erano in realtà inesistenti, ma al momento dell’approvazione in assemblea dei soci non sollevavano obiezioni. Cioè: la colpa di Gnssi e Vitali è quella di non aver interrotto il ‘meccanismo criminale’ (Corriere). Anzi: “si procedeva nelle identiche scelte, confermando contributi pubblici che ben si sapeva non erano stati autorizzati, usando delle cariche istituzionali non solo al di fuori dei poteri e delle funzioni correlate, ma con la convinzione di una intangibilità derivante dalla posizione di potere”.

 

Il ruolo di RdR. La Società Riviera di Rimini promotion è stata creata per gestire le operazioni di ‘co-marketing’, cioè l’acquisto di biglietti dalle compagnie low-cost per poi rivenderli a prezzi decisamente scontati ai passeggeri. Una società creata a tavolino per ‘schermare’ i finanziamenti pubblici (Corriere). Una ‘scatola vuota, secondo gli inquirenti, che serviva a tenere in piedi Aeradria attraverso “pratiche illecite”. Secondo l’ex amministratore di Aeradria, Vannucci, RdR era stata voluta dall’ex presidente del cda Masini e dal presidente di Federalberghi Giorgetti. Alle riunioni per la costituzione della società avrebbero partecipato Fabbri in rappresentanza della Provincia e Melucci per il Comune di Rimini. Nel corso dell’interrogatorio, Vannucci dice che Masini avrebbe gestito tutta l’operazione in rapporto diretto con Provincia, Comune e Fiera. Cioè con “con Vitali, Gnassi e Cagnoni. Aggiungo anche Maggioli e Melucci”. Giorgetti invece nel corso del suo interrogatorio si tira fuori: Per le cose finanziarie ho sempre fatto riferimento al ‘piano di sopra’, avrebbe detto il presidente di Federalberghi e di Air, cioè a Masini (Corriere).

 

Il meccanismo non è tipico di Miramare. Rimini non è un’eccezione, né in Italia, né in Europa. Lo dice Lucio Laureti, vicepresidente di Airiminum. Quasi tutti i piccoli aeroporti, quelli sotto un milione per intenderci, e con la maggioranza detenuta dagli enti pubblici, hanno sempre stanziato soldi alle compagnie aeree, sia come contributi che come azioni di promozione e marketing, spiega il nuovo amministratore dell’aeroporto Fellini (ilCarlino). Se una delle principali colpe dei politici riminesi è stata quella di destinare soldi all'aeroporto, credo che sia da difendere la loro posizione, aggiunge Laureti.

 

“Siamo una società privata, non ce lo possiamo permettere di pagare contributi alle compagnie per farle volare a Rimini”, spiega il presidente di Airiminum, Laura Fincato, ai giornalisti in visita guidata a Miramare. Ma una bella mano di vernice, quella sì, la si può dare. In attesa che il 4 marzo atterri il primo volo da Mosca, bisognerà migliorare le aree per i passeggeri, troppo strette, e quelle commerciali, spiega il presidente. Bisognerà lavorare alle luci e alla pista, ma la vera e propria ristrutturazione arriverà alla fine dell’estate. Il 2015, quindi, conferma Airiminum, sarà un anno sottotono, da 300mila passeggeri (ilCarlino, Corriere, LaVoce). Saranno 61 i dipendenti aeroportuali della gestione Airiminum (Corriere).

 

Ottenute le certificazioni dell’Enac, ad Airiminum per poter volare adesso manca qualcos’altro, però. “Serve infatti anche il decreto interministeriale, firmato dai dicasteri dell'Economia e dei Trasporti, per potere concedere il passaggio dei beni demaniali da Enac alla nuova società di gestione” (Nuovo Quotidiano).

 

Danni per 15 milioni. Ha visitato ieri la riviera e fatto il punto in Provincia, il presidente della Regione Stefano Bonaccini. La Provincia annuncia che la stima dei danni pubblici complessivi (strade, frane, fiumi, porti, erosione costiera ecc.) che invierà oggi alla Regione ammonta a 15,2 milioni. Alla cifra bisogna aggiungere i conti del Consorzio di bonifica che ammontano a oltre 5 milioni. Nel dettaglio: Rimini 6-7 milioni di danni, Bellaria 4, Riccione 2,8 (ilCarlino). I danni subiti dai privati potrebbero ammontare a due o tre volte in più rispetto a quelli pubblici, per loro non è semplice prevedere rimborsi dallo Stato, avvisa Bonaccini. E infatti un po’ tutti, a partire dai cittadini di Vergiano, una delle frazioni maggiormente colpite, stanno affilando le armi legali (Nuovo Quotidiano). Qualcuno ha già denunciato il Consorzio di bonifica e la Provincia (ilCarlino).

 

La polizia di frontiera di Rimini ha smantellato un'organizzazione internazionale dedita all'immigrazione clandestina di caucasici da trasferire nel territorio europeo. Ogni emigrante sborsava 1.500 euro, mentre l’intermediario ne incassava 100. Arrestate tre persone, due ceceni e una ucraina, con l'accusa di associazione per delinquere e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (Nuovo Quotidiano).