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Indino (Silb) contro l'ordinanza regionale: siamo un capro espiatorio

Venerdì, 14 Agosto 2020

Dura reazione di Gianni Indino, presidente del SILB dell’Emilia Romagna, all'ordinanza regionale che obbliga le discoteche al 50 per cento della capienza e ad imporre la mascherina anche quando si balla all'aperto.

“Adesso basta, non ci stiamo più! Non possiamo essere sempre noi la vittima sacrificale. Serviva uno scalpo da esporre all’opinione pubblica – tuona Gianni Indino, presidente del SILB dell’Emilia Romagna -, serviva una vittima sacrificale da consegnare ai benpensanti? Ecco, adesso l’avete. Ma non ci stiamo più: ci siamo stancati di essere considerati la causa di tutti i mali.

Non nascondo il profondo dispiacere per l’Ordinanza della Regione Emilia Romagna che da domani 15 agosto imporrà di fare entrare nei locali da ballo del nostro territorio il 50% delle persone rispetto alla capienza, con chiusura immediata del locale in caso di inosservanza e mascherine obbligatorie anche all’aperto. Sono molto dispiaciuto e allo stesso tempo molto preoccupato, per una decisione che arriva a poche ore dalla sua entrata in vigore e che metterà in seria difficoltà non solo i gestori dei locali, ma l’intero territorio.

I ragazzi sulla Riviera ci sono già e sono tanti. I biglietti per i locali da ballo per la serata di Ferragosto sono già stati acquistati in prevendita on-line. Forse la politica pensa che con questa Ordinanza i ragazzi torneranno a casa ordinatamente domani mattina? Invece si presenteranno comunque in discoteca sperando di essere i fortunati ad essere ammessi alle feste. Come faremo a gestire queste situazioni? Come faremo a fare entrare solo la metà delle persone senza creare il caos? E poi, i ragazzi che resteranno fuori, dove andranno a passare la nottata? Nei parchi, in spiaggia, nelle piazze, alle feste abusive? E chi li controllerà? Le forze dell’ordine dovranno anche presidiare il resto territorio per scovare i delinquenti veri. Magari si chiamerà l’esercito, così daremo una bella immagine del territorio.

Sono settimane che l’opinione pubblica cerca un capro espiatorio, il posto dove si annidano tutti i mali. Ed ecco la discoteca, come sempre pronta all’uso: se i ragazzi si drogano è perché sono andati in discoteca, se bevono è perché sono andati in discoteca, se sono maleducati è perché frequentano la discoteca. Ci mancava solo di essere tacciati di essere degli untori, ancora una volta senza motivi reali. A Rimini, per esempio, negli ultimi giorni i nuovi contagi sono sempre stati a una cifra, quasi tutti da screening programmati e nessuno, dati alla mano, è stato contagiato in discoteca. Ma questo a chi importa? Pare non importare a nessuno."