Economia, nel 2019 frenano le imprese femminili

Martedì, 11 Febbraio 2020

(Rimini) Lieve diminuzione annua delle imprese femminili attive, come a livello regionale e diversamente dalla sostanziale stabilità nazionale. A fronte di settori in calo, come il commercio, l'alloggio e ristorazione, l'agricoltura e il manifatturiero, altri sono in aumento, quali l'immobiliare, i servizi alle imprese e alle persone. Negativi i risultati nel medio periodo mentre risulta positiva la performance delle società di capitale.
Al 31 dicembre 2019 nel sistema aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 15.057 imprese femminili attive che costituiscono il 21,3% del totale delle imprese attive (21,2% in regione e 22,7% a livello nazionale). Nel confronto con il 31 dicembre 2018 si riscontra una lieve diminuzione delle imprese femminili (-0,4%), come in Emilia-Romagna (-0,4%), mentre una sostanziale stabilità caratterizza l'Italia (-0,1%). Variazione negativa anche nel medio periodo: -1,0% rispetto al 31/12/14.

"L'imprenditorialità femminile e l'apporto complessivo delle donne al mondo del lavoro sono imprescindibili per avere un quadro di riferimento completo di qualsiasi sistema economico – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Le imprese femminili costituiscono oltre un quinto del nostro tessuto imprenditoriale, un vero e proprio "volano" che genera ricadute positive a 360°, a partire dallo sviluppo dei consumi, con un effetto moltiplicativo di 2,2 volte. Va, poi, sempre ricordato che una donna che guida un'impresa è pur sempre una persona che non ha rinunciato ad altri ruoli importanti, come quelli di "moglie" e di "madre", cosa che le conferisce un valore sociale "aggiunto". Per tutto quanto detto, lo sviluppo dell'imprenditorialità femminile genera benefici concreti per tutto il sistema economico e sociale. Va però ricordato che ci sono ancora tante potenzialità inespresse: in Romagna, oltre la metà degli abitanti sono femmine, il 51,5%, ma le donne che detengono cariche sociali nelle nostre imprese sono solo il 28,8%. E non va neppure dimenticato il differenziale penalizzante a livello retributivo. È sempre più importante, perciò, riservare all'imprenditorialità femminile più attenzione e adeguati incentivi, in modo da consolidarne e ampliarne la presenza complessiva, anche in quei settori in cui tradizionalmente le donne imprenditrici sono meno numerose."
I principali settori economici risultano, nell'ordine: Commercio (28,2% delle imprese femminili), Alloggio e ristorazione (14,8%), Agricoltura (12,5%), Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (12,3%), Attività immobiliari (7,2%), Ind. Manifatturiera (7,1%) e Noleggio, ag. viaggio e servizi alle imprese (3,7%).In termini di variazione annua si registra un calo nel Commercio (-2,7%), nell'Alloggio e ristorazione (-1,2%), in Agricoltura (-1,8%) e nel Manifatturiero (-3,2%); in aumento, invece, le imprese femminili nelle Altre attività di servizi (+0,9%), nell'Immobiliare (+4,1%) e nel settore Noleggio, ag. viaggio e servizi alle imprese (+5,3%).Le imprese femminili con la maggior incidenza percentuale sul totale delle imprese attive appartengono ai settori Altre attività di servizi (55,9%), Alloggio e ristorazione (29,8%), Noleggio, ag. viaggio e servizi alle imprese (27,3%), Commercio (25,5%) e Agricoltura (21,1%).Riguardo alla natura giuridica la maggior parte delle imprese femminili sono imprese individuali (66,0% del totale), alle quali seguono le società di persone (17,9%) e le società di capitale (14,6%). Nel confronto con l'anno precedente si evidenzia la buona crescita delle società di capitale (+3,7%) a cui si contrappone la diminuzione sia delle imprese individuali (-1,2%) sia delle società di persone (-0,7%).

Al 31 dicembre 2019 in provincia di Rimini si contano 7.450 imprese femminili attive che costituiscono il 21,8% del totale delle imprese attive provinciali (21,2% in regione e 22,7% a livello nazionale). Nel confronto con il 31 dicembre 2018 si riscontra una diminuzione delle imprese femminili (-0,6%), superiore alla variazione negativa dell'Emilia-Romagna (-0,4%), mentre una sostanziale stabilità caratterizza l'Italia (-0,1%). Praticamente stabile, invece, la variazione di medio periodo: +0,1% rispetto al 31/12/14.
I principali settori economici risultano il Commercio (30,8% delle imprese femminili), l'Alloggio e ristorazione (18,2%), le Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (10,8%), le Attività immobiliari (8,9%), l'Agricoltura (7,3%), e l'Ind. Manifatturiera (5,5%). Rispetto al 31/12/18 calano le imprese femminili attive del Commercio (-3,8%), dell'Alloggio e ristorazione (-0,3%), dell'Agricoltura (-1,6%) e del Manifatturiero (-4,8%) mentre aumentano quelle operanti nelle Altre attività di servizi (+2,0%) e nell'Immobiliare (+3,6%).
I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese femminili sul totale delle imprese attive sono, nell'ordine: Altre attività di servizi (54,3%), Alloggio e ristorazione (28,8%), Noleggio, ag. viaggio e servizi alle imprese (28,8%), Commercio (26,5%) e Agricoltura (22,1%).Riguardo alla natura giuridica prevalgono le imprese femminili individuali (64,0% del totale), seguite dalle società di persone (19,0%) e società di capitale (15,8%); nel confronto con l'anno precedente crescono le società di capitale (+3,3%), calano le imprese individuali (-1,6%) mentre rimangono stabili le società di persone. In un contesto di analisi territoriale, infine, si evidenzia come la maggioranza delle imprese femminili provinciali si trova nel comune di Rimini (43,6%), classificato come "Grande centro urbano"; buona anche la presenza nei comuni di Riccione (13,1%), Bellaria Igea Marina (7,1%), Santarcangelo di Romagna (5,7%) e Coriano (2,4%), ossia nei cosiddetti "Comuni di cintura" (totale 28,3%), e di Cattolica (7,6%), Misano Adriatico (3,8%) e San Giovanni (2,2%) ("area del Basso Conca", totale 13,6%). Ad essi vanno aggiunti i comuni di Morciano di Romagna (2,1%) (Valconca), Novafeltria (2,1%) e Verucchio (2,0%) (Valmarecchia).