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Dehors, tutta la preoccupazione di Confcommercio

Mercoledì, 23 Ottobre 2019

(Rimini) “La preoccupazione per l’incertezza legata ai dehors dei pubblici esercizi del centro – spiega Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini – è tangibile tra i nostri associati, che in buon numero si sono rivolti a noi cercando chiarezza. La problematica è grave: per i nostri operatori in questo momento è impossibile districarsi in questa situazione in cui è complicato anche solo ipotizzare la sostenibilità futura della propria attività. Intere famiglie vivono di questo e non riuscire a pianificare il futuro, gli investimenti, le assunzioni, le mette in seria difficoltà. Benissimo salvaguardare il decoro della città e la bellezza dei nostri monumenti, ma il turismo è un’offerta d’insieme, che non prescinde dai servizi d’eccellenza dati dai nostri bar e dai ristoranti, capaci di valorizzare il nostro centro storico e di renderlo ancora più apprezzato per un soggiorno o una visita”.
Se la soluzione “agli abusi di qualcuno” è “punire tutto il sistema”, “noi non ci stiamo. Come sempre Confcommercio è dalla parte delle regole e riteniamo giusto che si intervenga nei confronti di chi non le rispetta. Ma sono in molti ad avere fatto lavori investendo cifre notevoli per installare dehors che rispettassero i regolamenti e ora anche questi rischiano di non avere più la possibilità di sfruttare gli spazi all’aperto su cui pagano la tassa di occupazione del suolo pubblico. Perché? Stiamo costruendo una Rimini aperta tutto l’anno con investimenti considerevoli per valorizzare il centro storico, per far crescere il comparto fieristico e congressuale, per fare vivere la nostra città a 360° in tutte le stagioni anche dal punto di vista turistico e ora c’è il rischio che chi arriverà a Rimini in inverno non potrà prendersi un caffè seduto fuori. Perché?”
Se è “solamente” un “problema di regolamenti”, “siamo tutti disponibili a vederci con tutte le parti in causa per trovare una soluzione condivisa nel rispetto di chi fa le regole, di chi deve controllare che siano rispettate, ma anche di chi opera sul territorio e vorrebbe poterlo fare con certezza. Sappiamo che l’amministrazione comunale si sta adoperando per risolvere la situazione. Confidiamo in uno sforzo ulteriore per venirne a capo. Qui non si parla di un problema estetico, ma si vanno a toccare l’economia del territorio, la sopravvivenza delle imprese, il lavoro delle persone e l’appeal della proposta turistica della nostra città. Non sono cose da poco”.