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Nuova giunta regionale senza Rimini e poca Romagna

Giovedì, 13 Febbraio 2020

Rimini – come si era intuito alla vigilia – non è rappresentata nella nuova giunta regionale presieduta dal confermato Stefano Bonaccini. Forse è per questa ragione, per meglio far deglutire la pillola, che la seconda uscita pubblica del nuovo governo emiliano romagnolo (la prima sarà a Parma, capitale della cultura 2020) sarà proprio a fine marzo a Rimini “dove vogliamo riqualificare il fronte mare”.

A Rimini, nella persona dell’ex assessore Emma Petitti, andrà la presidenza dell’Assemblea legislativa, un ruolo da cui si potrà più facilmente sfilare fra un anno qualora fosse lei la candidata scelta dal partito per il dopo Gnassi. In ambito romagnolo esce molto rafforzata la posizione del ravennate Andrea Corsini, uno dei due assessori della vecchia giunta che sono rimasti. Corsini manterrà la delega al turismo al quale si aggiungono quelle, di altrettanto peso politico e amministrativo, alla mobilità, ai trasporti e alle infrastrutture. La promozione di Corsini è stata salutata con “soddisfazione e plauso” da Confindustria Romagna. “Abbiamo molto apprezzato l’operato dell’assessore nel precedente mandato, e siamo certi che saprà dare un contributo importante anche nel nuovo incarico, che riguarda un aspetto cruciale per imprese e cittadini come quello delle infrastrutture e dei trasporti. – ha dichiarato il presidente Paolo Maggioli – Lo diciamo da tempo: oggi la mobilità è il tema dei temi, che abbraccia in modo trasversale industria, turismo, cultura, studio e tempo libero. L’attrattività di un territorio si misura sempre più anche in base alla qualità delle sue connessioni, e per noi è particolarmente significativo che questa delega sia stata affidata a un assessore romagnolo, a cui vanno le nostre vive congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro. Nella nostra associazione troverà sempre un interlocutore aperto al confronto e alla collaborazione”.

Alcuni nomi della nuova giunta erano già emersi nei giorni scorsi. Fra questi quello di Elly Schlein, 34 anni, già parlamentare europea, leader della lista Emilia Romagna Coraggiosa, che è stata nominata vice presidente e avrà le deleghe a welfare, emergenza climatica, rapporti con la Ue. Era data per scontata anche la nomina ad assessore alla cultura di Mauro Felicori, 67 anni, già direttore della Reggia di Caserta e candidato (cinquemila preferenze) nella lista Bonaccini Presidente. L’altro assessore della vecchia giunta rimasto è Raffaele Donini, che passa dai trasporti alla sanità.

Gli altri nomi sono: Vincenzo Colla, 58 anni, già vice segretario della Cgil, che si occuperà di sviluppo economico, lavoro, formazione, green economy;  Irene Priolo, 45 anni, è assessore ad ambiente, difesa del suolo e protezione civile; Barbara Lori, 51 anni, si occuperà di montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità; Alessio Mammi, 39 anni, è il nuovo assessore ad agricoltura e agroalimentare, Caccia e pesca; Paola Salomoni, 53 anni, pro-rettore dell’Università di Bologna, avrà la delega di scuola, università, ricerca, agenda digitale;  Paolo Calvano, 42 anni, segretario regionale del Pd, si occuperà di bilancio, personale, patrimonio, riordino istituzionale (le deleghe che nella precedente giunta aveva Petitti). Infine, Davide Baruffi, modenese, sarà il sottosegretario alla presidenza.

Secondo Bonaccini, la nuova giunta è un equilibrio tra "competenze, rappresentatività territoriale e sensibilità politiche”. Tutte le province, tranne Rimini, sono rappresentate; anche la parità di genere è quasi soddisfatta (sei uomini e quattro donne). “Squadra che vince non si cambia, io l'ho cambiata quasi tutta perché abbiamo bisogno di continuare a innovare", ha sottolineato il governatore che ai nuovi assessori ha suggerito di stare meno in ufficio e più sul territorio.

 “Innovazione? No, Stefano Bonaccini salda i debiti contratti durante la campagna elettorale e conserva i ‘fedelissimi’, sostiene la Lega attraverso una dichiarazione del deputato Jacopo Morrore e dei consiglieri regionali eletti in Romagna, Massimiliano Pompignoli, Andrea Liverani, Daniele Marchetti e Matteo Montevecchi.

Secondo i leghisti si tratta di “una Giunta molto debole, e spostata verso la sinistra radicale, dove i moderati hanno un ruolo marginale”. “Come c’era da aspettarsi – afferma la Lega - la Romagna è stata penalizzata, con il solo ravennate Andrea Corsini. Sorprende poi il nome dell’outsider Paola Salomoni, nominata assessore a Scuola e Università, bolognese residente a Cesena, di fatto estranea alle logiche politiche romagnole”. La Lega critica il fatto che Claudio Vicini, affermato medico dell’area di Italia Viva, non sia stato nominato alla sanità. Una frecciata anche su Elly Schlein a cui “Bonaccini ha affidato un ruolo di primo piano, nonostante le note posizioni di Schlein su tante materie non possano trovare spazio e consenso anche nelle aree più moderate e di matrice cattolica del Pd”.

Nel fare gli auguri a Bonaccini e alla nuova giunta, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi tiene a precisare che la città “si relazionerà con la Regione, con il suo presidente, in ordine alla qualità e il merito dei progetti e dei programmi che la città sarà in grado di proporre. Niente di più, niente di meno. Lo abbiamo fatto nei  5 anni precedenti, trovando grande attenzione e disponibilità nel Presidente e nella sua giunta. Lo faremo ancora di più nei prossimi mesi, considerando Rimini un laboratorio di rigenerazione urbana e pratiche innovative. C’è il tema delle infrastrutture, materiali e digitali,  come priorità assoluta per Rimini e la Romagna intera”. Come dire che la città si aspetta risposte su questi temi. E infatti ricorda che su “turismo, imprese, accessibilità, i progetti sono già al vaglio degli uffici regionali. Stefano Bonaccini conosce bene quanto può dare Rimini alla crescita della regione: sa della nostra città e della nostra provincia per conoscenza lunga e diretta, e non per ‘sentito dire’ o per occasioni elettorali”. A fine marzo, quando verrà a Rimini, Bonaccini veda di fornire risposte concrete.