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IL GIORNALAIO 27.02.2012

Venerdì, 24 Febbraio 2012

Rubriche

IL PDL A CONGRESSO, LA PRIMA USCITA PUBBLICA DI MAGGIOLI DOPO L'ESITO DELL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI FORLI', L'ILLEGITTIMITA' DELL'ORDINANZA ANTILUCCIOLE DEL COMUNE DI RIMINI


Congresso Pdl: Miserocchi nuovo segretario provinciale
La Voce a pagina 12: «Fabrizio Miserocchi è il nuovo coordinatore del partito, scelto dal 75% dei votanti. Un plebiscito che darà al candidato appoggiato da Lombardi e Pizzolante ben 23 posti nel direttivo, una maggioranza schiacciante, anche se è lo stesso Miserocchi a garantire subito che “ora si inizia a lavorare e tutti assieme. Se mi aspettavo di vincere? Non lo nascondo, ma mi aspettavo molto meno, soprattutto non mi aspettavo un’affluenza così importante”».
Sul Carlino nel pezzo di Mario Gradara leggiamo: «Applausi a ripetizione per Fabrizio Miserocchi, che dopo aver ricordato lo scomparso Oronzo Zilli, non ha voluto leggere il discorso scritto ma è andato a braccio. “Abbiamo ascoltato le persone, andando casa per casa. Ci chiedono fiducia, di fermare i litigi interni, risposte concrete. Nel Pdl non c’è più solo una identità cattolica, riformista, liberale, siamo un grande partito, dobbiamo tenere insieme tutte le anime”».
Calandosi nei panni dei renziani La Voce si domanda se Renzi, visto il risultato, uscirà dal partito: «A fine serata, quando ormai il risultato era scritto, Renzi aveva perso la sua proverbiale verve ed è stato uno dei primi ad andare via: il tempo dei commenti verrà, come quello delle riflessioni. Il pensiero di abbandonare il PdL è chiaro che possa sfiorarlo, anche perché difficilmente questo strappo con il resto del partito potrà sanarsi: la battaglia delle tessere, sommato a quelli mai ricuciti come le elezioni regionali (“chi arriva dietro se ne va”), quelle provinciali e comunali, pesano parecchio su questa difficilissima convivenza e Renzi non è tipo da accontentarsi dopo tutto quello che ha fatto negli anni. Così come sarà difficile per lui e per i suoi sostenitori appoggiare Miserocchi nelle prossime tornate elettorali. Probabile, quindi, che questo sia il primo e anche l’ultimo congresso del PdL per Renzi».
Presente al congresso anche l’onorevole Sergio Pizzolante che sulla Voce ritorna sull’accordo con il presidente della Provincia Stefano Vitali: «”Il tavolo aperto dal sottoscritto con il presidente Vitali va in questa direzione, per cambiare il paradigma politico: dobbiamo sfidare le amministrazioni per affrontare e risolvere i problemi assieme e dare risposte al nostro territorio. Affrontare i problemi senza opporsi unicamente agli avversari: i nemici non sono gli avversari politici, ma i problemi, quindi, oggi, la crisi economica e l’antipolitica. Ecco perché ho sostenuto Miserocchi, come noto, perché credo che possa guidare il PdL riminese in questo cambio di paradigma per risolvere i problemi. Aspettare che altri non lo facciano e attaccarli”, dice immaginiamo, riferendosi alla lista Mascioni-Renzi, “non serve a niente, è un modo di fare politica e opposizione che non ha futuro”».
Dal Corriere Romagna prendiamo la sottolineatura sulla presenza del Pd al congresso del Pdl: «E’ buona educazione invitare ai congressi le cariche politiche e istituzionali, ma il Pd questa volta vuole proprio esagerare: Stefano Vitali, Andrea Gnassi, Elisa Marchioni, Emma Petitti, Marco Agosta e Roberto Piva».
Al Nuovo Quotidiano non sfuggono gli animi caldi del congresso, in particolare tra Piacenti e Renzi: «Da dietro le quinte, dove era stato fino a ieri, prende la scena e apre un fuoco di fila incrociato contro l’imputato numero uno e la sua lista, quella di Renzi. “Che è fatta – grida – di amici e parenti. Può essere questo il partito del futuro? Sono le persone a fare i partiti, quelle che riescono a mettersi insieme e a sopportarsi a vicenda”. Poi la bordata che infiamma la platea: “Tu, che accusi tanto la casta, sei l’unico del centrodestra qui dentro, che ha un vitalizio”. “Pensione” corregge Renzi. Ma il vocione del “grande vecchio” non si ferma. “Fabrizio Miserocchi – continua – porta con sé una lista che è frutto della storia del partito, ci sono tutti dentro. Noi siamo nonni, dobbiamo solo stare a casa e dare buoni consigli”».


Maggioli incassa la difesa di Confindustria
È la notizia con cui apre La Voce in prima: “La Confindustria difende Maggioli”. “Fiducia senza imbarazzo” è il titolo all’interno, che riporta le dichiarazioni di Maurizio Focchi. Proprio oggi, come racconta La Voce, si terrà un convegno con Maggioli, Gnassi, Vitali: «Dal suo staff confermano che Maggioli parteciperà al convegno di oggi, come previsto, e che il noto imprenditore santarcangiolese continua a essere sereno su tutta questa vicenda. Una serenità che porterà quindi anche domani in consiglio camerale, dove in diversi gli chiederanno di farsi da parte, ma dove non mollerà di un centimetro. Intanto oggi, anche se non previste, ma visti i due co-relatori e i recenti trascorsi, potrebbero arrivare le sue dichiarazioni sulla vicenda, visto che potrebbe essere questa la sua ultima uscita pubblica come presidente della Camera di Commercio. E domani la resa dei conti».
A pagina 5 del Carlino, Spadazzi riporta il commento di Focchi sul dibattito scatenatosi pro e contro Maggioli «”Stupisce vedere come sia stato creato un caso su Maggioli, quando a Rimini i capitali scudati sono stati parecchie centinaia di milioni”. “Non è nello stile di Confindustria dare patenti di eticità — prosegue Focchi — ma l’atteggiamento così estremo che in questi giorni abbiamo notato da parte di alcuni rappresentanti di categorie (Aia, Cna, Confartigianato e Confesercenti, ndr), crea notevoli perplessità, soprattutto considerando che dati emersi da studi di settore e notizie di organi di vigilanza e stampa danno proprio alcuni imprenditori di queste categorie come quelli più a rischio di evasione fiscale”».
Sul tema 'evasione' le pagine che il Nuovo Quotidiano dedica a una serie di numeri sullo stato economico del territorio.


Ordinanza lucciole
Il Corriere Romagna apre in prima pagina: “Lucciole, la Procura smonta l’ordinanza”. Scrive Andrea Rossini a pagina 3: «La Procura smonta l’ordinanza comunale anti-lucciole, perché illegittima, basata su un grossolano equivoco giuridico e lessicale che non merita neppure per il contrasto con i principi generali dell’ordinamento, all’occhio del procuratore capo Paolo Giovagnoli, troppe argomentazioni. Sono in estrema sintesi le motivazioni con le quali il magistrato chiede al gip l’archiviazione della denuncia nei confronti di una 32enne prostituta romena, difesa dall’avvocato Marco Ditroia, inottemperante al provvedimento del sindaco Andrea Gnassi che vieta il meretricio in alcune strade cittadine fino al 31 marzo prossimo». E continua: «Non è legittimo, dice Giovagnoli, che gli stessi comportamenti possano essere ritenuti leciti o illeciti a seconda dei comuni in cui avvengono per effetto delle diverse ordinanze emanate o no dai sindaci. ”Appare in contrasto con principi generali dell’ordinamento che un’ordinanza contingibile e urgente del sindaco possa trasformare in reato per un periodo di tre mesi (individuato in modo discutibile perché il fenomeno della prostituzione la strada non è occasionale ma notoriamente permane da anni) una condotta considerata illecito amministrativo”».
In taglio basso il Corriere fa il punto sulla battaglia alla prostituzione, il titolo è eloquente: “Quelle armi che restano spuntate. Dopo le campagna di don Oreste solo insuccessi”.


DA SEGNALARE sul Nuovo Quotidiano a pagina 6 una lunga intervista al presidente dell’Einstein, Prosperi, figura storica dell’istruzione a Rimini