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Pecci allo scoperto sulle "campagne acquisti": la Lega può vincere solo con noi militanti vecchia maniera

Sabato, 11 Luglio 2020

Per la prima volta dopo le elezioni regionali del 2019, che hanno visto la candidatura e l’affermazione di Matteo Montevecchi, giovane estraneo al gruppo storico riminese, il capogruppo della Lega in consiglio comunale Marzio Pecci manifesta pubblicamente il proprio disagio per ciò che sta avvenendo nel proprio partito.

La prende alla larga scrivendo che “sia sinistra che a destra, v'è una spasmodica ricerca di personaggi da muovere come pedine su una scacchiera che non ha una rotta politica anche se qualcuno tenta di tracciarla cercando appoggio nella finanza londinese”. A parte il criptico riferimento alla finanza londinese, è evidente che Pecci reagisce alle voci trapelate sui giornali di possibili candidature e delle campagne acquisti di esponenti di altri partiti.

Sostiene infatti che “Il partito moderno che vuole cambiare il Paese non offre tessere o incarichi, ma chiede al proprio simpatizzante temi di dibattito stimolanti, idee, programmi e progetti.Se da un lato accusiamo la vaghezza dei programmi delle forze di governo, l'arroganza del potere, la necessità di provvedimenti di cambiamento, dalla semplificazione alla digitalizzazione per arrivare alla agognata sburocratizzazione, non possiamo, dall'altro lato, dare spazio al "mercato delle vacche".” Più chiaro di così…

Pecci parla di una "lunga marcia" della Lega che vuole conquistare il governo della città.

“Abbiamo voluto un partito che fosse "polo di attrazione delle forze laiche e centriste" che guarda ai partiti riformisti, ai partiti liberali moderni ed alle formazioni cattoliche senza censura e nella massima libertà. Occorre, dunque, proseguire su questa strada con la giusta autorevolezza che non può che venire dalla coerenza dei suoi uomini e dei suoi militanti per realizzare il progetto.

Bisogna continuare il lavoro svolto in questi anni a Rimini per perseguire una "politica non come gioco di potere, o come professione, ma di impegno totalizzante, sul piano del lavoro, culturale e morale" per anticipare i bisogni della gente”.

Ciò che a Pecci preme dire è che “La spinta ideale dovrà quindi guidare l'azione di tutti i militanti” ed aggiunge che “a Rimini, in questi cinque anni, a differenza di altri partiti, abbiamo costruito una Lega fatta di militanti, anziani e giovani "vecchia maniera" che sono dotati tutti di sincera passione politica che è la medicina migliore contro il cinismo del potere che PD e M5Stelle che corrode la democrazia di questo Paese”. Tradotto: se la Lega vuole vincere le elezioni deve basarsi sul gruppo uscito dalle elezioni del 2016, cioè sui militanti vecchia maniera, non sugli acquisti dell’ultimo minuto.